Archivio storico dell'arte — 3.1890

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ALFREDO RICCI

Io mi guarderei bone dal consigliare una pittura rimpicciolita, e credo che i danni sarebbero
iu tal caso anche maggiori. Ma quasi per uno stesso concetto, penso che il pittore debba lasciare
al fotografo la manìa degli ingrandimenti.

•K
*• •*

Ed eccoci tra i lavori del nostro caro estinto.

« Per correr miglior acqua alza le velo
ornai la navicella del mio ingegno ».

Alfredo Ricci, come ho detto, espose per la prima volta un suo dipinto alla mostra di Torino,
nell'ottantaquattro. Ala l'indole sua pittorica si rivelò qual'era, d'un tratto, l'anno appresso, alla
prima esposizioncina della società « In arte libertas ». Un signore romano, buon conoscitore di pittura,
il Giorgi, aprì allora il suo studio in via S. Niccolò da Tolentino a un gruppo d'artisti che, disgu-
stati delle annuali e isterilite esposizioni della Società degli amatori e cultori di Belle Arti, mo-
stravano di voler far da sè quant'era possibile.

E fu una meraviglia. Non scorderò mai i quadri di Mario De Maria, uno sovra tutti, un tavo-
lato d'osteria suburbana al chiaro di luna. Come si disse di lord Byron che, andatosene a letto
ignoto, si svegliò celebre al domani, così può dirsi, nelle debite proporzioni, di questo bizzarro
pittore. Subito l'indole notturna della sua pittura gli diede nome, e non soltanto in Roma, poiché presto
i suoi quadri lunari ebbero favore all'estero, singolarmente in Germania. Ma io non debbo parlare
di Mario De Maria, se non quanto basti a dare un'idea dell' ambiente e del momento in cui sorse
Alfredo nostro.

Nella seconda saletta dello studio Giorgi vedemmo dunque una piccola tela e un acquerello
piuttosto grande : Mezza figura di donna, da, ima poesia del Tennyson, e Musica sacra. Erano
del Ricci, chi1 aveva allora diciannove o vent'anni. Riosservando adesso nell'attuale esposizione quei
due lavori, e ripensando all'età dell'autore, quando li dipinse, io mi sento compreso di stupore
prima, poi di sgomento e disperazione. Poiché, la carità degli amici, la parola dei critici e l'am-
mirazione e il rimpianto, tutto è inutile, è inutile: Alfredo non è più. Fissando la mente su questo
pensiero pare di trovarsi a fronte d'un'ineffabile crudelissima ingiustizia, e appena risalendo con
uno sforzo alla considerazione della vita intera piuttosto che d'una sola vita, possiamo chinare il
capo e rassegnarci.

In quei due primi lavori il temperamento originale dell' artista era scritto con singolare evi-
denza. Da quel tempo il Ricci progredì sempre; laborioso, rapido, fecondo, quasi direi febbrile, dai
venti ai venticinque anni egli ascese, senza indugiarsi un istante. Ma fin da quel giorno,
che mi pare così lontano, la sua via era segnata.

Tenterò mostrare qual fosse.

Dovunque e sempre la pittura del Ricci ebbe un carattere di gentilezza. Si badi che io dico
ora carattere, non pregio; e intendo perciò parlare di qualcosa che si lasci scorgere nelle opere
meno fra loro rassomigliantisi, e indipendentemente dalle qualità di esse. Il temperamento pittorico
del Ricci era gentile; ma questo non significa punto ch'ei scegliesse temi gentili o si proponesse
di cavare effetti gentili da qualunque materia si offrisse al suo pennello. Per questo nelle sue mi-
gliori pitture noi vediamo una rara severità di disegno, e una semplicità di colore che testimonia
della sua crescente spontaneità nel dipingere.

Per lui la visione pittorica fioriva. Ma lungi dall' abbandonarsi alla facile industria d' un' ele-
ganza superficiale che si ottiene adoperando le tinte più pulite, egli penetrava sempre meglio nella
verità; e se l'effetto risultava gentile, ciò accadeva senz'alcuno svantaggio della sincerità. Il periodo,
lo vedo, mi si attorciglia baroccamente nello sforzo; pure non abbandono la lusinga che il lettore
mi comprenda. Io desidero stabilire la diversità grande che passa fra la pittura del Ricci e quella
di coloro i quali, pur d'ottenere una tavolozza florida, falsano l'interpretazione delle carni, dei fondi,
degli accessoria Nè intendo asserire che Alfredo sia arrivato di primo lancio ari esprimere l'intima
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