Archivio storico dell'arte — 3.1890

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MONUMENTI ARTISTICI IN SAN GìMTONANO kk

)

mezzo in particolar modo, se mostra il fare del Gozzoli, rivela pure tutti i difetti che abbiamo
incontrati nelle pitture condotte a termine da Giusto in Sant'Agostino. Ad ogni modo il Comune deve
esserne stato contento, nò aver badato se il maestro poco avesse potuto attendere al lavoro nella
Collegiata, e volle che la Cappella di San Sebastiano fosse finita; onde troviamo1 che al dì 6
febbraio 1465 (1466) furono detti e pagai a maestro Beno zzo depintore lire 20 et soldi io per sua
manifattura per dipinture di due pilastri alla cappella di Santo Sebastiano, e quali erano
fuori della somma della allogagione fatta pel Comune: et perchè detta cappella si finisse feci
fine detti pilastri dove sono Sancto Augustino, Sancto Girolamo et quegli altri sancii, cioè
San Bernardo Abate e San Bernardino da Siena, i quali tutti possono ancora vedersi nella gros-
sezza appunto de' due pilastri, o meglio delle due pareti fìancheggianti la detta Cappella.

Finite le grandi opere di cui abbiamo parlato, Benozzo Oozzoli non dovette restare inerte. Nel Coro
della Collegiata, la prima tavola a destra rappresentante la Vergine seduta in trono col bambino in
grembo, ai lati della quale stanno inginocchiati S. Agostino, S. Marta, Santa Maria Maddalena e San
Giovanni Battista, mentre in alto due leggiad rissi mi Angeli sostengono con una mano una corona sul
capo di Maria e coll'altra un festone di fiori, porta nel gradino del trono la iscrizione : OPYS BENOTII
DE FLORENTIA • M.CCCC.LXVI. E la stessa data del 1406 può, da chi esamini attentamente, esser
letta, benché molto sciupata, sotto all'affresco eseguito nel bel chiostro della prima metà del se-
colo xv, nel Convento dei Frati di Monte Oliveto, poco lungi da San Gimignano. Quest'affresco
rappresenta in figure di grandezza naturale, il Cristo Crocifisso (il quale presenta il carattere già
notato negli altri) fra Maria e Giovanni in piedi, in atteggiamenti di dolore, ai quali si unisce, a
destra di chi guarda, San Girolamo in corta tunica bianca, inginocchiato. Quattro Angeli in vee-
menti ed esagerate attitudini di dolore, volano ai fianchi della croce, mentre sopra di essa, entro
il proprio nido il bianco pellicano si squarcia il petto per dar da mangiare ai suoi nati che gli
stanno attorno. L'opera, sia per le imperfezioni nel disegno, che si rivelano specialmente nei nudi
del Crocifisso e del San Girolamo, sia per una certa durezza di contorni ed il rotondeggiamento dei
muscoli e delle pieghe, sia pel colore alquanto rossastro, sia finalmente per una manifesta rozzezza
nell'esecuzione, apparisce quasi completamente eseguita, su disegno di Benozzo, dagli aiuti suoi e
particolarmente da Giusto d'Andrea. Era molto sciupata dal sudiciume; ma venne in tempo una
coscienziosa ripulitura per la quale dobbiamo anche questa volta dar lode al Regio Governo ed al Mu-
nicipio di San Gimignano, che tanto gelosamente curano la conservazione dei monumenti artistici
di quella Terra. — Nel frattempo Benozzo Gozzoli attendeva anche ad altre opere in chiese circo-
stanti a S. Gimignano, e di tali lavori affidava per lo più l'esecuzione ai suoi aiuti. 2 -- Il
di 22 aprile 1466 fu allogata a Benozzo Gozzoli 3 « là pittura di nostra Donna Annunziata
dall' Angelo, ornata come si conviene, di buoni colori e bella, a capo la scala della sala del
Consiglio. E tutto quello quadro accantonato, e così gli usci, cioè quello della sala e quello
della torre dipinti a canti di pietra.

« ltem. Rinfrescare et riattare tutte le figure della sala, et tutte rimettere, et il campo met-
tere d'azurro buono recipiente a quel luoglio.

« ltem. Mettere a oro fine l'arme de' Comuni degli usci dell'audienza e della cancelleria
nuova, ecc. . . » E Benozzo s'era obbligato ad eseguir tutte queste cose per la fine dell'agosto 1466,
sotto pena d'una multa del doppio del prezzo di Lire 90, che gli era stato stabilito. L'Annunciazione di
Benozzo Gozzoli non esiste più. Della riparazione e delle aggiunte da lui fatte alla Maestà dipinta da
Lippo Memmi, abbiamo già innanzi parlato: aggiungeremo soltanto che sotto ai due santi all'estremità
destra della Maestà si legge l'iscrizione: BENOTIVS FLORENTINVS PICTOR RESTAYRAYIT
ANNO DOMINI M.CCCC.LXVII. Sembra che questa sia stata l'ultima opera di Benozzo a S. Gimi-
gnano: nel 1468 lo troviamo a Pisa a lavorare nel Campo Santo.

1 Cfr. il libro d'entrata e uscita dell'Opera del Duomo

dal 1404 al 1495, conservato nell' Archivio Comunale

di San Gimignano, foglio 104 recto.

2 Cfr. Pecort, op. cit., pagg. 537-538.

3 L'importante documento si legge intiero nell'opera
citata del Pecori, a pagg. 050-051.
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