Archivio storico dell'arte — 2.1889

Seite: 397
DOI Heft: 10.11588/diglit.17348.67
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17348.68
DOI Seite: 10.11588/diglit.17348#0442
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1889/0442
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
LA FARNESINA DE' BAULLARI IN ROMA

397

Il palazzo, come abbiam veduto, era chiamato Palatio o casa di Thomas Regis; ed anche
nel Censimento di Roma, del 1517, pubblicato dall'Armellini, troviamo in Parione, sotto la pa-
rocchia di san Lorenzo in Damaso (pag. 72), indicato MS. Thomasso Regis. Rimase il palazzo
come abbiam veduto, presso gli eredi e successori di lui Rodolfo, Francesco e Pietro fino al 1573;
e passando appresso da una in altra mano, la memoria dei primi possessori e del fondatore andò
perduta. 1 Questa del resto, a differenza delle altro citta, è la sorte comune a grandissima parte
dei palazzi o case signorili di Roma: in quelle, i palazzi appartenevano a famiglie paesane, e
passavano in eredità di padre in figlio; qui, accanto alla popolazione stabile romana, c'era una
aristocrazia ecclesiastica e però celibe di prelati che figuravano per uno o più pontificati sulla
scena della corte, poi sparivano senza lasciar traccia. Sul finire del secolo xv e sul cominciare
del xvi si fabbricarono dai prelati un gran numero di palazzi e di comode abitazioni; più lardi,
ogni cardinale soleva comprare a vita un palazzo che prendeva nome da lui; alla sua morie, un
altro cardinale vi sottentrava e gli dava il nome, e così di seguito.

Chi era questo Tommaso Regis, che si fabbricava un palazzetto così elegante e sontuoso? La
risposta non c'era di meglio che attingerla al suo paese d'origine; e per gentile intermezzo del
eh. Mgr. Barbier de Montault ho potuto avere dall'abate Guillotin de Gorson, noto già pe' suoi

Fio. 3. — STEMMA DI TOMMASO LE ROY

(cappella di S. Tommaso già nella Collegiale di Nantes)

studi storici sull'arcivescovato di Rennes, l'importante notizia che publico in appendice, dalla quale
vien confermato quanto ho detto di sopra sul palazzetto della Farnesina.

Al ricco prelato a cui Roma deve questo bel palazzetto del Rinascimento, deve la città di
Nantes la splendida cappella di san Tommaso, bella opera in stile del Rinascimento francese, che
era già nella Collegiale di Nantes, ed ora dopo la demolizione di quella, è stata ricostruita all'in-
gresso del Museo archeologico, dove serve da portico interno. 2 In essa cappella è lo stemma
di Tommaso le Roy che qui presento.3 Egli ebbe da Francesco I le lettere di nobiltà e la
concessione dello stemma, per gli eminenti servigi resi alla regina Anna di Bretagna, nel mag-
gio 1522, lettere registrate dalla Camera de' Conti di Nantes il 23 maggio 1523, e morì in Roma
nel suo palazzo ai 21 d'ottobre del 1524. Non mi pare affatto credibile che in questo breve

1 II Nibby avova trovato non so dove il nomo di
Regis; ma non si sapeva so osso fosso il nomo di qualche
temporaneo possessore, o qual fondamento avesse una
tal denominazione.

a Disogni della cappella di San Tommaso si trovano
nella Brctagne artistique, pittoresquo et littéraire (Rac-
colta periodica di cui non sono usciti che due volumi)
pag. 102-106. Veduta dell'interno, e dell'esterno, e quattro

incisioni di dottagli — Voyage piuorosque et romantique
de Vancienne Franco, par I. Taylor, Cu. Nodier, de
Cait.leux etc. t. I. Interno ed estorno. — La Renaissance
enFrance, par Leon Palustre. Ile livraison(Iéi-o(ju(;. HI)
Bretagne, pag. 15. Veduta parziale dell'interno.

3 Esso mi fu favorito con altro notizie dalla cor-
tesia del eh. signor Alfredo Vitaux, bibliotecario della
città di Rennes.
loading ...