Archivio storico dell'arte — 2.1889

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MISCELLANEA

MISCELLANEA

I restauri del palazzo ducale di Venezia

Ogni parte di un antico monumento ha un valore
affatto indipendente dal prezzo materiale adoperato per
rinnovarla.

L'autenticità non costituisce il pregio principale dei
monumenti, ma è condizione necessaria di ogni pregio
che essi possono avere.

I restauri dello facciate esterne del palazzo ducalo di
Venezia, cominciati nel 1873, sono ora ultimati.

Costarono 700,000 lire, e consistettero principalmente
nella remozione a una a una di tutto le colonne delle
due loggie per togliore lo sbarre di ferro la cui ossi-
dazione aveva in gran parto spaccati i capitelli.

Le colonne furono ricollocate a piombo, e rinnovati
tutti gli zoccoli della loggia terrena o tutto le basi
colla sottostante cornice della loggia superiore ; ven-
nero inoltre sostituiti molti fusti e capitelli; ricostruite
e lasciate aperte alcune arcate terrone già chiuse noi
1G00, rimossi e in parte restaurati vari pozzi d'armilla
di altre arcate terreno e degli archetti a traforo della
loggia soprastante; furono tolte e rimesso lo balaustrate,
mentre si rinnovarono alcune parti di esse e Io zoccolo
sagomato in ricorrenza colle basi sul quale poggiano ;
fu tassellata la cornice del secondo ordino, rappedonato
il rivestimento di pietra e marmo del muragliene, ag-
giustati i merli di coronamento; restaurati, in gran
parte con nuovo materiale, i minareti d'angolo; furono
infine rinnovato lo volto, il solaio e il pavimento tra lo
due loggie.

Lo antiche sbarre di ritenuta, in luce dello arcate,
avevano seziono rettangolare ed orano ripiegate al-
l'estremità o saldate a piombo entro una incassatura
sull'abaco dei capitelli ; le nuovo sbarro sono cilindri-
che, con tronconi attraversanti il peduccio d'ogni arco, e
con manicotti di collegamento a vite. Altro sbarre di
ferro furono sostituito o aggiunte por collegare la
massa dello loggie esterne a quella dei muri di sfondo,
e per concatenare in tutta la loro estesa lo muraglie
di prospetto.

II Times dol 16 settembre 1889 finisco un articolo
di fondo su questi restauri, con parole molto lusinghiere
per ciò che l'Italia sta facendo per la conservazione dei
suoi monumenti. L'elogio ci sembra meritato, ma su
circostanze di fatto alquanto diverse e che stimiamo

sia dovere di esporre, perchè alla storia abbastanza con-
fusa di quel monumento, qual ce la danno gli antichi
documenti, non s'aggiungano le inesatte asserzioni dei
moderni.

« Il restauro, scrive il Times, venne fatto senza
millantare lo zelo del Comune di Venezia. »

Notisi che il municipio di Venezia non poteva mo-
strare in quest'occasione il suo zelo, perchè le spose
tutte del restauro furono votate dal Parlamento na-
zionale o ricavate dai proventi della tassa d'ingresso.

« >Si potrebbe cogliere l'occasione per invitare il
mondo a rammentare quanto mirabile dev'essere slato
l'edificio nel suo nascere, se è cos'i squisitamente bello
nella sua vecchiezza. »

Ci si permetta di rammentare piuttosto cho la vec-
chiaia di tali edifici è la età della loro bellezza ; poi-
ché, al valore originalo o al crescente interesso storico,
si aggiunge ciò che soltanto'i secoli danno, quella più
alta e quella sublimo forma dol pittoresco ch'ó prodotta
dalla natura sull'opera dell'artista. Così Plutarco per
encomiare i lavori di Pericle nota cho qualunque di essi,
fin dal primo suo ossero, aveva una beltà ferma ed
antica.

« Un restauratore audace avrebbe tentato di rin-
novarne le bellezze..... niente invece dì superfluo fu

fallo.....» capitelli inservibili vennero sostituiti con facsi-

mili esatti. »

E inutile nascondere cho una certa quantità di rin-
novazione della sua bellezza, ha purtroppo avuto luogo.
E fu certamente superfluo il rinnovare, a solo scopo
di rinnovare, tutte le basi, dagli angoli ornati a fogliame,
nella loggia superiore verso Piazzetta, essendo esse
perfettamente sane e intatto. Fu altresì una superfluità
il tagliar via la parte inferiore superstite delle iscrizioni
gotiche intorno all'abaco di alcuni antichi capitelli, per
poterle sostituire con iscrizioni intagliato su nuovi tas-
selli. Quanto agli antichi capitelli ora distribuiti in un
magazzino del pianterreno (molti dei quali mostrano
quanto facilmente avrebbero potuto essere robustati e
ricollocati al loro posto originalo), la pordita non è
certo compensata dalla rassomiglianza dei nuovi, che
sono qualcosa di diverso d'altronde dai facsimili esatti
che si credono ; il capitello delle stagioni, ad esempio,
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