Archivio storico dell'arte — 2.1889

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DOMENICO GNOLI

Due tedeschi di recente sono entrati nel buio della scultura di quel secolo in Roma, facendo
un po' di luce su qualche punto. Augusto Schraarsow ha sviluppato dalla confusione de' vari
scultori contemporanei di nome Andrea, la figura di Andrea Bregno o Andrea da Milano, 1 uno
de' più operosi artisti che sulla fine del Quattrocento lavorassero in Roma agli aitali e alle se-
polture, e che dal Vasari non è neppure nominato. Qualche nuovo documento e qualche opera
sconosciuta che pubblicherò in questo Archivio farà meglio conoscere il valente scultore lombardo.

Nello stesso anno il signor Hugo von Tschudi pubblicava un importante studio su d'un altro
scultore ignoto, Giovanni Dalmata 2; ma quello scritto era parie di studi più ampi e coscenziosi
fatti sulla scultura del Quattrocento in Roma. Di esso egli prometteva anche un lavoro sulle opere
di Mino da Fiesole; ma sono corsi oramai sette anni, e l'egregio autore, voltasi ad altri studi,
pare abbia dimenticato la sua promessa. Io porrò intanto sotto gli occhi de' lettori le opere di
Mino, gran parte delle quali non conosciute per nessuna riproduzione, e appena vedute da pochi
alla sfuggila e a lume di candela, sceverando quelle che realmente gli appartengono dalle altre
attribuitegli senza fondamento; ricostruirò i monumenti, dai quali parecchie di esse furono stac-
cate, e procurerò di ricompome, per quanto è possibile, la cronologia. Roma, ripolo, fu il
campo principale della sua attività; e le numerose sue opere di vario genere, e le sue gran-
diose composizioni, delle quali non è traccia fuori di Roma, varranno a completare la conoscenza
dell'artista desolano, colle sue grandi qualità e le sue imperfezioni infantili.

1151. Busto di Nicola Strozzi.

In ordine cronologico dovremmo incominciare dal busto di Nicola Strozzi clic si conserva nel
Museo di Berlino. In («so è incisa questa iscrizione: NICOJAVS. DE. STROZIS. IN VRBE. a MCGCCLIIII.
— OPVS NINI — Questa sarebbe la prima òpera scolpita da Mino in Roma, anzi la prima delle
sue opere di cui si conosca la data; poiché sino ad ora la sua vita artistica incominciava col
busto di Rinaldo della Duna del 1401. Ma rimane a spiegare come noli' iscrizione si legga NINI e
non MINI3; oltredichè una certa difficoltà nasce ancora dalla data. Che Mino a '2:'> anni fosse
già scultore maturo, quale si dimostra nel busto, e che fosse a Roma, son cose certamente
possibili, quantùnque in assoluta opposizione con ciò che di lui sappiamo dal Vasari, ma
così nuove da richiedere una prova sicura. A decidere la questione non c'è altra via che
l'esame dell'opera stessa; la quale secondo l'autorevoli! giudizio del Bode, presenta spiccati i ca-
ratteri dell'arti! di Mino. Senza dubbio anche in un ritratto si può studiare e ricercare la mano
dell'autore; ma gli elementi di giudizio sono meno numerosi ed evidenti che in un'opera d'inven-
zione, dov'egli si rivela nella scelta del tipo e delle forme del corpo, nell'atteggiamento e nei par-
liti delle pieghe. E quanto a quest'ultimi!, mi par di vedere nel busto dello Strozzi una rotondila
e morbidezza non corrispondente alla piega tagliente e angolosa dei lavori giovanili di Mino. Del
restò lo stesso Bode nota in questo busto « una grandezza nel cogliere il carattere, e una lar-
ghezza nella trattazione, che Mino non ha raggiunto in nessun'altra sua opera » 1 : le quali parole
dell'illustre critico non possono che aumentare i dubbi già gravi. Ma io intendo qui trattare delle
opere esistenti in Roma; e però ho accennato alla questione di questo busto, del quale non conosco
che imperfette fotogralie, solo perchè quando fosse provato chi! l'opera appartenga a Mino, con-
verrebbe per conseguenza ammettere ch'egli fosse a Roma nel 1454; e forse alcuna delle sue
opere di cui manca ogni argomento per stabilire la data, potrebbe appartenere a questo primo
periodo. Qualche anno appresso, cioè nel 1401, egli era certamente a Firenze.

1 Meister Andrea. Noi « Jàhrbùèh der k. proussischon
Kunstsammlungen». Berlin, 1883, voi. IV, p. 18.

2 Giovanni Dalmata. Ivi, p. 169.

3 Supporrò un orrore proprio nel nomo, ò un piò'
difficili!. Quel Nini parrebbe indicare un Giovanni; e
Benedetto da Majano, che lavorò por gli Strozzi, ebbe

mi fratello scultore di nomo Giovanni, del quale sap-
piamo solo che lavorò coi fratelli Benedetto e Giuliano
in un tabernacolo presso Prato. E troppo poco per l'on-
darvi sopra un'ipotesi, ma la getto là per quel elio vale.

1 Italianische Bildhauer dar Renaissance. Berlin,
1887, p. 232.
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