Archivio storico dell'arte — 2.1889

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ADOLFO VENTURI

senatore Guidotti e Alessandro fratello del cardinale Sacchetti, per cui Guido aveva dipinto un
quadro La Liberalità e In Modestia, che il Sirani condusse a compimento. 1

Mentre il cardinal Sacchetti proteggeva pittori bolognesi, il cavaliere Marcello Sacchetti in
Roma, seguendo il suo esempio, porgeva aiuto ad artisti, e tra gli altri a Pietro da Cortona, il
quale esegui per lui il Trionfo di Bacco, il Ratto delle Saline e Polissena clic si offre in sacrificio
al sepolcro d'Achille. Egli lo introdusse nelle grazie del cardinale Barberini, nipote del papa. II
poeta Marino gli raccomandò Nicolò Poussin ed egli gli rese pure benevolo il nipote di Urbano Vili;
Pietro da Cortona gli raccomandò Giuliano Finelli, ed egli lo forni di lavoro. 2 II Lanfranco
dipinse la cappella Sacchetti in S. Giovanni de' Fiorentini. Da ciò si vede come nella famiglia Sac-
chetti l'arie della prima metà del secolo xvn dovesse essere largamente rappresentala. Le guide
di Roma, anteriori alla fondazione della galleria capitolina, non danno purtroppo che un cenno
della collezione: nella Descrizione di Roma Moderna (1708) si fa ricordo di due quadri di Pietro
da Cortona, di una Venere giacente di Tiziano, di una donzella dello stesso terminata da Guido,
di una testa di Alberto Dùrer.

La collezione dei principi Pio, che fu unita a quella Sacchetti, nel Campidoglio, era più antica:
ma i quadri che entrarono a far parte della galleria capitolina furono in gran parte raccolti pel
cardinale Pio dal pittore Giovanni Bonatti, :! di cui si vede nella galleria stessa una copia eseguita
a Venezia da Paolo Veronese. E da Venezia probabilmente il Bonatti trasse alcuni quadri, come
si può desumere dal cenno della collezione Pio dato nella Rome moderne (1713), ove sono indi-
cati principalmente quadri veneziani : due Veneri al naturale di Tiziano, Europa di Paolo Vero-
nese; Sani'Elena dello stesso, l'Ascensione di Gesù Cristo e l'Angelo che annuncia la nascita di
Gesù ai pastori, del Bassano; ,s\ Giovanni fanciullo, di Michelangelo da Caravaggio; Lot e le figlie
del Carracci. 1

La galleria capitolina racchiude ancora in gran parte i quadri con cui fu composta dapprima,
per quanto si può giudicare dalle scarse indicazioni fornite dalle guide dello scorso secolo. Poco
gli aggiunse il Camarlengato in questo secolo e di poco valore. L'importanza di quanto gli fu tolto,
due Veneri di Tiziano ad esempio, potrebbe esser grande, se si potessero ritenere per giuste le
attribuzioni date ai dipinti nelle guide; ma si hanno prove molteplici della loro erroneità. '' Del
resto i quadri descritti nel Mercurio Errante (1770), nell'Itinèraire instructif de Rome (1702) si
trovano ancora quasi tutti e con lo stesso nome che allora portavano. Il soffio della critica moderna
non entrò nella galleria capitolina per distruggere le attribuzioni false. Il Platner nella -sua Be-
schreihung der Stadt Rom (1828) manifestò sospetti, che non furono accolti. Il Righetti nella
Descrizione del Campidoglio (1833-30) conservò gli antichi nomi di battesimo; ed oggi ancora essi
sono conservati ne' cartellini apposti ai dipinti. Possa con la critica moderna entrare nella galleria
capitolina il desiderio di distribuire degnamente i quadri migliori e di degnamente ripararli ! Oggi
sono molti i quadri guasti, alterati da ritocchi, oscurati, con la vernice rientrata, velati da pólvere;
ma giova sperare che la galleria non tarderà certamente a ricevere soccorso di cure amorose e
nuovo incremento, a essere degna di Roma.

Fra i quadri antichi (bilia galleria predominano i ferraresi. Sta in prima linea un quadro as-

1 Queste notizie sono desunte dal Malvasia, Felsina
pittrice. — Vite de' pittori bolognesi. — Bologna,

mdclxxvui,

2 V. Bellori. Le, vite dei pittori ecc. Roma, 107^.
Vedi anche Passeri, Vite dei pittori, scultori ed archi-
tetti, ecc. Roma, 1772.

3 Righetti, Descrizione del Campidoglio. Roma,
1833-36.

Lo Scanolli, nel suo Microcosmo della pittura
(Cesena, 1057) dà notizia di quadri attribuiti a Tiziano
nella colleziono del principe Pio. La nota dello Scandii

è riportata da Crowe e Cavalcaselle nell'opera Tiziano
e il suo tempo.

5 Una di quelle Veneri è cortamente la figura della
Vanità, passata dalla galleria dol Campidoglio a quella
di S. Luca. Nel Campidoglio si trovava anche il cartone
del Santo Stefano di Giulio Romano, ora nel Laterano ;
la Sant'Elena attribuita a Paolo Veronese, ora nella
galloria vaticana. Non ci è noto del pari ove andasse
il ritratto ricordato dal Platner. comò esisto li to nella
galleria capitolina, di un fanciullo della famiglia Sforza
Cesarini, opera eseguita nel 1490 da Bernardino do'Conti.
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