Archivio storico dell'arte — 2.1889

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

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e la stampa cittadina a visitare quella splendida rac-
colta, nella quale rifulgono, gemme d'arte splendidissime,
un S. Francesco e una Madonna del Murillo, il Date a
Cesare quel eh'è di'Cesare del Van Dick, un Gesù
nell'orto di Carlino Dolci, Rubens e la sua seconda
moglie di Rubens, una Madonna del Sassoferrato, due
Battaglie del Borgognone, un Padre Eterno del Quer-
cino, quattro Sibille di Guido Reni, e altri splendidi
lavori del Correggio, del Caracci, del Piola, del David
e di altri primari pittori.

Alla raccolta dei (madri è unita una biblioteca pre-
ziosissima che contiene messali miniati, pergamene, e
manoscritti, e una collezione completa unica al mondo,
di incisioni dei secoli xv e xvi. Fra gli altri preziosi
oggetti deposti in quelle sale, son notevoli dei grandi
vasi di Sèvres, donati alla defunta dai principi d'Orleans,
le decorazioni del padre della estinta, Antonio Brignole-
Sale, che essendo a Parigi ambasciatore del re di Sar-
degna meritò, per la sua splendidezza, di esser chia-
mato le grand ambassadeur du petit roi. Vi sono poi
gli oggetti preziosi, per materia non solo ma anche
per arte, che la duchessa personalmente usava, i quali
posano sopra la storica tavola sulla quale, nel 1805,
si firmò il trattato d'annessione della repubblica di
Genova all'impero francese, e nel 1874 l'atto di dona-
zione del Palazzo fiosso al municipio genovese.

Come si vede, il nucleo del museo, che per dispo-
sizione della testatrice deve formarsi nel Palazzo Bianco,
a tale uopo lasciato alla città di Genova, è di un va-
lore eccezionale e Genova può andarne a buon diritto
superba.

— È noto che al Messico si sta erigendo un mo-
numento a Juarez: ora è nato il desiderio di erigerne
uno anche a Hidalgo y Càstillo, promotore della lotta
per la libertà e la indipendenza messicana. I nostri
egregi scultori Cencetti e Tabacchi, autori del monu-
mento a Juarez che c in via, di esecuzione, hanno fatto
il bozzetto anche di quello a Hidalgo e lo hanno espo-
sto al pubblico, il quale non ha tardato a riconoscerne
l'artistico pregio.

Si compone questo bozzetto di una maestosa gra-
dinata, sulla quale sorge un grande stilobate quadrato,
cui si appoggiano quattro scale a due rampe, mediante
le quali si ascende sopra la piattaforma dello stilobate
stesso. Sorge su questa un grande imbasamento ottan-
golare, entro il quale è ricavata la stanza funebre de-
stinata a ricevere il sarcofago di Hidalgo. Sulla fronte
principale ili questo basamento campeggia un gruppo
statuario rappresentante il Messico che sostiene il ca-
davere di Hidalgo e giura di vendicarne la morte.

Sul primo imbasamento ne sorge un secondo, pari-
mente ottangolare, ma più piccolo, con le facce ornate
semplicemente di iscrizioni e corone di querce e di
lauro. Su questa seconda base sorgono otto colonne
corinzie con piedistalli e trabeazione, le quali sorreg-
gono una terrazza. Fra gli intercolunni sorgono quattro
gruppi di statue, e dal centro della terrazza si spicca

una base ottagona destinata a sorreggere la statua co-
lossale di Hidalgo, che non deve aver meno di cinque
metri d'altezza.

La parte anteriore di questo piedistallo é ornata
dalle statue aggruppate dei generali Aldamo, Allande
e Abasolo che giurano di liberare la patria, e la parte
posteriore vien arricchita da un gruppo di due eroine
messicane, la. Ortis e la, Rayon.

I quattro angoli del grande imbasamento inferiore
sono abbelliti da quattro grandi gruppi allegorici rela-
tivi alla liberazione del Messico, alle sue vittorie, agli
egregi fatti compiuti dalla nazione e alla civiltà della
medesima, gruppi bellissimi, ma (die sarebbe qui troppo
lungo il descrivere.

II monumento, dal piano della strada alla sommità
del colosso di Hidalgo, misurerà trentatrè metri d'al-
tezza, e il suo insieme apparisce veramente mirabile
per i pregi architettonici e statuari onde va ricco. Il
bozzetto verrà portato al Messico e presentato a quel
governo dal sig. Cosare Orsini che ne ha suggerito
l'idea agli egregi artisti che l'hanno eseguito, dei (piali
la fama è. già assicurata in quel lontano paese, ove
col monumento a Juarez han collocato ben alto il nome
artistico della nostra Italia.

— Or che sono entrato a parlare di monumenti,
terrò ricordo di una serio non piccola di altri, eseguiti
o da, eseguirsi, dei quali in questi mesi mi è pervenuta
notizia. L'epoca nostra verrà dagli storici chiamata
il secolo dei monumenti, e non sarebbe davvero per noi
da vergognarsene, so lo cure nostre fossero intese tutte
a onorare i grandi di ogni nazione, che illustrarono i
loro paesi, « ne promossero efficacemente il progresso.
Ma fra questi grandi quanti piccini mai si vanno intru-
dendo?... Ai posteri l'ardua sentenza.

Questa citazione manzoniana naturalmente mi invita
a, parlare del monumento che deve sorgere a Lecco al
grande scrittore lombardo. Questo monumento, che sarà
eseguito dallo scultore Confalonieri, non potrà esser
pronto che tra un anno circa, e oltre all'effigie del
Manzoni, dovrà, secondo le ultime deliberazioni del
comitato preposto alla sua erezione, essere adorno di
tre alti rilievi, due ai lati e uno di fronte, i cui sog-
getti saran forniti dai Promessi Sposi. Essi debbono in
certa guisa sintetizzare tutto lo stupendo racconto: il
primo rappresenterà il delitto, ossia il ratto di Lucia:
il secondo la punizione, ovvero il padre Cristoforo che
addita a Renzo don Rodrigo moribondo nel lazzaretto
di Milano : il terzo il trionfo della virtù, cioè gli sposi
che escon di chiesa, dopo aver ricevuta la benedizione
da don Abbondio.

Qui in Roma si è finalmente fissata la scelta del
modello pel monumento a Pietro Cossa. La Commis-
sione esaminatrice, dopo studio accurato dei vari pro-
getti presentati, prescelse, con cinque voti contro due,
il bozzetto di Alfredo Sanguinetti. Fu poi all'unanimità
deciso che venisse assegnato al sig. Cesare Pistacchi il
premio di L. 500, da programma promesso all'autore
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