Archivio storico dell'arte — 2.1889

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LE OPERE DI MINO DA FIESOLE IN ROMA

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14(53. Il pulpito per hi benedizione, di Pio II, e il ciborio di Sisto IV — Paolo Romano e
Mino del Regno -— Isaia da Pisa — Il frontone sulla porta di san Giacomo degli
Spagnoli.

Fra i numerosi pagamenti di lavori fatti pel pulpito della Benedizione in San Pietro, sotto
Pio II, ce il seguente in data 5 luglio 1463.

« ITonorabilibus viri* magisiris Pagno et Mino scultoribus de Florentia fior, auri d. c. (de
camera) 50 prò eorum salario et mercede laborerii per eos facti prò pulpito quod noviter fa-
bricatur in dieta basilica, super quo s.mus domìnus noster papa dabit benedictionem ».1

Il Oourajod che lo pubblicò per primo, ed il Muntz facevano rilevare l'importanza di questo
documento dal quale apprendiamo, cosa affatto ignota, che Mino era in Roma nel 14G3, e lavo-
rava nel pulpito della Benedizione; ma così del pulpito come del lavoro fattovi da Mino non si è
trovata sin qui alcuna traccia. Non sarà inutile pertanto di ricercarne la storia e di veder che
fine abbiano l'alto le sculture di Mino e de' suoi compagni.

Pio II rifece la scala per cui dalla piazza si saliva alla basilica vaticana, e nel ripiano fra
questa e le porte della chiesa imaginò di erigere un pulpito dal quale dar la benedizione al popolo.
I pagamenti pubblicati dal Muntz e dal Giornale d'Erudizione artistica 2 ci danno una suffi-
ciente idea della grandiosità di esso: sette colonne si trasportarono da Sant'Angelo (crede il
Muntz dalle vicinanze di Castel Sant'Angelo: a me pare piuttosto da Sant'Angelo in Pescheria,
cioè dal Portico d'Ottavia), molti marmi vennero sulle barche per fiume, a Pagno da Settignano si
pagava il lavoro di 130 braccia d'architrave, e tornano più volte pagamenti per archi e pilastri.
Esso doveva esser tuffo decorato di sfatue e bassorilievi, cosicché l'architettura, come bene osserva
il Muntz, fosse sopraffatta dalla scultura. La denominazione di pulpito data costantemente a
quell'opera, dà luogo a credere che esso, in dimensioni maggiori, non si discostasse dal tipo dei
pulpiti'0 pergami antichi, sorretti da colonne, e decorati in giro di bassorilievi e di statue ; e forse
più specialmente il papa Piccolomini aveva in mente il pergamo di Siena sua patria.

Molti sono i nomi degli artisti che figurano nei pagamenti per lavoro di marmi e son chia-
mati indistintamente scultori e scarpellini: ma a guardar bene, credo che possano distinguersi i
primi dai secondi. Basti osservare che mentre a tutti vien dato il semplice nome di maestro, ma-
gistro, solo a quattro di loro ò applicato, quantunque non sempre, il titolo di onorevole honora-
Mi magistro; e cioè Paolo di Mariano, Mino da Firenze, Isaia da Pisa, e Pagno da Firenze o da
Settignano. I tre primi sono noti come scultori; l'ultimo pare che fosse più specialmente incari-
cato della decorazione, poiché i pagamenti si riferiscono specialmente a lavori da lui fatti nelle basi
e nelle cornici. :i Dalle concordi testimonianze addotte dal Muntz risulta che la morte, da cui fu
colto a' 15 agosto 1464, impedì a Pio II di veder terminata l'opera, condotta già molto innanzi. 1

Pare che per qualche anno il successore di lui, Paolo II, non si desse pensiero di continuare
l'opera del pulpito, che toma poi a figurare nei pagamenti del 1469. 5 Ma un fatto è notevole:
questo che sotto Pio II costantemente era detto pulpito della benedizione, ora è detto sem-
plicemente la benedizione (in benediciione sancti Petri - prò benediclione facienda ante basi-
licam eie), ma la parola pulpito non torna più. (i Un altro fatto è da notare: probabilmente i lavori
di scultura non erano terminati alla morte di Pio li; ma nei conti del successore non tornano più
i nomi di Paolo uè d'Isaia nè di Mino nè d'altri scultori: abbiamo solo un architetto, Meo del Ca-
prino, e muratori e marmorari. Sappiamo inoltre e da scrittori e da note di pagamento, che
Paolo II fece costruire quel tratto di fabbrica, incontro a via Alessandrina o Borgo Nuovo, che

1 E. Muntz. LesArts à la cour des Papes. P. I.p. 280. 4 Muntz, op. cit., p. 278, 79.

8 Perugia. Voi. VI. An. 1877.. . .... ,j „ TT ■<&

, _. , : , „. 5 Muntz, op. cit, P. II, p. 37.

3 Figura spesso ne pagamenti un Marco da Firenze,

detto ora scultore, ora muratore. Sarebbe egli il fra- 11 Essa si rincontra però qualche volta in documenti

tello di Mino? ' posteriori.

Arehioio storico dell'Arte - Anno II. Fase. XI-XII.

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