Archivio storico dell'arte — 3.1890

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

una certa analogia e che erano di più facile intelligenza:
lo stile del quadro stesso dimostra che Fra' Bartolommeo,
non deve averlo eseguito dopo il 1512. Ma in esso non
vi si scorge traccia della mano di Mariotto Albertinelli.
Se non che le ricerche del signor Castan ebbero per risul-
tato di provare fino all'evidenza che la tavola di Besangon
non è che una parte del gran quadro commesso da Ferry
Carondelet ed eseguito dai duo artisti accennati. Esiste a
Besan<jon presso il marchese di Ferrier-Santans una pic-
cola ripetizione della Madonna di Fra' Bartolommeo con
due varianti molto importanti ; l'una, che in luogo della
figura del donatore inginocchiato dinanzi alla Vergine
in gloria, a destra di chi guarda, sta, pure inginocchiata,
una giovano Santa con nimbo in capo; l'altra che il
quadro non è rettangolare come quello della Cattedrale
di Besan<;on, ma termina ad arco, e sopra alla gloria
della Madonna, e propriamente entro allo spazio cir-
coscritto dall'arco, ò rappresentata Maria incoronatale in
ginocchio dinanzi al Cristo pure incoronato, che seduto
la benedice; ambedue son sopra una nube e corteggiati
da. quattro vaghi angioletti: tutta la composizione anche
ne' suoi più minuti particolari apparisce evidentemente
come una copia di quella che ci è data dalle tre por-
zioni di quadro in parte mutilate, le quali abbiamo
detto trovarsi nel Museo di Stuttgart. Questo dipinto do-
veva formar parte della grande tavola eseguita per
commissione di Ferrino Inghilese da Fra' Bartolommeo
e Mariotto Albertinelli, e ne sarebbe stato il timpano
di coronamento.1 Da altri documenti tratti dalle delibe-
razioni capitolari, riferentisi al restauro che nel 1713
aveva compiuto sulla celebre tavola il pittor Viali si-
ciliano, e da un passo dell'Histoire du Comte de Bour-
gogne (t. I, pagg. 164, 165) scritta dal Dunod, il signor
Castan potè avere anche la prova che le due parti del
quadro erano state separatamente dipinte dai due ar-
tisti, e che la parte superiore, cioè VIncoronazione
della Tergine, come la chiama il Dunod, portava la
firma di Mariotto, quella inferiore e più grande, la
firma di Fra'Bartolommeo.2 v

1 La parte superiore d'una gran pala d'altare incominciata
da Fra' Bartolommeo e finita nel basso da Fra' Paolino, esistente
in Santa Maria della Quercia a Viterbo, rappresenta l'Incoro-
nazione della Vergine, la quale rassomiglia assai a quella del
Museo di Stuttgart. Tanto i documenti quanto l'esame dello
stile indicano chiaramente che questa parte superiore è di mano
di Fra' Bartolommeo, che certo fece il disegno di tutto il quadro;
onde è da supporsi che anche di tutta la Pala di Besan<jon ese-
guita in compagnia di Mariotto, Fra' Bartolommeo abbia com-
posto il disegno o lo schizzo, del quale Mariotto si sarà servito
per quella parte del dipinto ch'egli esegui interamente di sua
mano.

2 Quella di Mariotto è scomparsa, perchè il timpano, ridotto,
come abbiamo detto, in tre pezzi, fu anche barbaramente mu-
tilato: nel quadro di Fra'Bartolommeo la segnatura F* BAR-
THOLOMEVS è apocrifa, e deve certo essere stata posta sopra
l'autentica dal restauratore Viali: che ad ogni modo il di-
pinto della Cattedrale di Besanqon sia di Fra' Bartolommeo, e
rappresenti la parte maggiore di quello donato dal Carondelet,
non vi può essere dubbio alcuno.

