Archivio storico dell'arte — 2.1889

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VINCENZO CRESCINI

rardo, figliuolo, come si disse, dell'uccisore. Un bel giorno Frornons, seguito da grosso stuolo di
cavalieri, se ne viene a Blaye, simulando amicizia. E accolto lietamente, ma nella notte il buon
Girardo, insieme alla moglie, è ucciso nel suo letto medesimo dal traditore, ch'egli aveva ospitato.
Non contento del delitto commesso, Frornons vuole pur liberarsi del rampollo di Girardo, per
rimuovere ogni pericolo di lontana vendetta; ma il fanciulletto Giordano era stato già affidato dal
padre suo alla custodia di un leale vassallo, Renier de Vautamise. Questi, secondando l'incitamento
della eroica moglie, incalzato, tormentato da Frornons, per non mancare al dovere della fedeltà
feudale, finisce a cedergli, ingannandolo, in cambio del figlio del suo signore, il nato suo sfesso,
che aveva pari età: Frornons, credendosi di spegnere Giordano, glielo uccide sotto gli occhi. Di
qui innanzi si narrano le vicende del campato Giordano ; vicende che sarebbe troppo lungo voler
seguire, e che dalla epopea carolingia ci traggono in pieno romanzo di avventura. Basti accennare
che, superati ostacoli d'ogni maniera, l'eroe del nostro poema riesce a vendicare il padre, rito-
gliendo, con l'armi in mano, l'usurpato retaggio all'empio Frornons, il quale perisce per uno di
quegli orrendi supplizi, che tanto piacevano alla giustizia medievale.

Come si vede, anche nel nostro racconto si riflette la lotta tra i buoni e i cattivi, che
prima ci apparisce nella Clianson de Roland, e giù giù si perpetua tradizionalmente in canzoni
posteriori. Poiché Hardrez e Frornons sono di quella scellerata stirpe de' Maganzosi, cui è appar-
tenuto Gano, il traditore di Roncisvalle, mentre Giordano e i suoi sono imaginati parenti di Or-
lando e d'Olivieri.1 Così il motivo psicologico dominante nel poema ò il sentimento della vendetta,
barbaramente vivo nella società medievale, ed espresso vigorosamente nella epopea francese, che
di quella fu specchio tanto fedele.

La favola riassunta, per essere tutt'altro che breve, doveva stendersi non in un solo, ma in una
serie di panni. Il frammento, che avanza, ci si mostra fattura fiamminga della prima metà del
secolo xv. Esso non rappresenta che il principio della storia: la visita di Frornons a Girardo in
Blaye. Misura 3,25x3,78, ed è tessuto a sola lana, in basso liccio. La figurazione è disposta in se-
zioni. Anzi tutto campeggia su fondo, nel quale si vede un castello emergere ili tra le piante, che
coprono i monti intorno, una figura grande, dall'ampia e lunga veste rossa con cappuccio turchino,
a capo scoperto, la bocca schiusa, in atteggiamento evidentissimo di chi reciti o canti. In alto
leggonsi questi versi, che trascriviamo come stanno:

Frornons fist renici' trauoillier
tant quo sen fil ala baillier
a morir pour iourdain sauuor
sen signeur quas fous uault tener
mais iourdains puis vengancoelist
sus fromont telle qui sotrfflst,

«Frornons fece durare tal pena a Renier che il suo figliuolo gli andò a porre in balia, a morire
per campare Giordano, il suo signore, che ai furenti volle sottrarre, ma Giordano poi ne te' ven-
detta sopra Fromont, tale che bastò ».

In questi versi c'è come il prologo, l'annunzio della storia, che sarà appresso figurata: l'araz-
ziere dunque seguì l'uso del jonglcur, che in capo alla canzone di gesta soleva indicarne gli eroi
e l'argomento 2. La figura stessa, qui campeggiatile, potrebbe rappresentarci un jongleur nell'atto
di recitare, come s'incontra in taluni manoscritti;i, poiché, innanzi specialmente che la pittura
esercitasse la sua grande influenza su l'arazzeria, gli artefici ebber costume di riprodurre le splen-
dide miniature dei codici.

Sotto la figura, nel primo piano, sul solito suolo verde e fiorito, che i tappezzieri amavano
(auto rappresentare, un cane insegue un lupo, che tiene addentato un agnello. Sarà questo non

1 Jourdam, od. Hofmann, vv. 411, 1431. Noi poemi del
ciclo lorcnoso non si accenna invoco a parentela della race
Fromont con la casa di Maganza (Nyrop, op. cit, p. 188.

' Gautier, Los Epopées frangaises, 2 od., I. 374.

" Nyrop, op. cit., p. 282. Al jongleur dell'arazzo

mancherebbe lo strumento musicalo, la nielli!. Due figuro
simili, di joglars invoco o di trobadors, nell'attitudine
stossa, o puro senza lo strumento musicale, vedi in
Raynouakd, Choia; des Pocs. orig. des Tr., II, p. clxi,
tav. Ili, IV.
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