Archivio storico dell'arte — 2.1889

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

paese, sebbene, più giustamente forse, debba ritenersi
come un grande riformatore dell'arte giapponese.

Le opere autentiche di questo celebre pittore, at-
tualmente conosciuto, non sono più di quattro'o cinque;
si immagini adunque qual importanza abbia, presso i
Giapponesi, una scoperta che aggiunge un'altra unità
allo scarsissimo numero di questi rari lavori. Il quadro
ultimamente scoperto rappresenta una figura alta circa
60 centimetri, accuratamente e con somma diligenza
Unita. Quest'opera, nel corso dei secoli, appartenne ad
altro famoso pittore giapponese, Kano Matonobu; e
quando questi venne a morte, nel 1G59, fu ritrovata fra
le cose sue preziose, munita di un documento autentico
che assicurava esser lavoro di Kanakoa. Ultimamente
fu ritrovata in un Monte di pietà a Tokio, comprata da
un rigattiere, e da questo offerta in vendita all'estero.
Ma la cosa fu risaputa, e si fece di tutto perché un
quadro così prezioso restasse in paese. Un ricco mer-
cante no ha fatto l'acquisto, con animo di regalarlo al
museo nazionale del Giappone. Por quanto sia difficile
per noi il comprendere, e più ancora il dividere, l'entu-
siasmo di quei popoli, por un'arte che appare al nostro
gusto tuttora bambina, non si può però a meno di ap-
prezzare al suo giusto valore, e la soddisfazione pro-
vata da loro nel ritrovare l'antico capolavoro, e la cura
gelosa con la quale han fatto si che questo non var-
casse i confini del loro paese.

Ed ora occupiamoci del paese nostro.

— A Villa Medici abbiamo avuta la esposiziono annua
dei lavori dei pensionati della scuola francese di Roma.
Si è notato, ed è parso strano assai, che molti di questi
lavori siano stati esposti non ancora finiti, inachevés.
È vero che siamo in un'epoca che rimarrà famosa appo
le future generazioni per le aberrazioni dello spirito
umano in ogni ramo di letteratura, di pittura, di scul-
tura, di musica; e quindi anche questa stranezza si può,
fra tante, lasciar passare inosservata. Tra i quadri non
finiti soio apparsi notevoli l'Aurore del sig. Finto e
Le pasleur et la mer del sig. Lebayne : tra i finiti, e
quindi tra quelli dei quali si è potuto dare più sicuro
giudizio, è stato lodatissimo quello del sig. Dangcr che
rappresenta un giovane che sta spiando alcune bagnanti.

I gruppi scolpiti dai signori Puech e Cappellaro sono
stati puro assai notati, come serie promesse di più splen-
dido avvenire; e per la parte architettonica, il signor
d'Espony si è messo in evidenza con la composizione
di un bellissimo soffitto.

— Per disposizione della Commissione conservatrice
dei monumenti della provincia romana, il comm. De
Sanctis e il prof. De Ruggero devono recarsi alle Al-
lumiere per giudicare della importanza artistica dell'ex
convento di Cibona e delle collezioni di antichità del
barone La Grange, a fino di aver dati sicuri per giu-
dicare della convenienza di vendere o affittare (pici mo-
numento, nel quale dovrebbero conservarsi quello colle-

zioni. I detti signori andranno pure a Nepi per giudicare
anche del valore artistico della chiesa di S. Tolomeo
che ha d'uopo d'importanti restauri.

Il prof. De Ruggero poi, e il conte Capogrossi Guarna
han ricevuto dalla Commissione l'incarico di riferire sulla
domanda fatta dal Museo industriale di poter eseguire
dei calchi di opere d'arte esistenti in S. M. del Popolo
e in S. M. in Trastevere.

— E a proposito di conservazione di monumenti, son
lieto di poter qui registrare che il Consiglio di Stato,
incaricato d'interpetraro l'editto Pacca sul diritto che
può spettare al Governo, di vietare le vendite degli og-
getti d'arte, di proprietà delle Opere Pie dell'antica do-
minazione pontificia, ha espresso il parere che senza il
permesso dell'autorità governativa, le Open; Pio non
possano alienare alcuna opera d'arte di loro spettanza.
Tale parere è stato partecipato a tutti i sindaci, affin-
chè dal lato loro ne rendano edotti gli amministratori
delle Opere Pie e sorveglino sull'esatta osservanza di
quelle prescrizioni. Cosi sarà evitato il rischio di veder
di quando in quando qualche oggetto d'arte prezioso
prendere alla chetichella il volo per lontani lidi.

— Noi ricovero di mendicità di Borgo S. Donnino
è morto il prof. Ignazio Affanni, distintissimo pittore,
che l'arte e l'ingegno non han salvato dalla più squal-
lida miseria. Era socio onorario delle Accademie di Delle
Arti di Parma, di Bologna, di Firenzi; e di Napoli e i
suoi quadri la Figlia di Iefte, la Cacciata de'Medici da
Firenze, e altri pregevolissimi, lo avovan collocato nel no-
vero dei più abili pittori dell'epoca. L'Affanni era popola-
rissimo in Parma, dove la sua misera morte ha prodotto
la più profonda impressione. Peccato che tale impressione
non vi avesse prodotto prima la sua miserissiina vita !

— Chiuderò questa cronaca col rettificare una notizia
comparsa sui pubblici fogli da non molti giorni.

Si diceva che la casa Barberini aveva venduto al-
l'estero i suoi famosissimi arazzi, che figurarono nella
Esposizione di tessuti e merletti tenutasi in Roma due
anni or sono. Questi arazzi di pregio non comune, sono
di fabbrica romana e quindi tanto più preziósi per
questa città, come campioni splendidissimi della più pre-
giata fra le suo scarsissime industrie. Chi dava questa
notizia credeva pure sapere che il prezzo di vendita di
quegli arazzi fosse salito a 110,000 lire; e che lo Stato
ne avesse incassate 22,000 per il necessario permesso
d'esportazione. Il nostro periodico non poteva rimanere
indifferenti! a (tosi grave notizia, e ha cercato quindi di
appurare i fatti. Ed io son lieto di poter soggiungere
che le informazioni avute ci assicurano che gli arazzi
alienati non sono affatto quelli che figurarono alla Espo-
siziono romana, ma altri di pochissimo pregio, dalla
vendita dei quali nessun danno è avvenuto al patrimo-
nio artistico della nostra città.

Luglio-Agosto 1889. C. Gai.eaz/.i

Per i lavori pubblicati nell'ARCHIVIO STORICO DELL'ARTE sono riservati tutti i diritti di
proprietà letteraria ed artistica per l'Italia e per l'estero.

Domenico Gnoli, Direttore responsabile

Roma-Tivoli, Società Tip.-Edlt. Laziale.
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