Archivio storico dell'arte — 2.1889

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

naventura e santa Caterina: a sinistra san Giovanni Apo-
stolo, santa Chiara, san Paolo od una santa martire.

Altro duo piccole figurino stanno in due tondi nel-
l'alto di ogni cimasa laterale, o precisamente nei vuoti
che risultano dai due archetti minori dell'ordine secon-
dario, comprosi dall'arco maggiore dell'ordino architet-
tonico principale. In quo' due tondi sta effigiato il mi-
stero dell'AnnUnziazione, e voggonsi dirimpetto l'angelo
genuflesso in veste 'amaranto e con le ali variopinto, e
Maria SS. in manto candido e sottoveste azzurro-chiara.

Gli ornati di rilievo che decorano il trittico sono
messi ad oro, del pari che i fondi di tutti i quadri.

Il Santoni, dopo talo accurata descrizione, ci dico che
l'insieme del dipinto ò maestoso ed imponente ed ar-
monizza quietamente in ogni parte. Osserva però che il
disegno è alquanto rigido e stentato noi volti e nei modi,
il colorito vivo ma monotono, il metodo dello pieghe
semplice e corretto senza esagerare.

Il dipinto, por il Santoni, è di scuola umbra, ma non
credo di poter precisare ancora, senza prima altri più
posati studi ed esatti confronti, a quàl pennello l'opera
appartenga.

I. P.

Vittorio Mai-ama.ni. — Memorie del conte Leopoldo Cico-
gnara tratte da documenti originali. Voi. 2. — Venezia,
Merlo, 1888.

Chi ha visitato la Certosa di Ferrara ricorda corta-
mente, fra tanta misera copia di moderno sculture, un
busto grandioso, imponente, quello del Cicognara che Ca-
nova scolpì per l'uomo ammirato o amato fraternamente
da lui. E il visitatore non può a meno di ricorcare un li-
bro, il quale narri la vita di quell'uomo che guarda e do-
mina dal marmo. Invano fu ricercato sin qui, che la me-
moria del Cicognara, dello storico illustre, ben presto
illanguidì, e i suoi volumi giacciono quasi in abbandono,
sfasciati dalla moderna critica. Eppure la grandiosa sin-
tesi della storia della scultura, tracciata dal Cicognara
meritava che il silenzio fosse interrotto; e lo è stato poi-
opera di Vittorio Malamani, che trasse prò delle carte
affidategli da un erode del Cicognara. Il Malamani, dopo
aver seguito con la scorta dei documenti amorosamente,
passo a passo il suo autore, ne narra la vita con tutti i
più minuti particolari, ne spiega sempre benevolmente
le incertezze politiche, non mostrando quasi di accor-
gersi di quella debolezza di carattere che non traspare
dal busto di Canova, ma che i documenti mettono in
chiaro. Il Malamani fu probabilmente inchinevole a giu-
stificare tutto, attratto dalla bontà che spira da molte azio-
ni del suo autore e mosso dalla venerazione che sempre
invado l'animo di chi studi un personaggio che appai1,
tenga alla storia.

Sul metodo tenuto dal Malamani noi ci permettiamo
di osservar© che sarebbe stata miglior cosa pubblicare
i documenti originali, piuttosto cho darli tradotti e in-
nestati in un racconto. Mai sarebbe così sorto dub-

bio cho alcuna cosa non fosso rigorosamente calcata sui
documenti originali ; o l'A. avrebbe potuto fare a meno
di dire, di narrarci i piccoli accidenti della vita del Ci-
cognara. Chi avesse voluto vedere lo storico anche
in abito da camera, avrebbe sempre potuto divertirsi a
suo piacere con la lettura dei documenti stessi. L'A.,
riducendo il suo libro ad una sobria prefazione, avrebbe
avuto modo di darci un profilo netto della figura del-
l'uomo, l'insieme risultante dalla lettura diligente da
lui fatta delle carte che gli appartennero, lo studio del
posto che gli compete fra gli storici. E non sarebbe
stato costretto, per cucire squarci di lettere e sparsi
appunti, a fare considerazioni morali e filosofiche. Lo
quali considerazioni talora sono in una forma familiare,
di conversazioni giovanili, semplici, alla buona, cosicché
sembrano concorrerò a rimpicciolire la figura del Cico-
gnara; talora invece hanno certo sapore romantico, cho
non si addico al libro. Ma di questo basti, e tanto
più che l'A., a quanto si può presumere por alcuni ac-
cenni cho si trovano nel libro suo, si propone di darci
il Carteggio del Cicognara. E gliene rendiamo grazio
anticipate !

Il libro ha una certa importanza anche por gli studii
della storia e della critica d'arte, specialmente il se-
condo volume, ove il Cicognara si mostra presidente
dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, tutto intento
alla storia della scultura, amico di Canova, e anche, una
volta, mercanto di quadri antichi. Il secondo volume è
arricchito di un'appendice preziosa, perchè in essa tro-
vasi l'elenco delle pitture consegnate all'ordine del fu
Viceré d'Italia dall'in allora Delegato della Coronaper
la scelta degli oggetti d'arte Pietro Edwards. Prezioso
elenco, cho ci fa desiderare la pubblicazióne dei cata-
loghi fatti da quel coscienzioso e intelligente Delegato o
del suo carteggio, importantissimi por la storia delle
vicissitudini delle opere d'arto al tempo del Regno Ita-
lico. I cataloghi e il carteggio sono negli archivi di
Milano o di Venezia, e aspettano chi li tragga dal si-
lenzio. Nell'appendice, trovasi ancora il catalogo dogli
scritti editi e inediti del conte Leopoldo Cicognara, ca-
talogo che ci dimostra come l'A. potrà, con la coscienza
Q l'ardore da lui portato negli studii, darci lavori in
tutte le loro parti meditati.

Accenniamo ora ad alcune monde cho ci sembra
non inutile di rilevare. A pagina 45, voi. 2, l'A. scrive
che per fabbricare sulla superficie del San Geminiano
« si chiamò dà Milano un mediocre architetto o uno da
Bologna. » Veramente a dirigere quella costruzione fu
chiamato il Sola, architetto di gran fama al suo tem-
po. Le controversie poi sulla costruzione potevano es-
sere seguite, mercè gli opuscoli del veronese Pinali,
dell'abate Bùtacalice, di Antonio Roggia. A pag. 49,
l'A. scrive che il Cicognara nel 1811 pubblicò insieme
col Baruflaldi le Memorie dei letterati e artisti ferraresi,
mentre il canonico Baruflaldi era morto da gran tempo
e le sue Vite degli artisti vennero più tardi pubblicato
coi commenti del Boschini. A pag. 125, trattenendosi su
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