Archivio storico dell'arte — 3.1890

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UMBERTO ROSSI

lavoro italiano, per la maggior parte astucci da coltelli, e alcuni sono di fattura ammirabile; ano
è adorno collo stemma della Rovere e con putti e medaglioni a ritratti di egregia composizione;
un altre che servì forse ad un chirurgo, porta lo stemma Gondi; il più bello è fatto a foggia di
colonna con base e capitello, tutto rabescato a minuti disegni ; ha uno stemma con leone rampante
fiancheggiato dalle lettere I. R. e porta le iscrizioni Nature sequftur semina quisque sue; nature
non arlis opus.

Sculture in legno. — L'arte medioevale è scarsamente rappresentata da alcuni frammenti, fra
cui hanno speciale interesse due coronamenti che appartenevano agli stalli del coro di S. Aubin
d'Angers, bruciato nell'assedio del 1793; importantissima poi e assai nota in Francia è una gen-
tile figura della Vergine col bambino in braccio scolpita in legno di pero, che può considerarsi
come una delle più belle cose dell'arte francese nel secolo decimoquarto.

Il Rinascimento invece vi ha parecchie cose di grande valore: un alto rilievo raffigurante VAn-
nunciazione è lavoro fiammingo del Quattrocento che offre tutte le caratteristiche della scuola fon-
data dai Van-Eyck; è pure assai pregevole, sebben posteriore, una statuetta dell'Immacolata a mani
giunte di delicata fattura. Un davanti di cassone è intagliato con scene cavalleresche, interessanti
assai per i costumi che rivestono i numerosi personaggi, e che ricordano i disegni del Pisanello ;
Iter ultimo vengono un bassorilievo col Presepio, di scuola francese, e una statuetta di Lucrezia
in atto di trafiggersi che nella posa contorta e nella mossa esagerata rivela già l'approssimarsi della
decadenza.

In questa categoria ho messo anche i mobili, che del resto son tre soli, due credenze e un
cassone. La prima di legno intagliato e dipinto ha sul dossale l'Adorazione dei pastori e nel corpo
quattro rappresentazioni delle virtù, cioè la Forza, la Fede, la Carità e la Speranza; le figure ten-
gono ancora del gotico, mentre gli ornamenti manifestano già l'influenza italiana. L'altra, che meglio
si direbbe un dressoir, è un magnifico lavoro della scuola lionese del Cinquecento, adorna di bei
medaglioni e di ornamenti ancora più belli; il cassone appartiene alla stessa scuola, ma è di ese-
cuzione meno curata.

Per ultimo dirò di parecchi cofanetti in diverse materie che per l'interesse che presentano
riuniti, non ho voluto disperdere in serie diverse. Il primo antichissimo, in legno, è fregiato con
animali fantastici di stile hi,santino e rassomiglia assai ad uno simile d'avorio che era nella colle-
zione Basilewsky1 e che vien riferito al nono secolo. Un altro, pure in legno, è ricoperto da figure
simboliche e da rappresentazioni di caccia; spetta all'arte francese del secolo decimoterzo, ma è
stato malamente dorato modernamente. Due altri tedeschi hanno pure figure simboliche e sono del
secolo seguente; e uno del secolo decimoquinto offre delle scene di caccia.

L'ornamentazione di due altri cofanetti francesi del Trecento è ottenuta con rosoni di stagno
dorato o di rame applicati sul legno; uno di essi è riccamente decorato anche con vetri miniati
di quella specie che i Francesi dicono èglomisès.

Altri sono fregiati con ornamenti in pastiglia ; uno ha sui due lati dei putti che sostengono
dei festoni e pare imitato da qualche bronzo. Un secondo è ad arabeschi policromi; il terzo, più
notevole perchè spetta incirca alla metà del Cinquecento, offre sui tre lati delle rappresentazioni
mitologiche o romanzesche, Piramo e Tisbe, Apollo e Dafne, Ero e Leandro, Atteone sbranato dai
cani; ma la più curiosa è sul quarto lato dove in una vasca è raffigurata Diana nuda con due
ninfe in atto di bagnarsi; Atteone già cambiato in cervo sta osservandola, mentre dall'altro lato si
avanza una comitiva di cacciatori, davanti ai quali è un cavaliere in costume del Cinquecento che
ha tutti i lineamenti di Enrico II re di Francia. Sarebbe forse questa un'allusione ai suoi amori
con Diana di Poitiers? Uno studio più accurato del piccolo scrignetto potrà forse dircelo; ma non
è qui il luogo di farlo.

Nei legni vi sono anche prodotti dell'arte araba, e cioè due formelle provenienti dal soffitto
della moschea di Touloun presso il Cairo, che son giudicati lavori del secolo duodecimo.

Stolte. — E questa una delle serie più numerose ed importanti della collezione e mi rincresce

1 Collection Basilewsky, pi. X, n. 51.
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