Archivio storico dell'arte — 3.1890

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

Francesco Hayez. — Le mie memorie (pubblicate dal

Comitato per onoranze a F. Hayez). Milano, 1890.

L'illustre pittore veneziano che fu chiamato il primo
e l'ultimo della scuola romantica, l'infaticabile lavora-
tore cui il Dall'Ongaro diede il poetico epiteto di « Bria-
reo dalle cento braccia », l'amoroso e venerato profes-
sore dell'Accademia di belle arti in Milano, che per mezzo
secolo dedicò all'insegnamento tutte le forze del suo in-
gegno, ha ora il suo monumento, opera pregevole dello
scultore Barzaghi, sulla piazzetta di Brera. Nel giorno
dell'inaugurazione del monumento il Comitato per ono-
ranze a Francesco Hayez ha pubblicato con gentile pen-
siero, raccolte in un grosso volume di splendida edi-
zione, le memorie dell'artista.

Le memorie che lo Hayez cominciò a dettare nel-
l'anno 1869, vanno dall'anno della sua nascita, il 1791,
fino al 1838; esse sono piene di semplicità e di
spontaneità, e, anche se non vi fossero le numerose
testimonianze di quanti lo conobbero, basterebbero
esse sole a mostrare il suo animo onesto e sincero,
innamorato dell'arte sua. Senonchò il pubblicare le
memorie del pittore soltanto fino all'anno 1838 non
bastava ad illustrare completamente la sua figura; e
perciò con lodevole idea il Dott. Giulio Carotti, segre-
tario dell'Accademia di Brera, il quale per incarico ri-
cevuto dal Comitato curò la pubblicazione del volume,
ha diligentemente raccolto nella seconda parte del me-
desimo ben 217 documenti che consistono in attestati,
diplomi, contratti, lettere dirette al pittore, fra le quali
importanti e numerose quelle del Cicognara, poesie de-
dicategli, un elenco di oggetti ed uno di libri da lui
donati all'Accademia, infine una quantità di autografi
di lui stesso; a questa raccolta di documenti (a propo-
sito della quale non possiamo fare a meno di notare
che l'egregio compilatore di essa fu dalla venerazione
per lo Hayez portato fino all'esagerazione, come quando
riproduce anche tre o quattro parole d'augurio o di
complimento scritte dal maestro su una carta da visita
e che non hanno proprio alcuna importanza), fa seguito
un elenco di sue opere.

Accompagnano il volume ventisette tavole in foto-
tipia, fra le quali due ritratti dello Hayez, uno eseguito
da Ernesta Bisi nel 1822, l'altro da Fed. Amerling
nel 1836, ed altri due di sua propria mano, uno
del 1881, il secondo lasciato allo stato di abbozzo; le
altre tavole riproducono abbozzi, disegni, studii, e l'ul-
tima il monumento innalzatogli. In conclusione, meno
qualche menda proveniente da soverchio zelo, è una
stupenda pubblicazione, degna dell'omaggio che s'è vo-
luto rendere al valoroso maestro.

C.

Dr. Wolfgang von Oettingen. — Uber das Leben unti
die Werke des Antonio Averulino genannt Filarete.

Leipzig, Seemann 1889, in-8 di 68 pp.

Questo Saggio — come l'autore lo dichiara nel proe-
mio — trae la sua origine da studi intrapresi collo
scopo di preparar un'edizione del noto « Trattato del-
l'Architettura » di Filarete, finora non mai stampato.
Doveva servire d'introduzione all'edizione accennata,
riunendo tutte le notizie relative alla vita e all'attività
artistica dell'architetto fiorentino ; ma avendo questo
lavoro nella sua estensione oltrepassato i limiti concessi
a una introduzione, l'autore si risolvette di pubblicarlo
separatamente, mentrechè l'edizione del « Trattato »,
corredata dalle sole note riferentisi al testo, uscirà fra
poco nella raccolta viennese di « fonti per la storia
dell'arte » (Quellenschriften fùr Kunstgeschichte).

L'autore ha raccolto con molta cura ed esattezza
tutto quanto esiste in fonti originali e derivate sul suo
eroe. Non è riuscito, è vero, a far scoperte nuove in
quanto alla vita o alle opere di lui, ma ha messo in
ordine il materiale e su esso ha ricostruito la sua bio-
grafia ; lavoro che ci mancava fin adesso, le notizie
contenute nelle vite del Vasari essendo molto difettose,
scorrette e incomplete. Pertanto, anche dopo il lavoro
dell'Oettingen resta molto da chiarire nella storia della
vita del Filarete, specialmente degli ultimi suoi anni,
dopoché, nel 1465 o 1466, lasciò Milano; e speriamo,
che una fortunata scoperta fra i tesori di qualche ar-
chivio, — come quella fatta di recente dal Milanesi, che
ci svelò il maestro come autore del monumento del
cardinale. Chiaves in S. Giovanni in Laterano—faccia un
po' più di luce su questo periodo della sua vita. Il pe-
riodo precedente, quello precisamente della sua attività
in Milano dal 1451 al 1465, vien adesso chiarito piena-
mente dal nostro autore, che per il suo lavoro ebbe a
giovarsi delle recenti pubblicazioni di Pietro Canetta
sull'Ospedale Maggiore e di Luca Beltrami sul Castello
di Milano. La descrizione particolareggiata dei lavori
milanesi di Filarete, non mai prima tentata o intrapresa
così minutamente, forma una delle parti più pregevoli
del presente Saggio. Si estende con egual studio e at-
tenzione alle indagini che riguardano le notizie biogra-
fiche degli artisti che operarono con lui, e alla parte
che ebbero nei lavori eseguiti, — le ultime tanto più
meritevoli, poiché era d'uopo di attingerle a fonti poco
o diffìcilmente intelligibili. Il giudizio poi che l'autore
porta sul lato tecnico ed estetico dei progetti e lavori
di Filarete, ce lo svela conoscitore saldo e versato nel-
l'architettura del Rinascimento e ci fa sperare bene della
sua edizione del a Trattato », che ci auguriamo di non
aver ad aspettare più lungo tempo.

c. de Fabriczy
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