Archivio storico dell'arte — 2.1889

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

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poco e dovuto al pennello dell'esimio artista sig. Giu-
seppe Blanp, al quale fu affidata la decorazione del lato
sinistro di quel celebre edifizio. Queste pitturo, che fan
degno riscontro agli affreschi di Galland, di Puvis da
Chavanncs e d'altri, occupano quattro intercolunni d'uno
dei lati della crociera del Pantheon. Nei tre primi é
rappresentato il Voto di Clodoveo alla battaglia di ToU
biac. Il re, nel punto di vedere sbaragliate le sue genti
dai guerrieri romani, si ricorda del Dio, di cui san Re-
migio più volte gli ha parlato, chiamandolo il Dio dogli
eserciti, e fa voto di convertirsi al cristianesimo, se
ottiene la vittoria. Nelle nubi apparisce il Cristo, elio
ordina agli arcangeli, armati di spade, di scender dal
cielo c pricipitarsi contro i Romani. Questi al soprag-
giungere del celeste nemico cominciano a ritirarsi, e la
loro sconfitta è ormai decisa. Il quarto intercolunnio
contiene il Battesimo di Clodoveo. Il re dei Franchi è
in atto di scendere nel battistero; altri capi lo stanno
imitando; san Remigio si prepara a versar l'acqua lu-
strale sul capo del re, mentre nel fondo, l'esercito dei
Franchi viene a consacrarsi nella nuova religione. L'o-
pera è magistralmente eseguita e prende onorifico posto
tra le tante artistiche bellezze dello stupendo edifizio.

— Dalla pittura passando all'architettura, questa
cronaca non può lasciar passare inosservata la inaugu-
razione fattasi il 5 di agosto delle nuove fabbriche della
Sorbona, architettate dal sig. Nénot, e dello quali è solo
compiuta la prima, la cui facciata monumentale si stonde
lungo la via des Ecoles. Questa fronte, di carattere se-
vero e quale conviensi a un edilìzio consacrato agli
studi, è decorata di statue e di un frontone scolpito
dal sig. Chapu, di bellissimo effetto. L'interno si rende
ammirabile per un immenso vestibolo a volta circolare;
per un ampio scalone a balaustri di ferro battuto, con
ornamenti in rame lavorati a sbalzo ; per una vasta gal-
loria che mette alla sala del Consiglio, decorata da
quadri di Chartran e di Flameng, con soffitto del signor
B. Constant. Ma la parte più importante della nuova
Sorbona è l'immenso anfiteatro, capace di ben tremila
uditori, Davanti alla cattedra, cui si accede per alcuni
gradini, s'apre un vasto emiciclo occupato da banchi
di quercia, e dietro questo fanno il giro dell'ampia sala
diversi gradini, cui si accede por vomitori aperti di
distanza in distanza. Nel fondo s'aprono cinque vaste
tribune a duo piani. Un'immensa tela del sig. Puvis
de Chavannes ricopre la parete semicircolare del fondo.
La cupola è ornata di medaglioni del sig. Galland, o
nelle nicchie praticate nello separazioni delle due tribune
vodonsi sei statue, fra lo quali una bellissima di La-
voisier, scolpita dal sig. Dalou. Il soffitto in cristalli
lascia passare un'onda di luce noi vasto recinto; e an-
che di notte la luce passerà por la stessa via ; giacché
sul lucernario son disposte lampade munite di forti ri-
flessori che inonderanno di luce la sottoposta sala. Nel-
l'inverno l'anfiteatro sarà inondato da correnti d'aria
calda, e al contrario in estate vi sarà stabilito un giro
continuo di aria raffreddata da correnti d'acqua, e spinta

nell'ambiente dalle turbino collocate nei sotterranei. Sotto
ciascun sedilo una bocca d'aria calda e una d'aria fredda
saranno manovrato in guisa da mantener nella sala una
temperatura costante di 1G a 18 gradi. Le scale e gli
anditi son riscaldati nello stesso modo. Gli uffici, le
sale di studio e di conferenze avranno un riscaldamento
a vapore, e gli appartamenti del rettore lo avranno
per mezzo di termo-sifoni. Lo arti e le scienze si son
cosi data la mano per innalzare un edificio, che in quanto
a comodità e a bellezza, non lascia nulla a desiderare.

— E ora teniamo parola del Congresso degli artisti
che si è tenuto, parimente in Parigi, sotto la presidenza
del celebro Meissonnier, nell'emiciclo della Scuola dello
Belle Arti. La prima questiono che vi è stata trattata
é stata quella della proprietà: e quantunque da taluno
si sia tentato di fan; introdurre in questa materia
delle clausole inutili e più atte a generar confusione
che altro, il Congresso si è nettamente pronunziato pel
diritto di proprietà dell'artista, diritto che deve esser
garantito per cinquantanni dopo la morto dell'autore.
In quanto al diritto di riproduzione, si è stabilito che
questo non deve intendersi alienato nell'atto stesso della
vendita di un oggetto d'arto, a meno che tale aliena-
zione non sia espressamente pattuita. Attualmente l'ac-
quirente d'un oggetto d'arto avoca a sé anche il diritto
di farlo o di lasciarlo riprodurre. Tale diritto invece,
secondo le deliberazioni del Congresso, dovrebbe, ancora
dopo la vendita, rimanere in proprietà dell'autore, salvo
speciali convenzioni in contrario. È fatta eccezione pei
ritratti, pei quali si intende che con la proprietà si
alieni puro il diritto di «produrli.

Sullo contraffazioni, imitazioni, trascrizioni o ridu-
zioni delle opere d'arte, l'editore Ricordi di Milano ha
espresso il parere che il pubblico Ministero dovrebbe
occuparsene ex officio, senza aver d'uopo, per proce-
dere, della querela della parto Iosa: ma il Congresso é
stato d'avviso che la leggo penale non debba interve-
nire che per reprimere la usurpazione di nome, contraf-
fazione di firma ed altri atti che costituiscono di por sé
stessi un'azione criminosa di diritto comune. Anche per
la protezione delle opere artistiche postumo, il Congresso
ha espresso i suoi voti tendenti ad assicurare agli credi
degli artisti defunti il frutto del lavoro doi loro autori.
Qual esito di pratica utilità avranno questi desideri dei
congressisti vedremo: sembra però che non tutte lo loro
vedute siano state divise dagli uomini di legge, la cui
competenza, in materia di diritto, é certamente a tenersi
in serio calcolo.

— Dovunque la civiltà si faccia strada porta sempre
seco il culto delle arti. Ne abbiamo un fresco esempio
nel Giappone, in questo impero asiatico che da diversi
anni si è posto addirittura in via di trasformazione, adot-
tando tutti i portati del più avanzato incivilimento eu-
ropeo. Quivi gli artisti sono pioni di gioia per la sco-
perta ultimamente fattasi di una pittura, antica ormai
di circa un millennio, eseguita da Kanakoa, che riguar-
dano come il fondatore della scuola pittorica di quel
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