Archivio storico dell'arte — 2.1889

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LA FARNESINA DE' BAULLARI

IN ROMA

[ chiama con questo nome un palazzotto presso san Pantaleo,
di cui la facciata posta sull'angusto vicoletto dell'Aquila, che
conduceva dalla piazza di san Pantaleo a quella della Can-
celleria, non era quasi da alcuno osservata ; mentre al con-
trario la parte posteriore o cortiletto chiuso solo da tre lati,
come in molte case del Cinquecento, che si vedeva dalla via
dei Baullari, assai frequentata e relativamente larga, attraeva
l'attenzione dei passanti. Chiuso l'ingresso principale, si en-
trava da questa parte; e si credeva generalmente dalle per-
sone non pratiche d'architettura, che questa fosse la facciata.
Un tal fatto ha giovato alla riputazione del bel palazzotto;
poiché quel doppio ordine di loggie co' due corpi di fabbrica
che s'avanzano ai lati, gli dava un aspetto piacevole di novità,
distinguendolo dagli altri palazzi di Roma: mentre il vero è che esso, se è pregevole per ricchezza
e per eleganza di disegno, non si discosta però dal tipo delle fabbriche di quell'età.

Il vicolo dell'Aquila, su cui metteva il prospetto principale, era talmente angusto ed oscuro
che non c'era modo da vederlo bene, e non par credibile che un ricco signore andasse a fabbri-
carsi una bella casa in quel pozzo. Ma i nostri avi erano fatti così, essi non avevano bisogno d'aria
e di luce; e inoltre, contenti d'aver fatto una cosa bella, non si davano troppo pensiero che essa
fosse veduta. Così, troviamo pitture o sculture di finissimo lavoro in chiese o cappelle oscure, o a
tale altezza che l'occhio non ci arriva. Il palazzotto guardava per tre lati su vie pubbliche, dal
quarto era appoggiato alle antiche case de'Tomarozzi, che avevano il prospetto incontro alla chiesa
di san Pantaleo. Demolite queste case nell'aprire il Corso Vittorio Emanuele, i muri del palazzetto
che si appoggiavano a quelle son rimasti scoperti, e il Comune, con lodevole pensiero, aprì un con-
corso per fare il lato mancante che prospetta sulla nuova strada. C'è sempre al mondo chi gua-
dagna del male altrui: mentre tante fabbriche pregevoli si demoliscono o si guastano, la Farnesina
de' Baullari, come il prossimo palazzo della Cancelleria, traggono profitto da una condizione di
cose funesta a tante fabbriche loro coetanee.

Ciò ha richiamato l'attenzione su quel palazzetto misterioso, del quale nessuno ha saputo mai
dire nò da chi nò per chi sia stato edificato. Nelle piante di Roma, nelle Guide, nelle opere d'ar-
chitettura è chiamato, dai nomi dei possessori, ora palazzetto Linotte, ora Silvestri: il Nibby lo
dice palazzo de Regis. Fin quasi ai nostri giorni portò il nome di Farnesina di Michelangelo, che
ne fu creduto autore; e il nome di Farnesina vogliono gli venisse dall'essere stato fabbricato per
modello del palazzo Farnese. Sarebbe veramente un po' strano che si costruisse un palazzo piccolo
per modello d'un grande; ma è più strano ancora che il palazzo grande non corrisponda al mo-

Archivio storico dell'Arte. - Anno II. Fase. X.

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