Archivio storico dell'arte — 3.1890

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FRITZ HARGK

Ma il più prezioso fra i quadri italiani della collezione è senza dubbio un piccolo ritratto di
Filippo Mazzola, bellissimo e ottimamente conservato : è il busto di un uomo imberbe dallo sguardo
energico, in cappa nera e mantello bruno. La testa col viso nettamente modellato, che fa l'effetto
dello smalto, e i capelli neri dipinti a masse, spicca vivamente sul fondo azzurro chiaro e guarda
rigidamente e tranquillamente in faccia lo spettatore. Il quadretto porta in lettere sottili la
segnatura

ALEX . F. M. PAR. DE RIGHAO

.P.

e si trovava prima nella collezione Castelbarco in Milano. Di scuola veneziana non v'è che un
quadro e anch'esso molto debole; vi è dipinta in mezza figura e in grandezza naturale una Ma-
donna col bambino innanzi ad una tenda rossa, a sinistra della quale si scorge un paesaggio. Il
tipo della Madonna è bellinesco ; il bambino ha le carni fortemente tese, divise da solchi
nelle congiunture delle mani e dei piedi, folti capelli ricciuti e di color biondo chiaro. Il tono
delle carni è freddo, con ombre grigie, e ricorda il Pennacchi; la modellazione piana; tutto l'in-
sieme mostra un artista di secondo ordine, il cui nome ci è rivelato dal cartellino che porta

P Y

l'antica iscrizione autentica p ' Non si cadrà quindi in errore leggendovi la segnatura di Pasqualino

Veneziano. Di veneziano c'è ancora un bellissimo arazzo di grande rarità rappresentante la Ma-
donna sotto un baldacchino.

D'origine lombarda sono due pitture, in una delle quali si vede Santa, Margherita che calpesta
il drago. La santa ha un abito rosso, e tanto il suo tipo quanto il tono delle carni fuliginoso
mi sembra accennino a Macrino d'Alba. L'altra è un tondo a fresco, una Madonna col bambino,
in cui il fanciullo dai folti capelli biondi sta seduto su di un tavolo voltando il dorso allo spetta-
tore e avvicinandosi per poppare al seno della madre, che con la destra gli sorregge il capo e
nella sinistra tiene un libro; essa è coperta di un manto rosso cupo foderato di color verde-gial-
lastro; il fondo è nero. A qual maestro il dipinto appartenga non so dire; certo è che erronea-
mente è attribuito ad Ambrogio Borgognone. Per questo artista il tono è troppo rigido, troppo
poco amabile, la modellazione troppo dura, il fare troppo energico e largo. Dell'influenza di Leo-
nardo non vi si riscontra alcuna traccia ; tuttavia il tondo dev'essere stato eseguito verso il 1500 ;
io credo però che appartenga alla scuola milanese; e in Milano è stato anche acquistato.

Nominerò ancora un busto della Maddalena penitente attribuito a Francesco Trevisani, una
veduta del Fondaco dei tedeschi che va sotto il nome di Antonio Canale, ma non è che di un suo
imitatore, e finalmente un busto in terra cotta di eccellente coloritura, lavoro fiorentino del Quat-
trocento, in cui è raffigurato uno della famiglia de' Medici, le cui armi si vedono scolpite nell'antico
zoccolo su cui il busto poggia.

Poco dopo la mia visita a Braunschweig, durante la quale trovai il felice proprietario di questa
galleria già ammalato, egli soccombette alla malaugurata malattia dell'influenza. E a sperare ch'egli
abbia disposto perchè i suoi tesori artistici non vadano dispersi, ma continuino anche per l'avve-
nire a formare col loro complesso la gioia dello studioso che visita quella città.

II.

La collezione Speck von Sternlmrg in Liitscliena presso Lipsia

Questa collezione non è più sconosciuta, essendo spesse volte nominata dal Morelli e dal Crowe
e Cavalcasene. Lutschena è distante da Lipsia venti minuti di ferrovia o un'oretta di vettura, e
nessuno degli studiosi d'arte che visitano Lipsia dovrebbe trascurare di visitare questa ottima gal-
leria, che va annoverata fra le migliori collezioni private della Germania. Con sommo vantaggio
dei visitatori essa è aperta tutti i giorni, ed i quadri sono collocati in sale illuminate benissimo,
cosicché anche in giornate oscure è possibile esaminarli accuratamente. Contiene circa duecento
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