Archivio storico dell'arte — 2.1889

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398 DOMENICO GNOLI

intervallo egli abbia potuto fabbricare il suo palazzo, dove è molto lavoro di travertini; e se
si consideri clie nello stemma concessogli da Francesco I non ha parte l'armellino, mi pare
doversene dedurre elio le ligure araldiche che ricorrono infinite volte dal pianterreno al cor-
nicione, non abbiano relazione col suo stemma; ma che piuttosto, per memoria della patria e
della sua servitù verso la regina Anna di Bretagna e i re Carlo Vili, Luigi XII e Francesco I, egli
abbia voluto decorare il suo palazzo colle ligure doll'armeUino di Bretagna e del giglio di Francia.
Abbiam veduto che nel Catasto di Leon X, che certo non è posteriore al 1518, figura nella par-
rocchia di san Lorenzo in Damaso la casa di
Tommaso Regis, che probabilmente doveva già
in quell'anno essere abitata da lui.

Compiute le indagini sul fondatore del pa-
lazzo, rimane a ricercarne l'architetto. I molli
nomi messi innanzi d'artisti così disparati quali
Michelangelo, Raffaello e il Peruzzi, dimostrano
come simili attribuzioni sien fatte a caso, e senza
alcun esame dei caratteri speciali dei singoli
autori. A chiarir la questione, non sarà inutile
ricercare come sia venuto al palazzo il nome di
Farnesina. Potrebbe farsi l'ipotesi che il mar-
chese Silvestri, come famigliare devoto dei Far-
nese, glielo imponesse; ma non credo che sarebbe
da accettare, poiché se è frequente il caso di
nomi imposti a ville o altri luoghi di delizia,
quanto alle abitazioni cittadine però esse non
pigliavano nome, che dal possessore. È credibile
invece, e direi quasi certo, che tale denomina-
zione gli venisse dai gigli di cui è decorato il
Fk;. 4. — PARTE POSTERIORE DI UNA CASA palazzo, e dalla somiglianza che si scorgeva tra
DI ANTONIO DA SANGALLO ' esso e il palazzo Farnese, onde si credette, come

sopra ho accennato, che il cardinale Farnese lo
facesse erigere per vedere in piccolo quale sa-
rebbe riuscito il suo gran palazzo. E poiché era opinione
volgare che il palazzo Farnese fosse in tutto opera di Mi-
chelangelo, da ciò senza dubbio è venuta al palazzotto
Regis la denominazione di Farnesina di Michelangelo. Ma
poiché noi sappiamo come il palazzo Farnese sia nella
massima parte opera d'Antonio da Sangallo, ad esso, dato
che esista quella analogia, sarebbe da attribuire il palaz-
zotto Regis.

L'opinione che esso fosse costruito a modello del pa-
lazzo Farnese, non merita neppure d'esser discussa; ma essa
aveva pure un qualche fondamento di ragione nella ana-
logia che esisto realmente fra questi due palazzi, come
cogli altri del medesimo autore, sia che si guardi al carattere
generale, sia che si scenda all'esame analitico delle parti.

Caratteristica del Sangallo é la severità del disegno, i forti Fra. 5. _ DISEGNO DI ANTONIO DA SANGALLO
aggetti, le fascie che corrono sotto le finestre in luogo (Galleria degli utBzi in Firenze)

delle cornici, e racchiudono girari o greche o altri ornati2.

Poiché certamente il palazzotto è anteriore al 1520, io non so se fino a quel tempo questo costume,

1 LÉTA.rouili/V, op. cit. Tom. I, pi. 92. La casa è
detta esistente in Roma, in via Quattro Fontane, II.

2 Noi disogni di A. da Sangallo nella galleria dogli
Uffizi, si trovano stadi di girari al n. 402.
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