Cosi con una ricerca veramente scrupolosa, diligen-
tissima e condotta con buon metodo il signor Castan,
nel mentre comprova coi documenti un giudizio degli
storici della pittura italiana, signori Cavalcaseli e
Crowe, fondato sull'acuta osservazione dello stile, ri-
solve puro la questione della origine e della forma che
primitivamente dovette avere la grande pala di Be-
san<jon, dimostrando con sicurezza quale parte abbiano
avuta in essa i due artisti che la eseguirono; e ciò
non è di poco momento per la storia dell'arte, ove si
pensi che la tavola di Besangon è una delle più belle
opere di Fra' Bartolommeo, e i tre pezzi del timpano
che sovrastava ad essa, ora esistenti nel museo di
; Stuttgart, possono considerarsi tra lo migliori cose di-
pinte da Mariotto Albertinelli. Il quale ricevette per
questo lavoro, che è minore d'un terzo della tavola di
Fra' Bartolommeo, una ricompensa uguale a quella avuta
dal celebre Frate, forse perchè costui non dovea tanto
far calcolo di una paga che non restava neppur nelle
sue mani, ma andava nella cassa del Convento di San
Marco; onde nel contratto con Mariotto, ch'era laico
ed aveva perciò più bisogno del denaro, Fra' Bartolom-
meo, che certo era nel dipingere più valente e quindi
più spedito del compagno, non fu alieno dal l'assumersi
la parte maggiore dell'opera colle condizioni d'un uguale
guadagno.1

Il libro del signor Castan, in cui sono in fino ripro-
dotti i preziosi documénti da lui scoperti, termina con
un' appendice, ove l'autore esamina le copie più o meno
fedeli della tavola, sparse nelle Collezioni d'Europa,

1 II signor Castan opina che Ferry Carondelet stesso abbia
potuto dare a Mariotto una ricompensa maggiore di quella
avuta da Fra' Bartolommeo, perchè quegli nello stesso tempo
in cui si eseguiva la pala, fecegli il ritratto che ora si trova
a Londra presso il Duca di Grafton, ivi attribuito a Raffaello,
ma, secondo il Castan, da giudicarsi piuttosto come opera di
Mariotto.

Io non entro nella questione relativamente all'attribuzione
di questo ritratto; faccio però osservare che il documento pub-
blicato dal P. Marchese dice soltanto cosi «1511. Da messer
« Ferrino Inghilese ducati 20 d'oro in oro contanti nelle mani
« di Fra' Bartolommeo, dipintore, p, la metà di ducati 40 dati
« fra lui e Mariotto, dipintori compagni, per arra del lavoro ha
« loro allogato a fare, come tra loro sono accordati ». « 1512,
« 29 novemb. Da Fra Bartolommeo, dipint.. a dì 29 detto, avuti
« da M. Ferri o, per la nostra parte della seconda paga della
« tavola di Fiandria, ducati 140 ». Che i patti del prezzo per la
tavola compiuta siano stati fatti da Ferry Carondelet con Ma-
riotto Albertinelli oppur con Fra' Bartolommeo, a noi poco deve
importare; la questione sta in ciò che i due artisti devono es-
sersi accomodati fra loro por la divisione della somma che ne
avrebbero ricavato, col consenso anche dei frati del Convento
di San Marco.'Fra' Bartolommeo, come abbiam detto, deve aver
fatto il disegno di tutta l'opera ed essendosi riservato di com-
piere la parte maggiore di essa, ha avuto soltanto metà della
somma. Oltre le congetture per ispiegar questo fatto, esposte
di sopra, potremo aggiungere anche quella che Mariotto, dal
disegno o dallo schizzo del compagno, abbia condotto sulle
tavole gli abbozzi d'ambedue le parti del quadro e solo abbia
mandato a compimento la parte superiore, cioè il timpano, la-
sciando a Fra' Bartolommeo di colorire l'altra parte.

Archivio storico dell'Arte. - Anno III, Fase. I-II.

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