Archivio storico dell'arte — 3.1890

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MONUMENTI ARTISTICI IN SAN Gì MG NANO

all'artista 00 fiorini, dopoché, a tenor della scritta, fosse stata posta ed eretta la. sepoltura di San
Bartolo nella Cappella, e come inoltre ai 21 di marzo dello stesso anno (cioè, per noi, nel 1495)
ne fossero stati stanziati altri 17 per aggiunte ed ornamenti non compresi nella scritta. 1 I bassorilievi
nella base su cui posa l'urna contenente le ossa del beato Bartolo, rappresentanti tre miracoli da
lui operati, se non mostrano un'esecuzione molto finita, sono però mirabili per la grandiosità delle
composizioni, e la larghezza dei contorni e de' partiti di pieghe, e la nobiltà degli atteggiamenti e
delle espressioni nelle singole figure. Le tre statue a tutto tondo entro le nicchie del dossale dell'al-
tare, figuranti le virtù teologali, hanno mosse alquanto leziose, e ci appariscono troppo infa-
gottate ne' loro manti con partiti di pieghe largamente disposti, ma molto ricercatamente tondeg-
gianti. Il fregio della cornice ornato di teste alate di cherubini sorridenti alternate da onde ma-
rine a cui sta sopra una stella (simbolo di Maria), fu spesso usato dai Da Maiano, e qui è pur ri-
petuto nel tondo entro cui sta la mezza figura della Vergine col bambino, posta fra due angeli
in adorazione, sopra l'altare. La quale mezza figura è veramente bella e caratteristica nell'arte
degli ultimi tempi di Benedetto, in cui la sua tendenza verso gli avvolgimenti contorti delle pieghe
ne' panneggiamenti, derivatagli dall'influsso delle opere del Vermocchio, si fa più spiccata. L'esecu-
zione del gruppo, di cui diamo a parte una riproduzione, è molto finita, e la Vergine Madre,
piena di soave espressione, accompagna colla destra il braccio del divin Figliuolo da lei portato sul
braccio sinistro, a dar la benedizione ai fedeli: motivo questo veramente leggiadro ed umano usato
prima, se non erro, soltanto dal Verrocchio. 2

Morto nel 1488 Onofrio di Pietro, Operaio a vita della Collegiata, alle cure indefesse del quale
dobbiamo l'ampliamento della Chiesa, la Cappella di Santa Fina e la dotazione di altre opere
d'arte, l'Operaio Iacopo a lui succeduto delegò, il dì 28 di maggio 1493, Benedetto di Nardo da Maiano
ad eseguire il busto di Onofrio di Pietro secondo un disegno posseduto da Messer Nicolò di Luca. L'al-
logazione fu confermata per provvisione del Consiglio, e fu stabilito che per la detta opera Bene-
detto dovesse avere 10 fiorini d'oro in oro larghi. 3 II busto è dentro una nicchia nella prima Sa-
crestia; e sia per la line espressione di quella caratteristica ed intelligente figura di vecchio; sia
per la larga modellazione, non iscompagnata però (com'era proprio dell'arte del Rossellino e si
riscontra in tutti gli altri busti del Da Maiano) da una minuta e coscienziosa ricerca di tutti i
particolari che il vero può presentare in una testa senile; sia finalmente per la finezza dell'ese-
cuzione, l'opera merita veramente di essei' posta accanto alle migliori di Benedetto. Porta l'iscrizione:
Onophrio Pelvi Templi huius reparatori grati cives pos. Altre opere d'ornato provenienti dalla
bottega di Benedetto da Maiano si trovano nella Collegiata (Cfr. Pecori, op. cif. pagg. 511 e 524);
mi basterà soltanto ricordare il bel tabernacolo di marmo, imaginato come un tempietto esagono
sostenuto da un piedistallo ornato di larghi e grassi fogliami e di serafini come sempre sorri-
denti, fatto scolpire colla spesa di 75 fiorini nel 1475 iter testamento di Antonio Quattrochiovi :
tabernacolo che, eseguito per l'aitar maggiore e quindi rimosso nel 1624 per esser posto sull'altare
di San Sebastiano, trovasi ora nel mezzo della Sacrestia.

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* ■*

Le opere di religione e d'adornamento stabilite dal Comune di S. Gimignano, non si erano nel
frattempo arrestate ai soli grandi lavori ai quali abbiamo accennato. Sebbene tormentato dalle
continue calamità delle guerre come pur della peste che nel 1468 aveva menato grande strage,
il Comune faceva presto a rimettersi e ad assecondare il gusto del popolo per le cose belle. Perciò
ai 13 di gennaio del 1482 (per noi 1483) erano ad un pittor fiorentino commesse due tavole cir-
colari, rappresentanti l'Annunciazione di Maria. 1 Esse trovansi ora in una sala del Comune e

1 Cfr. Pecori, op. cit., pagg. 543-544.

2 Cfr., l'opera dei sigg. Rode e Tschudi ; Beschreib.
d. liildwerhe d. christl. Epoche (Kònigl. Museen zu
Berlin), Tav. v, numero 102.

Archivio storico dell'Arte. - Anno III. Fase. I-II.

3 L'atto dell'allogazione trovasi nel Pecori, op.
cit. pag. 653, Doc. xcvm.

1 Dalla cortesia del ch.° Signore D.11 1 go Nomi,
Preposto alla Collegiata ed appassionato cultore delle

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