Archivio storico dell'arte — 3.1890

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NATALE BALDORIA

benedire, mentre è tenuto per un fianco dalla mano sinistra della madre. Ai lati di questo gruppo,
e pensili pur essi, volano due belle figure di Angeli, l'uno con le mani incrociate al petto, l'altro
con le mani giunte, in soavi espressioni d'adorazione : due altre figure intere di Angeli scolpite a
tutto tondo, inginocchiate su di un ginocchio e portanti due candelabri, sono ora poste ai lati del-
l'altare. 1

Tutto intorno all'arco entro cui sta l'altare descritto, 1' artista ha imaginato ed eseguito in
marmo bianco un gran baldacchino, formato da due tende a fiorami d'oro, che sono raccolte ai
lati dell'arco.

Tanto nelle storie scolpite a rilievo piatto nel fregio della cornice del tabernacolo, quanto
nelle figure ad alto rilievo del gruppo della Vergine col bambino, e degli Angeli, noi troviamo il
ri/lesso di quell'arte elegantissima e finemente espressiva, la quale, come giustamente notò il signor
Bode„ derivava a Benedetto specialmente dallo studio delle opere di Antonio Rossellino, studio che si
rivela in particolar modo nel tipo di Maria, di forma molto ovale, cogli occhi mezzo socchiusi
mentre adora il bambino, e le sopracciglia assai innalzate ; col naso non diritto ma terminante con
una punta rotonda e sporgente ; colla bocca chiusa e le labbra alquanto grosse ; coi capelli on-
dulati e discriminati sulla fronte e scendenti dietro le orecchie fin sulle spalle; si rivela ancora
in quel velo che, acconciato sopra il capo, va a formare caratteristicamente due seni sopra
al petto, per raccogliersi dietro le spalle con un gran movimento di pieghe spezzate e linee curve:
si rivela finalmente nel bel putto ignudo, di forme pienotte e morbidamente modellate, con tipo
che ricorda quello della madre e che con poche varianti è pur ripetuto nei graziosissimi Cherubini
coi capelli corti ed a ciocche formanti due insenature sulla fronte alta ed alquanto sporgente.
Ma il I)a Maiano s'ispirò ugualmente a Mino da Fiesole nell'atteggiamento della Madonna posta
di fronte, colle ginocchia molto allargate, come il Da Maiano ben di rado ha usato fare, mentre
abbasso vanno quasi a toccarsi le calcagna ; e nella disposizione delle pieghe del manto, che tra
le ginocchia si dispongono in linee convergenti nel mezzo, sebbene non tanto diritte nò tanto spesse
come quelle di Mino ; mentre le pieghe della tunica, cinta appena sotto al seno, scendono tutte
senza movimento, proprio come nelle Madonne di Mino e non come nelle altre cose di Benedetto,
verticalmente.

Nè mi sembra senza fondamento il reputare che Benedetto abbia pure, fin dal principio della
sua carriera artistica, tratto vantaggio dalle opere di Luca della Robbia, come si può riconoscere
anche nelle figure di angeli in piedi entro le nicchie del tabernacolo, i quali, in leggiadrissimi at-
teggiamenti d'adorazione, con graziose ed elegantissime mosse del capo e delle gambe, di cui l'una
pianta in terra, mentre l'altra resta quasi in riposo, vestono lunghe tuniche, le quali, formando
come tre fasci, tra le gambe ed ai lati di esse, di pieghe quasi verticali che in terra si spezzano
in vari modi, mostrano le belle forme dei corpi; onde questi angeli possono per gli accennati carat-
teri esser posti a confronto con quelli p. e., che Luca modellò per le porte in bronzo della sa-
grestia di S. Maria del Fiore.2 Anche lo studio delle pitture, che mirabilmente s'adattava al bas-
sorilievo piatto continuato sempre ad usare dal Da Maiano, e la nobile tradizione giottesca nella
semplicità grandiosa delle composizioni e delle figure, non sono mai stati abbandonati dal nostro

1 Fin dal 1626 la disposizione delle parti di que-
st' opera era stata essenzialmente mutata; nel 1738
all'urna del Da Maiano era stata sostituita quella del-
l'intagliatore Giov. Antonio Noferi di Firenze; in que-
sti ultimi tempi soltanto si pensò di ricomporre l'opera
secondo il primitivo disegno. Ma ciò non riuscì bene.
Alzato di troppo l'altare, l'urna sopra il tabernacolo
veniva a toglier gran parte della vista della Madonna
cogli angeli ai fianchi, onde l'architetto preposto ai lavori
pensò di lasciare l'urna senza il suo coperchio a squamine,
che, siccome dice il Pecori, era sovrapposto all'altare

barocco, ed ora non si sa neppure quale fine abbia fatto.

2 Cosi si può dire riguardo alle figure in piedi de'
frati rappresentati dal Da Maiano tanto nel bellissimo
pergamo in Santa Croce, quanto nell'altare di S. Bar-
tolo nella chiesa degli Agostiniani in San Gimignano,
di cui è data più innanzi la riproduzione, le quali fi-
gure ricordano molto davvicino per gli atteggiamenti e i
partiti di pieghe, quelle rappresentate talvolta da Luca
della Robbia (cfr. p. es. lo stucco bronzato riprodotto
nella importante pubblicazione dei sigg. Bode e Tschudi;
Beschreibung der Bildwerke der christhchen Epoche,
Tav. vr, N. 114).
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