Archivio storico dell'arte — 3.1890

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ADOLFO VENTURI

probabilmente collocata fra i boschetti o in una galleria del giardino, e ne ha lasciala memoria
con un epigramma Ludovico Eliano, il rivale di Fausto Andrellini, poeta laureato di Luigi XII.

Vcnatorem avium Regem, Pagani ne, putasti
Forte, quod in pugno fìnxeris accipitrem ?

Non pisces et aves, nec apros capit iste, sed ipsos
Cum regnis reges, cum regione duces.

Il Re, a quanto si può immaginare leggendo quest'epigramma, non era dunque in corazza
d'imperatore romano, come l'effigiò Lorenzo da Magiano, ma in costume da caccia, con cappello
a larghe tese, ornato d'una gran piu'ma ricadente all'indietro, con le mani inguantate e nel pugno
il girifalco incappellato. Per quanto il poeta Eliano trovasse da ridire su quel costume regale, è
noto che il falco era un gran pegno di nobiltà ; e i gentiluomini francesi portavano allora di sovente
un falco nelle passeggiate, nelle visite e sino nelle assemblee, cosicché il trovare tra i boschetti del
Castello raffigurato il Re con quell'abito di cacciatore, doveva apparire strano soltanto al poeta
italico, il quale poi si consolò alla vista di un'altra statua di Paganino, cioè di quella equestre di
Luigi XII scolpita in pietra, che vedevasi all'entrata del Castello. E allora con un nuovo epi-
gramma vantando il Re guerriero, chiamò il Mazzoni col nome dello scultore degli Dei.

Qui? Rex bissenus Lodovicus nominis huius.

Quis fecit ? Phidias. Qui posuere ? Duces.

Cur ? Quia bis Gallis Liguremque Padumque subegit,

Regnaque Parthenopes, hocque refecit opus 1

La statua fu abbattuta nel 1793, e solo un disegno del Félibien riprodotto dal Saussaye, ce ne
dà una debole idea. Il Re, giovane ed elegante, è coperto di ferro, tranne il capo e le mani:
porta una corta gonna di stoffa a fogliami, e tiene in capo un semplice berretto senza la corona
reale. Intorno al collo ha una gorgiera di maglia e alla cintura una corta spada. Il cavallo ha
piccola la testa coperta di maglie, e porta una ricca ed ampia gualdrappa a scacchi o quadrettini,
sparsa di fiordalisi. La statua equestre era collocata dentro a un largo nicchione, coperto da un
baldacchino e tutto dipinto con gigli d'oro in campo azzurro.

L'epigramma di Eliano porta con sè la data della statua, poiché non è probabile che il poeta
avesse insistito sulle vittorie di Re Luigi in Italia, dopo che egli aveva abbandonato Milano allo
Sforza; e perciò la statua é anteriore al 1511. Luigi XII divenne poi padrone per ben due volte
della Lombardia soltanto nel 1509, e quindi la statua fu eseguita tra il 1509 e il 1511. Nel 1509
il Mazzoni attese anche a modellare à Ventìque pel castello di Gaillon diversi medaglioni, alcuni
dei quali, a quanto si suppone, si trovano ora nella Scuola di Belle Arti a Parigi. 2

Moriva nel 1515 Luigi XII ; e il Mazzoni, già vecchio, profittando forse della morte del suo
protettore, si dispose a tornare in Italia, e arrivò a Modena nel giugno del 1516, ricolmo di ric-
chezze e d'onori. In Francia aveva perduto la moglie Pellegrina Discalzi (cognome che ci ram-
menta quello di una famiglia padovana migrata a Ferrara), e la figlia, valenti scultrici ambedue,
a quanto attesta Pomponio Gaurico 7; ma nulla ci rimane delle opere loro.

Tornato a Modena, il Mazzoni, secondo quanto asseriscono il Vedriani e il Tiraboschi e il
Malmusi, avrebbe eseguito le figure che sono nell'elegante-monumento, il quale oggi sta nel Museo
Lapidario, e fu eretto in onore di Giovanni Sadoleto, padre del segretario e stilista di Leon X.
Sull'attribuzione di quelle figure al Mazzoni sorsero dubbi, che il Malmusi si sforzò di combattere ;

1 Id., Sur deux statues de Louis XII par le scul-

pteur modenais Guido Paganino (Archives de l'art

frangais, XII année XII sèrie t. Il, p. ?29).

Deville, Comptes die chateau de Gaillon. — Louis

Courajod, La pari de l'art italien dans quelques rno-

numents de sculpture de la première renaissance fran-
gale (Gazette des Beaux Arts) Paris, XXIX, 2. pé-
riode (Giugno 1884.)

3 V. il dialogo de sculptura.
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