Archivio storico dell'arte — 2.1889

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NUOVI DOCUMENTI

affidò la decorazione della sua cappella di Santa Maria so-
pra Minerva. Intorno a questa opera il Vasari ci lasciò
dei particolari abbastanza curiosi, che i nostri lettori
conosceranno. Quello però che più importa è il carattere
peculiare di questi affreschi, in cui si mostrano nel
massimo splendore qualità fino ad allora sconosciute ai
pittori italiani, quali una facilità ed una eleganza di
linee, un'arte di disporre le masse di colore, uno slancio
negli atteggiamenti e nella disposizione, in una parola un
tale sentimento nell'insieme della composiziono che — non
se ne può dubitare — ha preparato la via a Raffaello quando
pose mano agli affreschi dello Stanze ed ai cartoni delle
tappezzerie. Una lettera del cardinale Caraffa, usata dal
Milanesi nella sua edizione del Vasari (tom. Ili, pag. 468-
409), e che qui pubblichiamo per la prima volta nella
sua integrità, ci fornisce curioso notizie su questo lavoro.

« Venerabilis Abbas noster. Hogi a xx hore, haviamo
donato lettere, et licentia a maestro Philippo nostro,
con el quale havemo concluso e contractato l'opera,
come a la tornata sua intendente. Quando con piacere,
una cum lo Magnifico Oratore, legimo la vostra de xxvi
del passato piena de dubio, cho Maestro Philippo nostro
carissimo non fusse da sui emuli supplantato presso
noi. Sed modico fidei, quando dubitasti i Ben posseva la
paternità vostra pensare, quando ben maestro Philippo
mai fusse stato de quella sufficienza chel è, che es-
sendo dal Magnifico L.0l commendato, lo haveriamo
preposto ad uno Apelle, overo a tucta Italia. Vero è
che in quel giorno che gionse in Roma ne fu facto pra-
tica per un eh' el venia de costi. Noi, ben che, ancora
non havevamo Visto Maestro Philippo, tamen per lo
maneggio era tra noi, non li donaimo orecchie. Poi de
li poca bora, ce lo menò Mosser Io. Antonio vostro e
volentieri, leto animo, el vidimo: et sempre stato presso
noi: et concluso l'opera con lui et hora vene, per tor-
nare presto in ordine. Da lui intenderite omni cosa.
Solo ve dicimo, che essendone stato indirizzato dal Ma-
gnifico L° non lo haveriamo cambiato, per quanti altri
pictori forono mai in Grecia antiqua. Cetera remettiamo
a le lettere che '1 predetto maestro Philippo porta. Bone
valeat Pat. Vest. et mai non desista regratiar el magnifico
L.(orenzo) quale da nostra parte milies salutarete.
« Rome, n Septem. 1488.

(foris) « Venerabili ac Religioso patri domino

Gabrieli : Abbati Monasterii

Montis Scalarli Dilectissimo.

01. Episcopus Sabin.

Cardinalis Neapolit. ».
Tuttavia Filippino aveva fin dal 1487 accettato l'inca-
rico di decorare la cappella degli Strozzi nella chiesa di
S. Maria Novella in Firenze; difatti in una lettera scritta
da Roma il 2 maggio 1489, il pittore prega Filippo
Strozzi di pazientare. Ed ecco qui il testo di questa
lettera cho io stimo utile di riprodurre sebbene non si
possa dire inedita ; ma l'opuscolo nel quale essa fu

1 Lorenzo.

stampata ' è, rarissimo. Del resto la decorazione della
cappella Strozzi andò molto in lungo, e non fu com-
piuta che nel 1502.

« Spettabili (sic) viro Filippo Istrozzi in Firenze.—
Al nome di Dio. Adidi (sic) 2 di magio 1489.

« Ilonorando, et maggore mio diarissimo, salute ecc.
So vi sarete maravigliato di me dello essere istato tanto
ched io non v'abi mai iscritto. Non è istato per cho

10 non v'abi senpro auto nel quore, et chosì l'o-
pera vostra, la quale con tanto amoro mi desti, e di
tutto m'avete fatto molto più ched io non merito, ma
rendetevi certissimo chella venuta mia qua mi fa tanto
essere desideroso di fare l'opera vostra, che mi pare
mill'anni di tornare a fare quella, chon isperanza di
sodisfare a ongni indugio benissimo. E in questo So.
Giovanni a ongni modo, piacendo ad Idio, verrò chostà;
et non per altro, se non solo per dare principio a tale
opera, e non atondere a nossun'altra chosa : e prieghovi
d'ongni mio indugio mi perdoniate, e a voi mi racho-
mando. Sono qua veramente chon uno singniore da bene:
fammi tante charezze, e tienimi tanto bene, ched io
per nulla non saprei altro elegere. L'opera mia gli So-
disfa ; e in detta fa una grandissima ispesa, senza ri-
sparmio di chosa nessuna. Fassi ora un ornamento per
l'altare di marmo, che solo il maisterio monta Fni 250
d'oro in oro larghi: dipoi s'ara ornare, e chosi vole tutto.
La chappella non potrebe essere più ornata in terra
di pavimento porfido o serpentino, tutto sottilissimamente
fatto, un parapetto di marmo ornatissimo, e in effetto
tutta richissima. Farò (fine) sanza più diro ; a voi mi
rachomando. Sempre Xristo vi ghuardi. Vostro servidore.

« Filippo di Filippo Lippi dipintore
Con Mon:re Rev:m° di Napoli in Roma. »
foris « Spettabili Viro Filippo Istrozzi
in Firenze. »

Fra i pittori che lavorarono in Roma al tempo d'Inno-
cenzo Vili per la chiesa di S: Agostino, citerò ancora

11 Nardo, al quale si riferiscono i due documenti che
seguono

(Sag. di S. Agostino, 1474-1496, fol. 37 v.)

1487 12 aprile. — « Itom dedi die Jovis sancta xa
mensis carlini papali sei a Mastro Nardo pentore per
arracconciare lo crucifisso che fo della bona memoria de
Mastro Paulo Mactabufas (?) per mostrare al populo
venerdì sancto...b. x 1. v.

(Ibid., loc. cit, fol. 44 v.)

1488, £4 dicembre. — « Imprimis dedi die Mercurii
xxiiii mensis carlini papali dui ad mastro Nardo pentore per
fare ripegniare et acconciare la Nostra Donna et Joseppe
per lo presepio... due, b. xv.

A proposito della costruzione d'un « nuovo palazzo»
in una città che non è nominata, ma che mi sembra
essere Viterbo ( giacché in una serie di documenti con-

1 Bicchierai, Alcuni documenti artistici non mai stampati.
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