Archivio storico dell'arte — 2.1889

Seite: 414
DOI Heft: 10.11588/diglit.17348.67
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17348.70
DOI Seite: 10.11588/diglit.17348#0459
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1889/0459
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
/

414 ETTORE GENTILI

chiotta quadrata in cui, sovra l'altare maggiore, sta una antica e brutta immagine della Vergine
detta della Peste, mi erane sicuro indizio ohe non così nuda doveva essere stala la chiesa all'epoca
in cui il munificente Almadiano ne ottenne l'aggiunzione al suo San Giovanni.

10 sentiva che i niechioni, lé pareli, il soffitto, dovevano essere stati adornali di pitture; la
disposizione architettonica è tale che per rifulgere di tutta la sua eleganza chiede a indispensabile
complemento il colore, il dipinto.

Tolsi, con certezza di buon esito, il triste intonaco: in una delle grandi nicchie splendono ora
tre stupende figure di Giovanni Spagna: San Sebastiano, tra i santi Domenico ed Antonio, mera-
vigliosi- per la purezza di disegno, per la schiettezza del colorito, e per un certo (are più largo e
vigoroso che ordinariamente non si riscontri nei dipinti dello Spagna. Il quale, nella nicchia di Ironie,
dipinse una bellissima figura di San Giovanni che sostenendo colla mano ed il braccio sinistro una
leggera croce, accenna colla destra alzata al sacro agnello: non potei ancora togliere che piccola
superficie dell'intonaco lateralmente alla bella figura: ma il poco già tolto lascia vedere due pi-
lastrini, che fiancheggiano la nicchia, ornati da due splendide candeliere, in cui non so se più sia
degna di menzione la genialità dell'invenzione o la franchezza della esecuzione vigorosa.

Nella chiesa di S. Giovanni a destra della porla, sulla parete, il priore P. Guido Vannini di
Luca fece porre nel 1G71 una lapide in cui assieme alla data della fondazione della Chiesa e a
quella della concessione del battistero faceva scolpire la vanità del suo nome.

In fondo alla navata destra è la tomba degli Almadiani. In terra sta il sigillo in marmo,
ornato dello stemma della nobile famiglia; buon lavoro del finire del 1500. Sulla parole sta il
monumentino di Giovanni Battista. La lapido che porta l'iscrizione è fiancheggiata da due genietti
recanti le faci; spenta una, accesa l'altra.

11 campanile, bellissimo, sta dietro la chiesa e le si addossa. È quadrato. Vinto appena il
livello della chiesa, una cornice a forte aggotto segna il principio di una orna meni azione a fascie
alternale bianche e nere di gentile effetto che si susseguono sino all'estremità del pinacolo. Una
seconda cornice divide in due spazii eguali la disianza Ira la prima ed una terza cornice che
sostenuta da mensolette sopporta il pinacolo .a piramide esagonale. Sulla prima e la seconda cornice
poggiano su tutte quattro le fronti, una sull'altra, due bifore acute negli archetti ed acutissime
nell'arco totale: delle quali la lunga colonnetta intermedia posala su altissima base è sormontala
da rosoncini graziosi. Eccellente esempio di un'architettura che pure subendo t'influenza della
vicina Toscana ha, come ogni opera d'arie in Viterbo, un'impronta speciale e spiccatissima per
stupendo connubio di vigore e d'eleganza.

Ettore Gentili
loading ...