Archivio storico dell'arte — 2.1889

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474 LUCA BELTRAMI

rafforzato dal fatto che, a suo giudizio, tutta la costruzione e specialmente la decorazione dell'atrio
ha una importanza ed uno sviluppo che non corrisponde alle presumibili condizioni dell'architet-
tura lombarda nel secolo ix. Lo studio diligente dell'atrio in ogni sua parte conduce però al
convincimento che, fra la costruzione della parte di atrio aderente alle porte e quella dei rima-
nenti tre lati, non vi possa essere un divario di tempo molto grande e tale da non potere anche
essere compreso nel periodo di anni in cui Ansperto fu arcivescovo di Milano. Infatti non vi sono
differenze sensibili nella composizione, nel carattere decorativo e nella tecnica delle scolture dei
capitelli in ogni parte dell'atrio, beninteso se si ha l'avvertenza di limitare l'attenzione ai soli
capitelli originarli, espressamente eseguiti per l'atrio, distinguendoli dai molti che furono mano-
messi, riattati od anche per intiero rifatti in epoche relativamente recenti, come lo provano le
traccio del restauro compiuto all'atrio verso il 1030 dall'architetto Fr. Maria Richino, il quale,
se si è mostrato capricciosamente barocco negli innumerevoli ediflcii di sua composizione, ha
però più di una volta, nel rimaneggiare e perfezionare vecchi edifici, accennato ad applicare con
intuito raro pei suoi tempi i moderni criterii di restauro, al punto che certamente non si sarebbe
aspettato che in qualche libro, anche straniero, fossero riportati come esempii di decorazione del
secolo ix i capitelli figurati ch'egli aggiunse all'atrio di S. Ambrogio, o come esempio fra le
migliori decorazioni in terra cotta del secolo xv, le finestre e lo cornici della parte da lui ag-
giunta all' Ospedale Maggiore di Milano. 1

Ammesso che tutto l'atrio di S. Ambrogio possa essere stato comodamente costrutto in un
periodo di tempo non maggioro di venti anni, rimarrebbe ancora, per contestare o per lo meno
mettere in dubbio l'opinione del Cattaneo, la necessità di dimostrare come il senso della lapide di
Ansperto possa adattarsi egualmente alla supposizione che la parte d'atrio aggiunto sia siala ap-
plicata alla facciata anziché immediatamente ante fores. E tale significato si può ottenere col-
l'adoftare la seguente costruzione del pentametro: airia struxit et ante vicinas fores assegnando
alla parola ante, usata come anlea, un significato di tempo anziché di luogo: per cui, stando
all'iscrizione, Ansperto avrebbe costrutto l'atrio, e prima, di questo le porte, il che corrisponde-
rebbe alla progressione logica del lavoro quale risulta dai dati di fatti e cioè : 1° costruzione delle
porte col relativo nartece di cinque arcate; 2° aggiunta dell'atrio di cui il nartece stesso diventò
uno dei lati.2

A sostegno della tesi del Cattaneo rimarrebbe solamente l'asserzione che le linee architetto-
niche e il carattere decorativo dell'atrio si presentano come lavoro del secolo xn anziché del ix
secolo: per persuadere di ciò il lettore egli richiama l'attenzione sopra alcuni frammenti decora-
tivi di stile italo-bizantino che si veggono nell'atrio, e nei quali egli riconosce i pochi avanzi della
costruzione del ix secolo: fra questi menziona e riproduce in disegno uno dei pezzi degli stipiti
della porta maggiore (pag. 196, fìg. 117). « Questi marmi, egli dice, non possono essere contem-
poranei alla porta: prima perché mostrami in più pezzi sovrapposti dei quali due mutilati; poi perchè
le loro scòlt'urè rivelano un'arte ancora bambina e di gran lunga inferiore, e per ciò anteriore
a quella, non solo degli atrii, ma eziandio della facciata e delle navi interne ».

Se queste osservazioni si adattano specialmente al frammento di stipile preso come esem-
pio, si possono però adattare anche agli altri frammenti degli stessi stipili benché meno arcaici,
i quali presentano una composizione ed una esecuzione affatto simile a quella di altre parti della
stessa porta, come ad esempio le prime cordonature che fiancheggiano gli stipiti in cui, applicando
gli stessi criterii del Cattaneo, non vi potrebbe essere alcun dubbio per riconoscervi un lavoro
del ix secolo.

Ora, se si conviene nell'assegnare al secolo ix queste cordonature, non vi è una ragione per
non assegnare alla stessa epoca le cordonature curve che formano l'archivolto, per le quali non

1 Vedi H. Strack, Zietjelbauwerke des MUlelalters
und dar Renaissance in Ilalìen. Boriili, 1889, tav. 42.

2 Nel medio evo avveniva di frequento che l'atrio si
sovrapponesse alla facciata ancho se questa fosse stata
da poco fabbricata per stare senz' atrio : un esempio

molto convincente si ha in S. Clemente di Casauria
ricostruito verso la fino del secolo xn dall'abate Leo-
nate, il quale, dopo che la facciata fu terminata secondo
narra il Clironicon Casauriense scritto alla fine del se-
colo xn, pensò di aggiungervi l'atrio.
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