Archivio storico dell'arte — 2.1889

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MISCELLANEA

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dol Canova da Parigi a Roma nel 1815, che l'editore I
attribuisce al Monti, ravvisandovi del Monti la facilità,
la maniera, lo stile e l'armonia (pag. 6), ci pare ap-
punto, che l'armonia, lo stile, la maniera e la facilità
del cantore di Ugo Bassvillo manchino affatto.

Ma in questa pubblicazione nuziale c'è una promessa.
L'editoro dichiara in una nota a pag. 17 che intorno ad
alcuno opere del Canova confida di potere « fra non

« molto tempo, mettere a luce lettere e documenti ».
Allude forse alle novantacinque lettere dell'illustre scul-
tore, che, senza contare le due ora pubblicate, il signor
Raffaelli dice di possedere (pag. 5).

E di questa promessa noi prendiamo atto, auguran-
doci che sia presto adempiuta.

V. M.

MISCELLANEA

Domenico da Cortona,.architetto del pa-
lazzo municipale di Parigi. — La storia della
fabbrica dell'antico « Hotel de Ville » di Parigi, incen-
diato e distrutto nel 1-871 dalla Comune, e da quel tempo
di nuovo riedificato, non era finora pienamente schiarita,
o piuttosto accadde riguardo a essa una cosa strana. I
ragguagli, forniti intorno al monumento in questione,
da testimoni oculari, o i documenti pure contemporanei,
furono, non ha guari, messi in dubbio; furono interpretati,
tormentati in. modo che se ne deducova precisamente il
contrario di quello che dicevano e, cosa ancora più biz-
zarra, la nuova opinione raccolse ben presto un numero
di suffragi, sufficiente per renderla preponderante, almeno
fra gli eruditi francesi. Fu il Signor Mario Vachon che
nella sua opera L'Ancien Hotel de Ville de Paris (Paris,
Quantin, 1879) si accinse a dimostrare che l'opinione
prevalsa fin'allora, anzi non messa mai in dubbio, secondo
la quale Domenico Barbieri da Cortona, detto Boccadoro
o Boccaloro, architetto di origino italiana, dimorante però
in Francia dall'anno 1497, ne abbia fatto il modello e
cominciato la costruzione nel 1533, è erronea; che al-
l'opposto il merito si del concetto, come dell'esecu-
zione della detta opera spetta all'architetto francese
Pierre Chambiges, autore d'importanti lavori di re-
stauro eseguiti alla stessa epoca in parecchi palazzi reali,
specialmente in quelli di Saint-Germain e di Fontaine-
bleau. In mancanza di prove dirotto per le suo asser-
zioni, che i documenti non ne somministaavano, l'autore
nominato le appoggiava con parecchio congetture, molto
ingegnoso e abili si, ma poco persuasive per chi non
volesse addirittura chiuder gli occhi alle testimonianze
che sembravano far prova dol contrario. Nondimeno
l'ipotesi del Vachon venne pure accolta dal Leon Pa-
lustre, nella sua opera monumentale, La Renaissance
en Franco (t. II, p. 124). Contro di essa sorse l'archi-
tetto Luca Boltraaii in un articolo di valore sostan-
ziale, pubblicato nulla «Nuova Antologia» (l agosto

1882), confutando gli argomenti dei suoi avversari con
ragionamenti ben fondati, senza però poter produrre un
documento, la cui autenticità fosso al di sopra d'ogni
dubbio e che dichiarasse chiaramente il Boccadoro autore
della fabbrica in questione. Un tal documento fu ora
ritrovato dal Signor Bournon, che lo pubblicò nell' ul-
tima annata della Gazette archóologique (t. Xlll, Chro-
niquo, p. 15). In un registro di speso dell'amministra-
zione della città di Parigi, che si custodisce manoscritto
nella Biblioteca nazionale (fondo frane, acquisti nuovi,
3243 fol. 103) si trova la seguente notizia: « Mes-
sieurs les Prévost des marchands et eschevins, par
leurs lettres du 15 juin 1533, ont commis et depputé
pour conduire les ouvrages du bàtiment et édifice de
l'Hotel de Ville le dit m.e Dominique de Berqualor, dit
de Courtonne, architecte demeurant à Paris, suivant le
modelle par luy faict, veu et accordò par le Roy, et
pour l'óviter à faute qu/il sera fait auparavant un modello
en bois de menuiserie, pourquoy mossieurs luy ont or-
donné la somme de 250 1. tournois par an tant qu'il
vaquora au dit bàtiment ou tant qu'il plaira à Messieurs».
Questa testimonianza escludo ogni equivoco e rende
d'ora innanzi impossibile di togliere all'artista italiano
il merito di aver creato una dello meraviglie dell'archi-
tettura del Rinascimento in Francia.

C. de Fabriczy.

Un gruppo dell'Annunciazione, composto di
duo statuo scolpite in legno di grandezza presso a poco
naturalo, è entrato, non ha guari, nel museo del Louvre.
Venne acquistato a Pisa, e appartiene di fatti alla scuola
scultoria che prese nome da quella città, e cioè ai suoi
ultimi rampolli della seconda metà del Trecento. Il
dotto Conservatore dello sculture modioevali e del Rina-
scimento di quel museo, L. Courajod, a cui tocca il
merito dol nuovo acquisto, sognala parecchie altre scul-
ture, la maggior parte di legno anch'esse, che insiemo

Avcliioio storino dall'Arte - Anno II, Fase. XI-XII.

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