Archivio storico dell'arte — 2.1889

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

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difensori dell' integrità del palazzo. La commissione
presieduta dall'onorevole Genala, composta degli archi-
tetti Boito e Ceppi, di Carducci e del senatore Carutti,
e di altri, esaminò tutti gli atti relativi al palazzo, in-
terrogò cittadini dell'uno e dell'altro partito, si reso
conto delle condizioni del luogo; e poi chiaramente
compose la relazione ora pubblicata. In essa sono esposto
lo ragioni addotte dallo duo parti, poi ò esaminata la
importanza storica e artistica del palazzo, l'unico pa-
lazzo antico pubblico di Genova, architettato dal frate
Oliviero, che un'epigrafe loda quale uomo divino por
acutezza, di mente. Dopo ciò la commissione si chiese :
E veramente necessario demolire l'avancorpo di S. Giorgio
per far paghe le legittimo esigenze della viabilità? Con-
chiude che no, e indica i modi di provvedere senza de-
molire la vetusta sede del Capitano del popolo e della
Compagnia di S. Giorgio. A buon diritto la commis-
siono ha potuto diro che le coso dette e lo proposte
furono da essa con piena coscienza sentite e ponderato.

0. M.

W. Bode. — Die Bronzebiiste des Battista Spagnoli im ko-
niglichen Museum zìi Berlin, ein Werk mutmasslich des
Gian Marco Cavalli. (Estratto dall' « Jahrbuch der k.
preuss. Kunstsammlungen,» 1889, Heft IV).

Il busto del Mantegna nella cappella di Sant'Andrea
a Mantova fu ascritto sino agli ultimi tempi a Sperandio
mantovano; ma le ultime ricerche su quest'artista distol-
sero gli studiosi da quell'opinione. Umberto Rossi nel
suo scritto sopra Gian Marco Cavalli, medaglista del
Rinascimento alla corte di Mantova omise la ipotesi
che il busto onorario fosse da ascrivere a quel maestro,
tenuto conto dell'amicizia che Gian Marco dovette avere
col Mantegna, essendo stato da lui chiamato a testimonio
si del proprio testamento, come del rogito, col quale i
canonici di S. Andrea a Mantova concedevano al celebro
pittore'una cappella riservata per luogo di sepoltura di
lui e della sua famiglia. Fortuna ha voluto che il Bode
trovasse e acquistasse per il museo di Berlino un altro
busto, che dovette fare riscontro a quello del Mantegna,
cioè il busto di Gian Battista Spagnoli, celebro monaco
e poeta, che fu priore generale dell'ordine Carmelitano.
Fu già il busto dal De Non indicato quale busto laureato
del Petrarca, e come applicato sur un fondo marmoreo,
probabilmente su porfido, nel modo in cui appare il busto
del Mantegna. Un giusto riscontro iconografico fatto
dall'A. con una medaglia onoraria dello Spagnoli assi-
cura che questi è rappresentato nel busto; e un con-
fronto diligente tra la fattura e i particolari dei duo
busti fa affermare la loro simiglianza artistica.

E a lasciare supporre ch'essi siono usciti dalla stessa
mano del Cavalli, concorre il fatto dell'alta stima in cui
questo scultore fu tenuto dallo Spagnoli stesso, il quale

i «Rivista Italiana di Numismàtica:» anno I, fase. IV, 1888.

in un epigramma ne esalta la abilità. Segnaliamo ai let-
tori questa interessante scoperta del dott.1' Bode, che di
giorno in giorno più acquista nuovi titoli di benemerenza
dall'Italia.

0. M.

A. Vesme. - Saggio d'iconografia sabauda, ossia Elenco di
ritratti incisi e litografati dei principi e delle princi-
pesse di Savoia. - Torino, Paravia, 1889.

E una raccolta fatta per giovare a raccoglitori di ri-
tratti storici dei principi della famiglia sabauda, e com-
prende notizie di incisioni raffiguranti quelli fra i principi
che vissero dal secolo xvi in poi, sino all'estinzione del
ramo primogenito della famiglia reale nella persona di
Carlo Felice. E una raccolta fatta con diligenza; ma forse
sarebbe stato utile, specie per la parte più antica e che
più vivamente interessa gli studiosi dell'arte, di avere
dall'A. la indicazione di tutte le fonti iconografiche, con
un esame critico del loro valore, tanto più che l'A.
dimostra di avere compresa l'importanza delle ricerche
sue, anche per la determinazione dell'identità delle per-
sone rappresentato negli antichi ritratti e della sincerità
della attribuzione loro. Ma tale, speriamo, potrà divenire
lo scopo di ulteriore lavoro dell'operoso vice direttore
della r. pinacoteca di Torino.

0. M.

Giuseppe Caprin. — Marine istriane. - Trieste, Stabil.
art. tip. G. Caprin, 1889.

Il signor Giuseppe Caprin, noto nel mondo letterario
come brioso e simpatico scrittore, ha pubblicato con
queste sue Marine istriane un volume veramente in-
teressante e che si leggerà con piacere e con profitto
da quanti desiderano avere esatte e dettagliate notizie
su quell'ultimo lembo di terra italiana. Troppo ci ri-
suonano ancora all'orecchio gli spropòsiti grossolani di
cui son pione parecchie pubblicazioni sull'Istria, anche
moderne e fatte da uomini che van per la maggiore,
perchè non dobbiamo esser grati al signor Caprin di
averci dato un libro, in cui si vedo bensi l'amor patrio
dell'autore; ma questo amor patrio non fa velo alla
descrizione e alla illustrazione, la quale è sempre chiara,
completa e corrispondente del tutto alla realtà.

È naturalo che iti un lavoro cosi ampio e fatto por
darò un'idea complessiva di quei luoghi, non proten-
deremo di trovare una critica artistica troppo profonda;
è giusto però riconoscere che nel volume è data una
parto conveniente alla storia dell'arte. Quello poi per
cui non esitiamo a dare all'egregio autore la nostra lode,
è il modo veramente splendido con cui il libro è illu-
strato o il metodo della fotomeccanica tenuto nello ri-
produzioni dei monumenti, unico metodo conveniente a
tal genere di illustrazioni.

C.
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