Archivio storico dell'arte — 2.1889

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NUOVI DOCUMENTI

insiu al di presente. Item l'arena colata et la metà dei
colorctti che si trovano in casa et in botega per insin
al dì presente. Et che ancora detto mastro Horatio
debba havere si coma detto mastro Guido li dà et con-
cedo, l'uso et comodità di un mulino da macinare colori
et l'uso della fornace et fornello et altre massaritio et
un torno con l'altro massarie, che vanno con esso torno.
Dichiarando però che '1 molino et il torno habbino a
servire a uso proprio di esso mastro Horatio, ma la
fornace fornello et altro massarie che lo possa usare
quando non l'opera il dotto mastro Guido. Et con patto,
elio dotto mastro Horatio habbia a riparare a sue spose
il molino od il torno, et babbi a contribuire per un
terzo dolla sposa per riparare la fornace et fornello et
altro massaritio, et che detto mastro Guido sia obbligato
a cavare la doto della moglie di mastro Horatio havuta
por mastro Guido, cioè fiorini conto di moneta vechia,
si come dotto mastro Guido dico e confessa, et debba
bavero si come dotto mastro Guido li dà et concedo
tutto il stagno calcinaro ot rena per fare i bianchi. E
quanto comò di sopra detto mastro Guido ha dato e
concosso al detto mastro Horatio emancipato l'ha dato
e concesso por detto titolo di transatione, et perchè
così è piaciuto e piace a detto mastro Guido dì faro,
et perchè habbi a pagare i debiti sopradetti, ot perchè
il detto mastro Horatio si è obligato ot ha promesso
darò al detto mastro Guido prosento ot accettante scudi
settantacinque mezi a raggiono de grossi vinti per scudo
infra tre anni prossimi in questo modo ot termini, cioè
scudi venticinque per anno da pagarsi do sei mesi in
sei mesi, e che'1 primo pagamento si facia al fine del
primo semestre, et che '1 semestre cominci dal dì del
presento instrumeuto. hit perchè ancora tornando comodo
o utile ad esso mastro Guido li prometto et s'obliga
dotto mastro Horatio tenero presso di so por dotti tre
anni prossimi la Domittilla o Flaminio figliuoli di Ni-
colò fratello di esso mastro Horatio, o do vestirli cal-
zarli e fargli lo sposo per tro anni prossimi, con questa
intosa però, che mastro Horatio prodetto, non sia obli-
gato a darli salario alcuno, o che dotto mastro Horatio
non sia obligato dotare la Domittilla, et che dotto ma-
stro Horatio non possa domandare ad alcuno lo spose
fatto per detti alimenti et vestimenti alli detti Domittilla
c Flaminio, et che restino al dotto mastro Guido et non
s'intendino dati al dotto mastro Horatio li lavori bianchi,
li lavori alla Venetiana, lavori dozinali cotti o da co-
ciore, rena, feccia et terra, che si trovano al presente
in botega e in casa, la metà de' bacili bronzi e broc-
chotte che si ritrovano, piatti grandi e mezani, cotti
crudi ot invetriati, et tutto il resto dei lavori da mezo
grosso et da un bolognino et dozinali, et elio dotto
mastro Horatio non possa domandare niente per l'avc-
nire vivente dotto mastro Guido nè do' frutti, nè di
guadagno, nè d'avanzati, nè d'alimenti, nè frutti della
doto di sua moglie, ma che tutti siano liberi proprii et
particolari di osso mastro Guido mentre viverà, et ch'al-
l'incontro nè mastro Guido nè altri possine molestare

detto mastro Horatio, nè avere contro di lui raggione
et attione alcuna in detti lavori e cose come di sopra
convenuti ch'habbia havere e corno di sopra dateli e
concesse nè in li crediti sopradetti ot infrascritti, nè i
guadagni, che per l'avenire farà detto mastro Horatio,
ma che tutti siano ot habbino a essera proprii e parti-
colari di esso mastro Horatio e suoi figlioli, o che de
quelli ne possa disporre vendere et alienare a suo be-
neplacito tanto per contratto quanto per ultima volontà,
dichiarando insieme e convenendo detto mastro Guido
e mastro Horatio, che le dotte massaritio eonsignate ad
uso come di sopra, o l'tiso del molino fornace et for-
nelli e torno babbi a durare mentre viverà detto mastro
Guido, ma senza preiudicio perù di esso mastro Horatio
e suoi figliuoli di poter conseguire la lor rata de tutti
li boni di esso mastio Guido dopo la morto di detto
mastro Guido, anzi s'intendo sempre roservato a esso
mastro Horatio di po^er conseguire la sua rata do' boni
paterni e materni dopo la morte di detto mastro Guido.
Et successivo dietus magister Guido prò observatione,
prodictorum supra per cimi couventorum promisit dicto
magistro Horatio stipulanti prò se et suis heredibus et
prò domina Agnesina oius uxoro ot mihi notario infra -
scripto ut publicae personao stipulanti prò dieta domina
Agnesina et prò omnibus quorum interest, dictos florencs
centum ut supra habitos, et quos iterimi confessus fuit
habuisso prò dotibus dictao dominao Agnesinao tenere
prò dotibus et nomine dotium dictao dominao Agnesinao
et salvare ot custodire omni oius pericolo et fortuna
dictao dominao Agnesinae, et evo et cui ius et casus
dederit in omnem tamon casum dotis rostituendae dare
et rostituere. Pro quibus quideni floreuis centum dotibus
predictis ut supra servandis et restituendis hipothecavit
et obligavit dieta domina Agnesina omnia ipsius magistri
Guidonis bona mobilia ot immobilia presentia et futura
etc. quae constituit tenore et possidore dictae dominao
Agnesinae ot ejus horedum donec adveniente casu dotis
rostituendae illorutn possossionem acceperint quam acci-
piendi licentiam dedit ot dieta bona usufructuandi donec
intcgralitor fuorit satisfacta de dictis florenis centum et
do dannis expOnsis etc. cimi pacto quod fructus non
computentur etc. Et ultcrius dictus magister Guido si-
militer prò observatione predictorum invontariuni om-
nium suoruin honorum fccit, et quae infrascripta esse
et habero dixit ut infra et assignavit. In primis vulgari
sermone loquendo. Un letto di piuma con un sacono,
un cavezal long', doi cavezaletti, una coperta a verdura,
una coperta di lana, una coperta di mozelano, un padi-
glion di tela di 14 con lavori a rugino, un padiglion di
fioro tramato di accia, una letiera di noce, un tornaletto
a verdura, un forzier vocino, doi casse, una segiola,
un quadro con una Madonna o un altro con un San
Lorenzo ot un altro di gesso, panni di lino et altre
cose qual' erano di donna Gioanna moglie già di detto
mastro Guido. E prima lonzuoli sottili tre, tovaglie di
tela di renso n° 2, cioè una sotile, et l'altra grossa,
tovaglie da spalla di renso n° tre, tovaglietto di renso
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