Archivio storico dell'arte — 3.1890

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MISCELLANEA

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« La protoction et la sauvegardo des monumonts,
ou plus génóralement des oeuvres d'art, intéressant los
souvcnirs et l'histoire de toutes les nations civilisées,
s'imposent à la pensée de quiconque connait, aime,
respecte les traditions ou les gloires de sa patrie. De-
pili* longtemps ces préoccupations, coramunes à tous
les esprits réflóchis, se sont traduits eu réglenient,
d'administration et mème en articles do lois.

« Pénótrés d'une mème pensée, nous voulons pro-
voquer un courant sympathique, une ligue internatio-
nale, qui puisse constituer, mème au milieu des vio-
lences de la guerre, une défense efficace du patrimoine
léguó par le passe à toutes les générations présentes. »

Durante la discussione ne'la Va seduta, M. Ravais-
son, prendendo pretesto da una visita fatta il giorno
innanzi allo studio dolio scultore Jolly, il (piale, sotto la
direzione dell'architetto Chipiez, ha ricostituito un mo-
dello del Partenone, parlò molto giustamente intorno
ai restauri dei monumenti.

Egli disse che vorrebbe che si moltiplicassero queste
restituzioni dei monumenti, ma che si restasse lontani
dall'eseguirle sui monumenti medesimi, avendo esse
per risultato di togliere il loro carattere agli originali.
Conviene tener su i monumenti, impedire che non si
degradino, ma non ricostituirli, non levarvi sotto il
pretesto dell'unità di stilo, ciò che ogni epoca vi ha
lasciato, non sfigurarli in una parola. Per ottenere
questo risultato, è necessario istruire il pubblico, render
generale il gusto del disegno secondo un metodo, dando
cioè fin dal principio i più bei pezzi come modelli.

Ottimi criterii che noi abbiamo sempre propugnato
e che sappiamo essere in massima adottati anche dalla
Direzione Generale delle Belle Arti nel nostro paese ;
ma che pur troppo non hanno sempre, anche adesso,
una severa applicazione, poi fatto che non vogliono an-
cora intenderlo molti, ai quali spetterebbe maggior-
mente di esserne convinti.

Il primo congresso di Parigi, a cui presero parte
molte fra le maggiori notabilità in fatto d'arte, di tutti
i paesi, espresse i voti seguenti :

I. Che i poteri dei comitati nazionali ed interna-
zionali che hanno servito ad organizzare il congresso
del 188D, siano perpetuati, fondendo questi comitati con
quelli nazionali ed internazionali d'amici dei monumenti.
In tal caso il periodico L'Arni des monuments, conti-
nuando ad esser l'organo dei comitati nazionali ed in-
ternazionali dei monumenti, servirà di legame connine
fra gli artisti, i dotti e gli amatori d'ogni paese.

II. Che ogniqualvolta convenga por le mani ad un
monumento, sia d' architettura, sia di scultura, sia di
pittura, l'autore del restauro assistito da una commis-
sione composta d'archeologi, pittori, scultori, architetti
e persone dell'arte, rediga un processo verbale, rife-
rendo coi più minuti particolari lo stato del monumento
prima e dopo il restauro. 1 Sarebbe anche desiderabile

1 In Italia sono state stabilite a tal uopo in ogni provincia

che a questo documento fossero unite le fotografie rap-
presentanti il monumento nello sue differenti condizioni
e che un doppio esemplare ne fosse depositato negli
archivi pubblici.

III. Che siano indirizzato istruzioni speciali agli
agenti delle contribuzioni dirette, perchè, nello stabi-
lire i ruoli della tassa alle porte ed alle finestre, sia
fatta un i benevola applicazione dello regole fiscali alle
finestre costituite di più vani degli antichi edifizi, in
modo che i proprietari di essi non abbiano interesse
di sopprimere i vani delle dette finestre per pagare una
contribuzione meno alta. 2

IV. Che in caso di demolizione per espropriazione
od altra causa, l'amministrazione competente prenda
l'iniziativa di far eseguire e depositare nelle collezioni
pubbliche, disegni, e in caso di bisogno, calchi, foto-
grafie ecc., per conservare il ricordo d'ogni edilizio od
opera d'arte, pubblica o privata, che possa presentare
un interesse artistico od archeologico. 3

V. Che siano presi alcuni provvedimenti perchè le
rovine delle Arene di Parigi ed i musei costituiti nella
loro cinta possano esser visitati dal numeroso pubblico
accorso in Parigi per l'Esposizione nazionale.

VI. Che, dovendosi considerare i monumenti d'arie
come appartenenti alla intera umanità, i differenti Go-
verni designino alcuni rappresentanti, incaricati di ri-
cercare e d'indicare i monumenti d'ogni paese, dei
quali dovrebbe essere assicurata la conservazione in
tempo di guerra per mezzo d'una convenzione interna-
zionale.

VII. a) Che le Commissioni dei monumenti storici
nei diversi paesi siano composte, indipendentemente
dagli uomini dell'arte, d'archeologi e d'eruditi;

b) Che l'artista incaricato dell'esecuzione non
possa far parte della Commissione che a titolo consul-
tativo. 4

Vili. Che i termini del decreto del 20 marzo 185^,
i quali prescrivono la raschiatura delle facciate in pietra
delle case in Parigi, siano modificati nei termini se-

le commissioni esaminatrici dei monumenti, ed in ogni città l'Ispet-
tore dei monumenti, che devono riferire al Ministero intorno ai
bisogni di ciascun monumento od oggetto d'arte, ed invigilar^
ai lavori di riparazione, che soni» condotti dopo una preventiva
perizia approvata dalla Direzione generale delle Belle Arti.

2 Questo voto fu formulato in seguito alla comunicazione
del signor Ilorsin Déon, Qhe cioè, in causa di alcune misure li-
scali per le quali si fa pagare il quadruplo della tassa, stabilita
in Francia per le porte e le fenestre, su ciascuna fenestra a
quattro vani, i proprietari, come avvenne ad Orléans ed a Fo-
iosa, potrebbero distruggere i regoli e le trasverse delle fenestre
stesse, per ridurle ad un vano solo.

3 A Napoli, nelle recenti demolizioni per lo sventramento, il
Municipio non fece pur troppo nulla di tutto questo, mentre v e-
rano interi edilizi con decorazioni pregevoli, specialmente delle
epoche degli Angioini e degli Aragonesi, de' quali era necessario,
per la storia e por l'arte, di conservare almeno il ricordo. Si
andò più cauti nelle demolizioni del Mercato Vecchio a !• irenze.

4 Tutto ciò. è stato da parecchio tempo stabilito in Italia, e

vi c

continua a funzionare regolarmente.

Archivio storico dell'Arte. - Anno III. Fase. I-II.

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