Archivio storico dell'arte — 3.1890

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L'AFFRKSCO I)KL CENACOLO DI PONTN CAPRIASCA

11)1

avendo trovato segnata quella data in uno degli archi della chiesa. Per quanto non ci sia altri-
menti dato di leggervi quel millesimo, da che la chiesa fu rinnovata da cima a fondo nel 1835,
cioè venti anni dopo che venne alla luce l'opera del Bossi intorno al Cenacolo, è impossibile ch'esso
si fosse riferito all'origine dell'affresco.

Così pure non si saprebbe oggi in vermi modo scoprire la data del 1547, che il Lavizzari cre-
dette di leggere sull'affresco stesso. 1

Comunque sia, l'indicazione che apparisce più attendibile circa il tempo in cui ebbe origine
l'affresco, a giudicare dal dipinto medesimo è quella che il Bossi fornisce là dove adduce il testo
iinformativo di una lettera del parroco di Ponte Capriasca del 1809. In essa è fatto cenno dell'as-
sicurazione datagli dall'arcivescovo Visconti, che il dipinto fu eseguito da uno scolaro di Leonardo
da Vinci verso il 1520, come si ricavava dalle memorie esistenti in allora nell'archivio della can-
celleria arcivescovile di Milano. Il nome di codesto scolaro peraltro non vi si rilevava, nè riesci
al Bossi di rintracciarlo altrimenti in onta alle sue ricerche. Che avesse a rispondere a quello di
Gian Pietrino è cosa che riterremmo probabile, come si è detto, per le analogie riscontrate.

Ponte Capriasca secondo le informazioni della lettera del parroco doveva essere stato a quei
tempi un paese molto più popolato di ora che è ridotto a un piccolo villaggio, e il pittore vi si
sarebbe recato come profugo da Milane», essendo caduto in disgrazia di quel governo.

Oggi il dipinto da pochi viene osservato : l'ambiente pel quale era destinato è del tutto tra-
sformato e svisato : la parete sulla quale si estende l'affresco non va esente dagli inconvenienti
prodotti dalle infiltrazioni della umidità: l'altare posto davanti, col suo apparato di busti sacri, di
candelieri e di fiori viene a nascondere la parte inferiore del dipinto. 0 non sarebbe provvido con-
siglio in (ine per parte delle competenti autorità federali quello di avvisare al modo di toglierlo
da quel luogo e trasportarlo a Lugano ? Quivi potrebbe trovare il suo posto opportuno sopra una
parete della ben nota chiesa degli Angeli, dove già affluiscono i visitatori in grazia della sublime
facciata interna dipinta da Bernardino Luini. Le dimensioni del Cenacolo di Ponte Capriasca (ni. 3,01
di altezza per 0,59 di larghezza) per quanto ragguardevoli non sono tali da impedire che l'opera-
zione del trasporto sulla tela, previe le dovute cautele, possa essere effettuata con pieno successo.
I risultati ottenuti con simili operazioni insegnino. Recentissima fra altre quella del trasporto
dal muro sulla tela del Cenacolo del Lomazzo a Milano, nell'ex refettorio della Pace, altra fra le
antiche copie dell'originale di S. Maria delle Grazie.

Gustavo Frizzoni

1 La Svizzera Italiana, II, p. 287.
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