Archivio storico dell'arte — 3.1890

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

xvii e sulle importazioni che si fecero di maioliche dalle
diverse città italiane a quel luogo, da Firenze, Pesaro,
Venezia, Ferrara, Faenza, Urbino, Lodi ecc. Poi dà qualche
utile documento sulla fonderia in Mantova nei secoli xv
e xvi e sui fonditori forestieri residenti in quella città.
Infine si trattenne sulla scultura in Mantova. I docu-
menti non sono tutti inediti, né tutti veramente impor-
tanti; ma tuttavia siamo grati all'A., che con maggior
cura del solito, ci fornì notizie e spogli desunti dal-
l'Archivio dei Gonzaga. E poiché sembra che delle
osservazioni altra volta
rivoltegli egli abbia trat-
to prò, gli raccomandia-
mo di lasciare certe pre-
fazioni generali, da en-
ciclopedie, ai capitoli dei
suoi lavori ; e di citare
con tutta esattezza le
fonti bibliografiche di
cui si serve.

O. M.

Eugène Muntz. — Les
archives des arts, re-

cueil de documents
inédits ou jieu con-
nus. Première sèrie.
Paris, Librairie de
l'Art, 1890.

di due cappelle nel Palazzo Apostolico; la maggior
parte di questi artisti ci sono sconosciuti. Vi troviamo
però i nomi del Giottino, di Giovanni da Milano, di
Giovanni e di Angelo Gaddi. Apprendiamo quindi l'e-
poca precisa del soggiorno del Giottino in Roma, cioè
il 1369, e un fatto di cui non troviamo menzione nel
Vasari, che egli prese anche parte ai lavori di decora-
zione nel Vaticano. L'onorario ch'egli riceveva era di
dodici fiorini d'oro al mese, quindi circa ventiquattro
soldi al giorno; egual paga aveva Giovanni Gaddi, e

si può perciò ritenere
che insieme col Giottino
dirigesse i lavori; Gio-
vanni da Milano ed An-

In questo nuovo vo-
lume il fecondo scrittore
ha raccolto una quantità
di documenti artistici,
parte inediti, parte poco
conosciuti o rari, prove-
nienti dalla Francia, dal-
l'Italia, dall'Inghilterra e
dalla Germania. I docu-
menti, meno gli ultimi
sette (né si capisce il
perchè), sono ordinati
cronologicamente ; ed
era questo forse l'unico

ordine possibile in una raccolta così svariata, a meno
che l'autore non avesse preferito aggruppare i docu-
menti secondo le varie nazioni alle quali si riferiscono.

Per i lettori dell' Archivio non sarà senza interesse
un breve riassunto dei più importanti fra i documenti
che trattano di artisti italiani. Primo fra essi è l'estratto
già noto e pubblicato dal Cavalcaselle, di un registro di
spese fatte sotto Urbano V, che l'A. ci dice conservato nel-
l'Archivio romano, cioè nell'Archivio di Stato in Roma.
Veramente il registro ha il titolo: Eaepensae prò fabrica
paiatii Avinionensis, 1369; ma invece vi si trov.ino notati
i lavori eseguiti in Roma e nei dintorni. L'estratto re-
gistra le spese fatte da quel papa per il Vaticano, e
vi sono nominati venti pittori occupati alla decorazione

MINO DA FIESOLE, BUSTO DI DONNA

(Museo Nazionale a Firenze)

gelo Gaddi avevano cia-
scuno dodici soldi al
giorno.

Non priva d'interesse
è la comunicazione del-
l'A. intorno ad una co-
pia del trattato De per-
spectiva pingendi di Pie-
ro della Francesca, da
lui trovata nella Biblio-
teca Nazionale di Parigi;
è un manoscritto in folio,
cartaceo, del secolo xvi
e consta di 82 fogli. Im-
portanti sono i disegni,
i quali, a quanto asse-
risce l'A., riproducono
abbastanza fedelmente
quelli originali di Piero
della Francesca. Un altro
esemplare dello stesso
trattato fu recentemente
rinvenuto dal signor Ra-
vaisson nella biblioteca
di Bordeaux.

Intorno slVAnnuncia-
zione di Bernardo Ros-
sellino nella chiesa della
Misericordia in Empoli,
apprendiamo da un documento di cui l'A. non ci indica con
precisione la provenienza, che il 2 agosto 1447 la confra-
ternita della Misericordia commise all'artista le statue
della Vergine e dell'Angelo in marmo bianco, con fregi
dorati, dell'altezza di due braccia; lo scultore chiese
quattro mesi di tempo per compiere le statue, le quali
furono poi collocate e giudicate « belle e ben fatte e
proportionate » da Lorenzo Ghiberti; dopo di che la
compagnia sborsò all'artista, probabilmente a conto,
trentasei fiorini d'oro.

Termineremo eoll'accennare a tre lettere esistenti
nella collezione d'autografi del comm. Santarelli. Tutte
e tre sono indirizzate a Margherita d'Austria, duchessa
di Parma; una è di Tiziano (Venezia, 15 giugno 1567),
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