Archivio storico dell'arte — 3.1890

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

mentre in principio, per mostrare con maggioro evi-
denza la giustezza delle sue affermazioni, dà la foto-
tipia dei tre frammenti del timpano dipinto da Mariotto,
e della replica di tutta la pala esistente presso il mar-
chese Terrier-Santans, come pure il disegno della pala
di Fra' Bartolommeo nella Cattedrale di Besan<jon.

E. A.

Eugène Muntz: Les Sources de l'Archeologie ohrétienne
dans les Bibiiothéques de Rome, de Florence et de Mi-
lan. - Rome 1888 (Estratto dai Mélanges d'Archéol. et
d'Hist. pubbl. dalla Scuola francese di Roma, t. Vili).

11 Signor Muntz ha fatto lavoro utilissimo per gli
storici dell'arte, pubblicando le sue note riguardanti le
indicazioni o le riproduzioni in disegno di monumenti
d'arte cristiana, conservate in diverse Biblioteche d'Italia.

Importanti sono in quest'opuscolo le notizie che si
riferiscono a Tiberio Alfarani, che pubblicò il piano
dell'antica Basilica di S. Pietro, e le indicazioni dei
luoghi ove si trovano le note inedite dello stesso au-
tore intorno a quella Basilica. Cosi può riuscire profit-
tevole agli studiosi di cose d'arte il conoscere ove siano
le copie del manoscritto del Mancini (vissuto tra il se-
colo xvi e il xvii) intorno al suo Viaggio per Roma
per vedere Le pitture, poiché esse possono esser fonte
di notizie preziose riguardanti la storia dei dipinti che
ancora ci è dato di ammirare; oppure servire per l'iden-
tificazione d'altri che, o fossero stati dimenticati e di-
spersi, o si trovassero con altri nomi nelle Raccolte di
quadri e nelle chiese.

Parlando della colleziono di disegni nella Biblioteca
Barberini, formata nel secondo terzo del xvii secolo per
le cure del cardinal Francesco Barberini, il dotto scrit-
tore afferma che essa sarebbe sufficiente a rinnovare
la storia dell'arte e specialmente della pittura, durante
una gran parte del medio-evo. Non credo che le basi
poste ora dalla critica per la storia dell'arte nel me-
dio-evo, ne rimarrebbero scosse; ma veramente, da
quanto apparisce dalle note del Signor Muntz, esistono
in tale collezione preziose indicazioni e disegni di mo-
numenti perduti e di altri che trovansi ancora, ma di-
spersi in frammenti, e che meriterebbero di essere
ricostruiti.

Così sono pure riportate alcune iscrizioni, che, ap-
poste a mosaici, a pitture, a sculture antiche, possono
servire per la conoscenza dell'epoca in cui furono ese-
guite le opere stesse, e talvolta anche il nome dell'au-
tore. Nel pavimento, ora rifatto, di S. Maria Maggiore, p.
es., v'erano le figure di due cavalieri con le iscrizioni Sco-
tus l'aparone — Johes Paparone fdius eius, che forse
potrebbero indicare gli ordinatori dell'opera (pag. 23,
XLVIII, fol. G). Fra i disegni tratti dalle pitture di
S. Urbano alla Caffarella, le quali, benché deperite e
ridipinte, esistono ancora, sotto a quello della Crocefis-
sione è riportata l'iscrizione, f BONIZZO FRT A XP1
MXI (pag. 31, III, 1-15), la quale, essendo stata nell'ori-

ginale già da tempo rifatta, poteva far nascere alcun
dubbio intorno alla sua autenticità. Altri disegni sono
importantissimi perchè si riferiscono allo pitture, forse
del xii o del xiii secolo, le quali ornavano la chiesa
di S. Silvestro; e molto più importanti sono anche i
disegni delle pitture o dei mosaici che si trovavano in
S. Paolo fuori le Mura, ora pur troppo o del tutto di-
strutti o rifatti nella barbara ricostruzione della Basi-
lica (pag. 29 e segg.). Fra i monumenti che esistevano
nell'antica Basilica di S. Pietro, de' quali ora sono con-
servati in parte i frammenti nelle grotte vaticane, tro-
vasi pur disegnata la tomba di Papa Paolo II eseguita da
Mino e dal Dalmata (v. pag. 31); se non che questo
disegno, a cui il Signor Muntz pare che dia un certo
valore, non è che una copia di quello esistente nella
raccolta del Grimaldi. E forse meno noto agli studiosi
l'insieme del ciborio del Santo ferro della lancia, fatto
innalzare da Innocenzo Vili (pag. 33).

Il eh.0 autore dà poi nel suo libro la tavola del
manoscritto nel quale Giacomo Grimaldi ha riassunto
i suoi principali lavori, gli Instrumenta autentica tran-
slationum sanctorum corporum, conservata nella Biblio-
teca Barberini, n. XXXIV, 50. Con la pubblicazione
di questa tavola, che può servire quasi d'appendice al-
l'altro notevole scritto del Miintz col titolo di Ricerche
intorno ai lavori archeologici di Giacomo Grimaldi,
(Firenze 1881), sarà facile ormai, come dice giustamente il
dotto scrittore, di mettere a contribuzione della storia
dell'arte tanti documenti ancora troppo inesplorati.

Il libro del Signor Muntz, sebbene non sia che una
raccolta delle note ch'egli andò man mano raccogliendo
nel corso de' suoi studi, nelle principali biblioteche
d'Italia, e sebbene apparisca alquanto povero di quelle
indicazioni che il eh.0 autore avrebbe certo potuto ag-
giungere per far conoscere quali siano tra quelli di-
segnati i monumenti ancora esistenti ; o di quelle descri-
zioni che avrebbero servito ad identificarli, oppure a
ricostruirli coi frammenti che ancora sappiamo esser
dispersi in varie località, è pur sempre utilissimo agli
studiosi dell'arte ed agevola loro quelle ricerche per le
quali occorrerebbero altrimenti gran perdita di tempo
e molta pazienza; onde noi dobbiamo esser grati al
ch.° autore.

Due fototipie sono aggiunte alla fine del libro; una
di un disegno rappresentante Mattia Corvino quale si
trovava dipinto in una casa a mano manca all'entrata
della strada del Pellegrino, della qual pittura fa menzione
il Giovio; l'altra d'un disegno rappresentante la casa
creduta del Petrarca a Valchiusa. Ambedue i disegni
stanno nella raccolta Barberini.

N. Baldoria

Émile Mounier. Venise, ses arts décoratifs, ses musées

et ses collections. Paris, Libraire de Y Art, 1880.

L'autore di questo libro è già favorevolmente noto
come uno studioso appassionato dell'arte italiana; al-
cune sue opere accurate ed insieme originali, quale ad
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