Archivio storico dell'arte — 2.1889

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FRANCESCO PORBUS IL GIOVANE A PARIGI

a biogbafia di questo artista è stata tracciata in modo magi-
strale dal Baschet 1 cho valendosi principalmente di do-
cumenti dell'archivio Gonzaga, seppe darci notizie preziose
sul pittore fiammingo e sul suo soggiorno alla corte di
Mantova (1600-1609): tuttavia l'ultimo periodo della vita
del Porbus non è abbastanza conosciuto e per questo credo
non sia del tutto senza interesse il pubblicare quanto ho
trovato nell'archivio di Firenze.

Fin dal 1609 il Porbus era stato chiamato alla corte di
Francia dietro invito di Maria de' Medici che aveva pre-
gato la sorella Eleonora, duchessa di Mantova, a conce-
derglielo per qualche tempo: là aveva lavorato intorno a
parecchi ritratti della regina e del re Enrico IV, e aveva
finito per stabilirsi a Parigi definitivamente, sedotto dal facile guadagno e dalla grande rinomanza
che in breve si era procurata. Egli era diventato, come narra in una sua lettera al duca di Mantova,
il pittore alla moda, e meritava veramente di esserlo, poiché non v'era allora a Parigi alcun
altro che valesse quanto lui e che al pari di lui esercitasse l'arto sua con tanto amore.

La prima menzione che i'acciano di lui i documenti fiorentini non risale oltre il 1611; in
quest'anno si erano avviate le trattative del doppio matrimonio fra le famiglie regnanti di Francia
e di Spagna, pel quale il giovanetto re Luigi XIII sposava Anna d'Austria e la sorella di lui,
Elisabetta, si univa coll'infante di Spagna, don Filippo, più tardi Filippo IV. Chi più degli altri si
interessava a questa unione era l'ambasciatore toscano Matteo Botti, marchese di Canapiglia, che
era assai addentro nelle buone grazie della regina Maria de' Medici; essa lo aveva incaricato di
far eseguire i ritratti dèi re Luigi XIII e della principessa Elisabetta perchè fossero spediti in
Ispagna a quella corte, e poco appresso ai primi di giugno i ritratti, lavoro del Porbus, venivano
mandati a Madrid. Il marchese Botti ne avvisava cosi il duca di Lentìa:

« Porche V. Ecc.za vegga in qualche parte quel che io dissi nell'incluso supplicato di questo
Re e di Madama sua sorella, li mando i lor ritratti di mano di un eccellente pittore fiammingo
e gli mando ancora all'ambasciator conte Orso d'Elei con vestiti di duolo.» (F. 4871, 25 mag-
gio 1611).

Un'altra lettera diretta al conte Orso d'Elei, ambasciatore toscano a Madrid, contiene maggiori
particolari:

« La Regina è restata soddisfattissima del proceder di costà in proposito dell'armi di Savoia
e mi par che si possa sperare che questa unione delle due corone deva esser molto cordiale e la

i Gazette des Beaux-arts, serio I, tom. XXV.
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