Archivio storico dell'arte — 3.1890

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

E fin qui non vi è nulla di esagerato. Ma nel 1882,
alla vendita Leroy, tenutasi il 13 maggio, il quadro fu
nell'incanto spinto fino a 15000 franchi. E adesso è stato
rivenduto per il medesimo prezzo, salvo un piccolo
aumento per diritti d'incanto. Così nel giro di solo un
terzo di secolo questa pittura ha veduto accrescersi
trentadue volte il prezzo suo originale.

La collezione Poutan-Huguet, in gran parte legata
al Louvre, è andata in vendita per il resto, specialmente
per ciò che si riferisce a studi e schizzi di artisti degli
ultimi tempi dell'Impero, dell'epoca della Restaurazione
e del regno di Luigi Filippo. Nella prima vacazione
ha riportato il maggior prezzo (fr: 8000) un lavoro di
Géricault, Ufficiali di Cacciatori della Guardia, cui ha
tenuto dietro immediatamente ("fr. 4900) una composi-
zione di Ingres, Bagnanti nell'interno di un harem.

Un pastello di Nattier, rappresentante sua figlia, è
stato venduto 10100 franchi; e una stampa di Janinet,
rappresentante l'infelicissima Maria Antonietta d'Austria,
regina di Francia e di Navarra, ha raggiunto il prezzo
di 1100 franchi.

A Vienna poi è andata venduta una preziosa colle-
zione di ritratti in miniatura, già spettante al signor
Adolfo Kohn, e ne sono stati ricavati ben 20000 fiorini.
Il ritratto pagato più di tutti gli altri (410 fior.) è stato
quello della celebre Théroigne de' Méricourt, eseguito
da C. Dubois.

A Berlino si è venduta la galleria Reimann; e i
principali prezzi ritrattine sono stati i seguenti: Vaufier,
Una visita alla fattoressa, marchi 9600: Lier, Strada
maestra in autunno, tempo piovoso, m. 7200: Kòrner
Le statue di Meninone al levarsi del sole, m. 7010.

— Nella precedente mia cronaca narrai di vari gene-
rosi doni artistici fatti da diverse signore a collezioni
nostrane e forestiere. Al novero di tali donatrici deve
ora aggiungersi la signora baronessa de Witte, moglie
di un distinto archeologo d'Anversa, la quale ha donato
al Louvre una collezione pregevole di vasi greci, messa
assieme con grande studio e discernimento dal suo de-
funto marito: non che la signora Duboys-Désaugiers,
clic gli ha regalato un prezioso ritratto del celebre
letterato, suo parente, Désaugiers, morto nel 1827. Altri
doni pure non meno rilevanti sono stati fatti a quel
museo in questi giorni, tra i quali tengono posto pri-
mario due tele di 11. Fleury padre, rappresentanti Cri-
stoforo Colombo, reduce dell' America, ricevuto dai
Reali di Spagna,, e Galileo davanti al S. Uffizio, rega-
late dal conte Pillet-Will.

— A Francoforte sul Meno, in mezzo a una rac-
colta di quadri, è stata trovata dal sig. dott. Enry
Thode una tela, finora ignota, del Correggio, rappre-
sentante la Madonna col bambino Gesù e con san Gio-
vanni. Questo dipinto porta la data del 1517; appar-
tiene quindi ai primi anni della carriera artistica dell'im-
mortale pittore. Il quadro ora scoperto è sembrato sì
preziosa cosa, che il dott. Thode ha creduto opportuno
farne regalo, in occasione del Natale, alla città di Fran-

coforte, nella cui galleria prenderà il posto che gli
compete.

— L'autore del monumento a Beethoven eretto a
New-York, scultore Enrico Baerer, ha ricevuto com-
missione di eseguire per la stessa città un monumento
grandioso a Goethe. Parte principale ne sarà la statua
colossale del sommo poeta tedesco. I quattro lati del
piedistallo dovranno essere ornati delle figure più no-
tevoli dei suoi componimenti, cioè dei quattro gruppi di
Faust e Margherita, Ermanno e Dorotea, Ifigenia e
Oreste, il Suonatore d'arpa e Mignon. La spesa occor-
rente per questo importante lavoro si calcola non infe-
riore alle 165 mila lire.

— E noto che la Banca Nazionale sta erigendo,
nella via omonima, qui in Roma, uno splendido palazzo
che dovrà servire di residenza alla sua Amministrazione,
palazzo disegnato dall'architetto Kocli, il quale ne dirige
pure la costruzione. L'esimio artista nel suo progetto
ha compresi due gruppi in statuaria che dovranno col-
locarsi sull'attico del grande edilìzio e dovranno rap-
presentare la Finanza, la Legge e l'Economia, uno, e
l'altro l'Agricoltura, l'Industria e il Commercio. Volendo
provvedere fin d'ora alla esecuzione di questi lavori,
la Direzione Generale della Banca bandì un concorso,
al quale presero parte ben 40 artisti. La Commissione
giudicatrice, composta dell'architetto del palazzo e degli
scultori Monteverde e Ferrari, fece tra tutti i concor-
renti una prima scelta di sei fra i progetti migliori, che
poi si ridussero a cinque, essendosi uno degli artisti
prescelti ritirato dalla gara.

Esaminati ora i bozzetti dei cinque concorrenti, la
Commissione giudicatrice ha proclamato vincitore del
concorso, per ambedue i gruppi, il cav. Nicola Canta-
lamessa Papotti, dell'Accademia di S. Luca. E stato
questo un vero trionfo per l'egregio artista, che ha
riportato la palma in tutti e due i lavori proposti. Lo
che del resto non ha meravigliato alcuno, conoscendosi
il suo valore, del (piale tante prove ha saputo dare in
patria e fuori. Basterà ricordare che per ben due volte
egli è rimasto compreso fra i due primi concorrenti per
la statua equestre di Vittorio Emanuele in Campidoglio.

I due gruppi che egli eseguirà per la Banca avranno
proporzioni colossali, quali richiede il monumentale edi-
fizio cui sono destinati. Avranno otto metri d'altezza
per cinque di larghezza, e saranno scolpiti in traver-
tino, nella stessa pietra cioè della quale sarà tutta ri-
vestita la fronte principale del vasto palazzo.

— E noto che in Vaticano si stanno rimettendo in
ordine, per comando del Papa, le sale dell'appartamento
Borgia. In questa occasione si era sparsa la voce nel
pubblico che sarebbero stati ritoccati i celebri affreschi
che decorano quelle sale, e ciò per opera del prof. Seitz,
ispettore delle pitture dei Palazzi Apostolici. Questa
notizia aveva prodotto una certa impressione in tutti
coloro che hanno a cuore i capolavori artistici dei nostri
maestri, tanto che il Vaticano ha creduto bene far di-
chiarare, per mezzo della sua stampa, che gli affreschi
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