Archivio storico dell'arte — 2.1889

Seite: 376
DOI Heft: 10.11588/diglit.17348.58
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17348.63
DOI Seite: 10.11588/diglit.17348#0419
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1889/0419
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
376

NUOVI DOCUMENTI

dote di Camillo come per i contratti appare scudi confo
trentatre et boi. vinti por lo coso di monte dolce scudi
cento trenta tre et boi. 20, a Isacco hebreo scudi dieci,
a, mastro Donino scudi diciotto, a sor Gabriello del
Bono per gli usufrutti delli cinquanta fiorini scudi sei,
a Gioannino sarto scudo uno. Credita autem ut supra
conventa esse debere dicti magistri Horatii et per eum
oxigenda dictus magistor Guido dixit esse infrascripta,
et ut vulgo dicitur, per pagare detti debiti, et ut supra
data et concessa dicto magistro Horatio prout etiam
dictus magister Guido 'dodit ot concossit dicto magistro
Horatio stipulanti prò se et suis horodibus sunt infra-
scripta vid. Scudi conto devo dare il prefato signor
Duca Olmo, d' Urbino, ot scudi quatro conto cinquanta
per detti vasi et credito seuo in Piemonte e com'apparo
per lista in mano del capitano Francesco Paciotto. Et
predicta cum pacto etiam quod dictus magister Horatius
tenoatur, prout sic tacere promisit dicto magistro Guidoni
spipulanti etc. suprascripta debita solvere infra duos
annos proxime venturos, ot doinde ad omnom requisi-
tionem dicti magistri Guidonis. Renuntiantos oxceptioni
doli mali vis motus fi'audis simulationis crroris iuris
et facti conditioni indebiti siue causa voi ex iniusta
causa ac lesioni enormi et enormissimae etiam ultra et
plus quam dimidiam in magna quantitate ac romodio
legis 2 C. de roscin. vend. ot omni alii 11. et sacrorum
cancnum statutorum ot costitutionum ac iuris beneficio
et auxilio ipsis competenti et in posterum quomodolibot
competituro ae iuri et logi dicenti et disponenti genera-
lom ronunciationom non valere nisi precesserit spocialis.
Certificati por me notarium infrascriptum corani dictis
tostibus quid importent dictae ut suprafactae renuncia-
tiones et earum beneficia. Quae omnia ot singola supra
et infrascripta ac in presenti instrumento contenta dicti
magistor Guido ot magister Horatius dixerunt et con-
fossi fuerunt ac iurayerunt ad sancta Dei evangolia
scripturis sacro sanctis marni tactis vera fuisse et esse
oaque omnia cum iuramento prodicto promiserunt invi-
cem et vicissim unus alteri et alter alteri stipulationibus
intervenientibus semper et perpetuo firma rata ot grata
habere tenere attendere et observare ac adimploro, et
in nullo contra tacere dicoro opponere voi venire per
so noe por alium scu alios aliqua ratione vel causa
do jure noe de facto directe noe indirecte noe quo vis
modo sub pena dupli suprascriptarum pecuniarum
quantitatum, ot sub hipotheca et obligatione omnium
oorum bonorum mobilium et immobilium iuriumque et
aclionum prosentium et futurorum cumque rofectione
damnorum omnium et expensarum ac interesse litis et
exponsae qua quidem pena commissa soluta exacta vel
non, predicta tamen omnia firma maneant atque perdu-
ront, et extendi etiam mandaverunt ad sensum sapientis».

Di questa divisiono fece già parola il Raffaelli nelle
Memorie Istoriche delle Maioliche lavorate in Castel
Durante, e dal relativo istromento estrasso alcune par-
ticolarità il p. Pungileoni nelle note alle Notizie delle
Pitture in Maiolica; ma ve no restarono tante, e di tal a

importanza per la storia dell'arte, la famiglia Fontana,
e i costumi del secolo decimosesto, che io un giorno
mi accinsi a trascriverlo per intero, ed oggi non dubito
porlo nel novero dei documenti inoditi, e dargli luogo
nello colonne di questo periodico.

IV. — Lettera dei priori di Perugia a quelli di Deruta

(Arch. Comunale di Deruta)
« Molto Mag.'à nostri hon.

« Desideramo che por servigio della nostra città ci
facciate favore di mandarci due o tre huomini che si
dilettino di dipingere, ma desideramo ancora che ven-
ghino subito, che il favore che ci faranno, seranno essi
ancor loro trattati et remunerati, offerendoci noi sempre
pronti ad ogni loro servigio e commodo. E nostro Signor
Dio li conservi.

«Di Perugia li 14 di Maggio 1609

« Servit. li Priori di Perugia »

E l'unica testimonianza, dalla quale si provi, i Peru-
gini con l'andar dei secoli aver migliorato la lor figulina
e ingentilitala per modo da stare al paragone almeno
con quella di Deruta. La risposta dove speravo leggero
di bei nomi, tra cui quello di Pier Paolo Mancini, fu
da me diligentemente, ma inutilmente ricorcata. Questi
nel 1630 dipinse la testa (si sta in forse so della Mad-
dalena o della Niobe) sul fare di Guido, ultimamente
dal conto Carlo Casati donata al museo di Perugia.

Adamo Rossi

Benvenuto Celimi in Francia

Invitato il cardinale Ippolito II d'Este a Parigi per
goderò delle feste e de' trionfi, che colà si facevano per
allegrezza della conchiusa tregua di Nizza e per l'andata
dell' imperatore in Francia e por lo nozze del duca di
Clèves, recò con sè il bacile e il boccale che Benvenuto
Gelimi aveva incominciato a lavorare anche prima della
prigionia e di poi compiuto. La sera del 17 marzo 1541,
dopo che la Corte ebbe cenato, il cardinale fece presente
al re l'opera del celebro orafo. Della presentazione
discorre il seguente, documento, che ci fornisce la descri-
zione della scena con qualche variante di quella dataci
da Benvenuto Cellini nella sua autobiografia.

A. Venturi

(Archivio di Stato in Modena — Cancelleria Ducalo
— Dispacci dalla Francia)

« — : Dupplicato di xvij di Marzo nel xlj' di Bles : —
« Ill.mo et Eccm0 mio Sr oss.mo etc.

.......« S. M.t-i non star di buona uoglia

secondo l'usato, et spesso ella ua in consiglio qual si
loading ...