Archivio storico dell'arte — 3.1890

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GUSTAVO KKIZZOM

sul le^no, come che un po'oscurata in alcune parti, è sempre una cosa preziosa <li codesto arguto
interprete della vita popolare olandese.

Vi è trattato l'episodio, assai gradito fra i suoi contemporanei, della lesta infantile ri-
corrente il giorno dell' Epifania, dove uno dei figliuoli della famiglia viene proclamato re e rive-
stito in conseguenza di tutte le puerili insegne del suo grado, corona, scettro, collane e simili. La
serietà non esente d'infantile esitanza che apparisce nel viso della festeggiata, i sogghigni e i gesti
oltremodo pittoreschi dei famigliari che la circondano e Tacco.intagliano conferiscono all'insieme
un'attrattiva tutta propria della vita popolare di quel tempo e di quel paese, quale veniva colta
da quegli egregi artisti, animati a m >do loro del più lino e penetrante spirito di osservazione. Che
Jan Steen del resto fosse pittore molto ineguale nella maniera di trattare i suoi quadri è cosa ben
nota e che sembra giustificare l'asserzione del brioso conoscitore, noto col pseudonimo di W. Burger,
il quale, tenuto conto dei prezzi ch'ebbero a verificarsi nel commercio artistico, assevera che vi
sono degli Steen che valgono 500 franchi ed altri che ne valgono sino a 50 mila. 1 A quello che
ho indicato qui crederei non dovesse essere negato per lo meno un valore medio fra gli estremi
accennati.

Altro Olandese dalla tinta locale mirabilmente espressa si è un paesaggio rischiarato dal
lume della luna, mezzo nascosta fra le nubi, che manda un incerto chiarore sopra un luogo
dove il suolo ò intercalato da uno stagno. E legittimato dalle iniziali del pittore, un A allacciato
con un V ed un N (Arturo Van der Neer) che pare abbia trattato con predilezione simili soggetti
di paesi con effetti di luce notturna, poiché accade spesso d'incontrarlo nelle raccolte in quadri
si (latti.

Ingegno più vasto e più svariato si è il celebrato Giacomo Ruijsdael, pure segnato delle pre-
giate iniziali nell'esemplare Galliera. L'Olanda colle sue spiaggie marine, coi suoi canali, i molini
a vento, le sue praterie, come si sa, è stata illustrata frequenti volte da codesto serio e profondo
artista. L'intonazione grigia che egli suole ricercare nei suoi paesaggi, che dal cielo eminentemente
nordico si comunica alle sottoposte campagne, trova la più perfetta corrispondenza nella natura
di quelle contrade, le quali tanto si prestano allo studio dell'artista. Quello che ci sta davanti è
egregiamente conservato nelle sue tinte più chiare del solito e ci offre una veduta sopra un
terreno ondulato, la quale senza aver alcun che di straordinario risolve pure un bellissimo problema
nell'alternativa delle luci e dell'ombre.

A questa serie di Olandesi si unisce in (ine uno dei più reputati fiamminghi contemporanei,
maestro, anch'esso nel ritrarre le scene della vita popolare, vale a dire Davide Teniers, il giovane,
del quale è un quadro a piccole figure rappresentanti una compagnia di spensierati giuocatori.
Segnato a piene lettere, colla consueta nitidezza, del nome dell'autore.

— Nella grande sala centrale, che secondo lo stile dei palazzi genovesi forma il punto culmi-
nante dei signorili appartamenti, l'occhio dell'osservatore non tarda a fermarsi sopra un dipinto,
che si può noverare senza meno fra i capolavori dell'arte fiamminga. E la splendida composi-
zione di Pietro Paolo Rubens che ha per soggetto Marte e Venere con Amore, fortunatamente
ritornato in quel palazzo dal quale parecchi anni or sono era stato tolto per ornare la dimora
parigin i. La pittura condotta sull'asse ha conservata tutta la freschezza e la lucentezza originaria.
Il soggetto, per quanto tolto dal mondo classico, è trattato in modo da rammentare tutt'altro che
i modelli classici; è un pretesto piii che altro per rappresentare una coppia amorosa con tutta
quella esuberanza di vita eminentemente umana e diremo pure eminentemente fiamminga nella
(piale il Rubens trasfonde tutto se stesso in modo non mai superato da alcuno. 2 A dare viemag-
giore rilievo alle tre figure principali egli le fa precedere da una gaia figura di un sogghignante
Satiro e seguire da una tetra Megera che pare debba personificare l'Invidia. Il tutto con una

' Vedi W. Burger. Musées de la Hollande — Am-
sterdam et la Haye etudes sur l'école hollandaise —
Paris 1858, pag. 112.

~ Nella nota dei quadri lasciati dalla compianta
Duchessa, trasmessami gentilmente dal Conirn. G. Isola,

Direttore dei Musei Municipali di Genova, il soggetto
è qualificato come «Amore e vino; ritratti dell'autore
e consorte »; circostanza quest'ultima da non potersi
confermare confrontandoli coi veri ritratti di essi nella
Pinacoteca di Monaco e altrove.
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