Archivio storico dell'arte — 2.1889

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MISCELLANEA

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dal 1450 al 1458; il terzo quelli dal 1462 al 1467, e
sono documenti del più alto interesse per la storia del
monumento.

Il signor Hoepli li aveva acquistati dal conte Sozzi-
Vimercate di Bergamo.

E. A.

Pavimento della cappella Landò nella
chiesa di S. Sebastiano a Venezia. — È uno

dei più preziosi monumenti dell'arte ceramica, eseguito,
come ne attesta un'iscrizione segnata in due mattonelle
che lo compongono, nel 1510. Formato da ben 350 for-
melle, ne contiene una maggiore nel mezzo, collo stemma
della famiglia Landò, mentre le altro rappresentano fiori,
foglie, animali, pesci, uccelli, scudi, armi, ecc., disegnati
con un brio ed una facilità veramente mirabili.

Quattro sono i colori adoperati: il giallo, il bianco,
il violetto e il verde, fusi stupendamente insieme; lo
smalto è brillantissimo; il monumento sembra con molta
probabilità di fabbrica faentina.

Il tempo e la noncuranza degli uomini vi hanno recato
grandissima offesa: il salso no ossidò lo smalto che ora
si sfarina in modo che buona parte delle formelle non
hanno più traccia alcuna nè di smalto nè di colore. Ora
però sembra che a Venezia si sia detcrminato di prov-
vedere alla conservazione del mirabile monumento, secon-
do que' provvedimenti che saranno suggeriti da compe-
tenti persone.

E. A,

Dono di un affresco di scuola leonardesca
alla pinacoteca di Brera a Milano. — 11 comm.
Villa Pernice ha fatto dono alla pinacoteca di Brera di
un affresco, ora esistente nel cortilo della casa n. 3 in
via Bollo, a Milano. Rappresenta la Vergine seduta in
dolce contemplazione del Bambino Gesù, che in piedi,
mentre rivolgo indietro il capo a guardare la madre,
porta le mani sulla testa e sul collo d'un agnello spin-
togli innanzi dal S. Giovannino inginocchiato, il quale
pare che ascolti le parole di due graziosi angioletti che
stanno dietro di lui.

La pittura, alquanto deperita e guastata, è tuttavia
pregevole: la bolla composizione, il disegno, il chiaroscuro,
i tipi e gli atteggiamenti delle figure, la indicano con sicu-
rezza opera di scuola leonardesca, degna certamente,
malgrado alcuna imperfezione nel trattamento delle estre-
mità, di figurare tra gli affreschi di scuola lombarda
nella pinacoteca di Brera, dove presto sarà collocata.

E. À.

La caricatura in Italia nel medio evo dal
secolo XI al XIV. — È questo il titolo di una inte-
ressante comunicazione fatta recentemente dal signor
E. Muntz alla Société nationale des Antiquaires de Fran-
ce a Parigi. Il primo esempio che egli ne cita risale al
secolo XII ed è l'iscrizione relativa alla santità dell'im-
peratore Lotario; la comicità entra nell'arte italiana a

cominciare dal secolo xin con Giotto. L'erudito scrittore
passò poi in rassegna tutti gli esempi di caricatura da
lui raccolti in Italia, provenienti da varie città e da epoche
diverse, illustrando la sua conferenza col far vedere nu-
merose fotografie e disegui.

C.

Commissariati per le antichità e lo belle
arti. — Con decreto reale 20 giugno a. c. è stato isti-
tuito un Commissariato per le antichità e lo belle arti
in ciascuna dello seguenti regioni: Roma e provincia
(colla sede in Roma); Toscana (Firenze); Emilia (Bolo-
gna); Marche (Ancona); Umbria (Perugia); Lombardia
(Milano); Veneto (Venezia); Piemonte (Torino); Liguria
(Genova); Napoli e Provincie meridionali (Napoli); Sicilia
(Palermo); Sardegna (Cagliari). I musei, le gallerie, gli
scavi, i monumenti e gli istituti di belle arti che si tro-
vano nelle indicate regioni, sono posti sotto la immediata
dipendenza del rispettivo commissario, il quale, oltre ad
un numero d'impiegati proporzionato all'ampiezza della
regione ed alla sua ricchezza di documenti, avrà un consi-
glio tecnico rinnovabile ogni triennio, composto di un
archeologo, uno storico, un ingegnere, due pittori, due
scultori, due architetti.

C.

Sculture italiane acquistate dal museo di
Berlino. — Fra le opere plastiche recentemente acqui-
state dal museo di Berlino figurano una Madonna col
bambino in mezza figura, di grandezza maggiore del na-
turale, portata da un cherubino sullo nuvole ; essa è
modellata in terracotta e conserva l'antica coloritura. Lo
stilo del lavoro accenna alla metà del Quattrocento e fa
supporre che provenga da Bologna.

Allo stesso museo pervenne in dono un rilievo in
terracotta di Bartolomeo Vellano. Rapprosenta Maria che
tiene in grembo il bambino, col quale giocano due angeli.
Che sia un'opera certa di Bartolomeo Vellano si deduce
dal fatto che l'originale in marmo, da cui fu fatta quella
riproduzione in terracotta, originale che ancora si con-
serva in possesso di un privato, porta di dietro l'iscri-
zione: 1461. OPVS • BARTOLOMEVS 1 BELANI.

C.

Un quadro di Antonello da Messina ac-
quistato dal museo di Berlino. — E stato recen-
temente comperato dal r. museo di Berlino un quadro
che prima aveva fatto parte della collezione Hamilton;
esso era molto fortemente ritoccato ; ma, sottoposto ad un
restauro, si trovarono sotto Io strato superiore gli antichi,
bellissimi e veramente splendidi colori. È il ritratto di
un giovano veneziano e porta l'iscrizione: 1474 Anlo-
nellus msssanus me pinxil, ed ha quindi anche un grande
interesse storico, giacché è il più antico dipinto che si
conosca di quelli eseguiti da Antonello dopoché ebbe
trasferita la sua dimora a Venezia.

C.

Areidcio storico dell' Afte. - Anno II, Fase. VUWX.

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