Archivio storico dell'arte — 3.1890

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FRANCESCO G. CAYAZZA

L'edificio di maniera tedesca è di architettura assai pregevole; la facciata incomincia con un
muro a scarpa che ergesi per circa cinque metri; elevasi di poi il muro verticalmente por altro
poco fino ad una cornice su cui basano gli ornati delle otto grandi finestre del primo piano. Esse
finestre sono di forma archiacuta, snelle ed eleganti, ornate tutt'attorno di formelle di terra cotta
a figure geometriche combinate, di finissimo lavoro. L'una finestra si apre sì daccanto all'altra da
non lasciare spazio veruno fra ornato e ornato, ciò che rende assai elegante l'intera facciata.
Un esempio di così ricca e graziosa ornamentazione delle finestre trovasi ancora nell'edificio della
Mercanzia, o Fóro dei Mercanti, se non che in tale edificio anche il vano delle finestre è chiuso
da trafori e colonnette di marmo. Che siano state di tal guisa ornate in quel tempo anche le
grandi finestre del Palazzo Comunale? Non so che mai siasi trovato indizio alcuno per poterlo
con verosimiglianza asserire, nè mi consta che esistano dati che escludano nell'architetto l'inten-
zione di porvi i trafori di marmo.

PALAZZO DEGLI ANZIANI (1425)

(finestre di mastro Fioravante)

Altre otto finestre assai più piccole apronsi nel piano superiore di forma piuttosto quadrata e
ad arco scemo. Al disopra di tali finestre si protende un ballatoio costruito in lastre di macigno
poggianti sopra moltissime mensole pure di macigno; una merlatura chiusa corona finalmente l'e-
dificio.

Rispetto alla porta principale è da credersi che fin da quando i due Palazzi furono insieme
riuniti si aprisse nel luogo stesso che ora, e cioè, dove prima passava la via Cavallara; con certezza poi
può affermarsi non rimossa dopo le costruzioni del Ì425.

Quando il card. Grimoardi fortificò l'intero Palazzo sappiamo che all'entrata principale fu posto
un ponte levatoio; ma qual forma diedesi alla porta, e come fu ornata nella ricostruita facciata
del 1425? Non ne rimangono traccie nè ricordi dopo che sotto il pontificato di Giulio III ne fu
cangiata affatto la forma; soltanto ci è rimasto ricordo che nel 1508 alla porta fu posta una
saracinesca di legno foderata in ferro per maggiore difesa del Palazzo, e che sopra la porta
sporgeva una ringhiera sulla quale nel 1506 fu collocata una statua di stucco di Giulio II in-
franta poi nel 1511 in occasione del ritorno di Annibale Bentivoglio. L'ornato della porta ancora
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