Archivio storico dell'arte — 3.1890

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ADOLFO VENTURI

tanova, presso Modena, l'arte de' funaioli, e basterebbe a provarlo, contrariamente all'asserzione
di un moderno scrittore di araldica, 1 oltre alla testimonianza del Lancilotto, il motto che correva
a Modena, e che susurravasi nell'orecchio a' giovani di cattive tendenze: « guarda non andare
alla Bottega del Barrino perchè el fa boni capestri da impichare li ladri ». Ser Francesco Por-
rini salito a ricchezza abbandonò i molinelli e i naspi, e desideroso, come tutti gli arricchiti, di
attestare al mondo la propria splendidezza, commise al Mazzoni l'opera che noi ammiriamo e
nella quale egli stesso è probabilmente ritratto nella figura indicata per quella di san Gioacchino,
in (pie! vecchio che tiene un ginocchio a terra e le mani giunte, in atto di adorazione innanzi alla
Vergine. Esso è vestito di uno zipone foderato di pelliccia, e dalla cintura gli pende una scarsella
di corame, ove vedesi impressa l'aquila estense. A destra sta sant' Anna supplichevole, con una
mano posata devotamente sul cuore. Nel mezzo la Madonna seduta, col bambino in camicetta sulle
ginocchia e in atto di abbassare soavemente gli occhi sopra di lui. Al suo fianco sta una rozza e
grottesca servente (una vera licenza fiamminga) denominata nel Cinquecento Suor Papina, che
soffia sur un cucchiaio per raffreddare la pappa da porgere al bambino, il quale tiene con una
mano una cyambelletta, e con l'altra s'aggrappa, in atto supplice, ad una benda che avvolge il
collo della madre (iav. 4).

Questo monumento è stato dal Malmusi, biografo del Mazzoni, classificato tra le ultime opere
dell'artista, tra quelle eseguite trentasei anni dopo e più, dalla Pietà che è in S. Giovanni. Egli è
vero che le figure della Deposizione hanno contorni meno svelti di quelli del Presepio; che i ca-
pelli nelle figure che si vedono in S. Giovanni, raggruppati come in bioccoli e ispirati forse da
qualche antica testa rustica di marmo, divengono nelle altre meno convenzionali e lisci ; che
l'idealità nel gruppo della Madonna col Figlio è più elevata e fine di quello che si rilevi nelle ener-
giche e spasimanti figure della Pietà; ma il tipo della Madonna e di sant'Anna, col collo un pc
lungo, a guisa delle donne di Pier della Francesca, si ritrova anche nell'altro monumento; il com-
mittente ha molta somiglianza con le figure dei vecchi della Deposizione, e come in uno di questi,
il suo orecchio si ricurva e si accartoccia sotto l'orlo del berrettone.

Non è possibile quindi che il Mazzoni dopo trentasei anni, dopo essere stato a contatto con
l'arte del Rinascimento, dopo essere stato a Napoli competitore di Benedetto da Maiano, fosse an-
cora intento a riprodurre tipi e forme primitive. Avrebbe almeno certamente cambiato co-
stumi alle sue figure, seguendo la moda più elegante, più leggiera, più ricca ; e nel Presepio dei
Porrmi si vedono invece, come nella Deposizione, le teste di donna coperte dalla solita cullietta
e sulla cuffietta un drappo ricadente sugli omeri. E notisi come la sant'Anna per acconciatura e
per tipo sia simile in tutto a una delle pie donne che circondano il Cristo morto a Napoli, nella
chiesa di sant'Anna dei Lombardi. Il Mazzoni, del resto, trentasei anni dopo aver compiuta la De-
posizione in S. Giovanni, ritornava in patria, e cioè nel 1516. Mori nel 1518. Nel breve tempo che
corre tra queste due date, l'artista già vecchio e cadente, non poteva eseguire opera di tanta im-
portanza ; e inoltre non sarebbe possibile che Tommasino Lancilotto, allora cronista della città, e
suo parente, 11011 avesse parlato di quest'opera, mentre notò perfino i restauri operati alle statue
di lui.

Anche le figure del Presepio, malauguratamente, furono restaurate nel 1851, e pel restauro
sparirono le belle finte originali, nelle vesti della Madonna imitanti il broccato d'argento. La mano
di Suor Papina, con la quale tiene il pentolino, e la mano della Madonna non seguiron più il
movimento del braccio, e furono veramente slogate. Le mani poi furono le parti più disgraziate
di quelle figure ; poiché i restauratori vi sostituirono dita così grosse, da sembrare gonfie per 1111
patereccio o dita senza falangi o rebbi di forchettoni. Le parti aggiunte in gesso facilmente si no-
tano; perchè le originali hanno piani multiformi, complessi, irregolari, come nel vero; mentre le
nuove hanno la semplicità propria del manichino.

Ma seguiamo il Mazzoni, il quale lascia Modena per non farvi ritorno che in tarda età. Egli
muove verso Venezia, 2 ma forse si sofferma a Cremona, e vi lascia nella chiesa di S. Lorenzo, pre-

1 Cionini, Dei podestà di Sassuolo. Pisa.

~ Alli 2 maggio 1487 Guido Mazzoni ora ancora a

Modena poiché uoll'Archivio municipale ili Modena, nella
Vacchetta degli alti Comunali, trovasi sotto alla data
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