Archivio storico dell'arte — 3.1890

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UN MAESTRO ANONIMO DELL'ANTICA SCUOLA LOMBARDA

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diocre grandezza, hanno una gentilezza tutta particolare, ed il paesaggio ha lo stesso carattere e
la stessa grazia dei fondi di Andrea Solari.

Il nostro anonimo ricorre al pensiero innanzi ad un quadro minore che si trova nella gal-
leria di Napoli, ed è qualificato come appartenente alla scuola lombarda (III, n. 15); esso rappre-
senta Maria seduta col Aglio in mezza figura; a ciascun lato un committente in atto di adorazione;
nel fondo un ricco paesaggio a colline. Le due mezze figure dei giovani commitenti vestiti di un
semplice abito nero sono di profilo, e nel disegno sono più felicemente riuscite delle altre di Maria
e del bambino. Uno speciale e grazioso effetto produce qui la ricchezza del colore, che ben s'ac-
corda col paesaggio.

Un quadro molto caratteristico ma manierato del nostro maestro, Cristo, circondato da due apo-
stoli, trovasi in una delle piccole sale dell' Accademia di Venezia, attribuito pure al Boccaccino (N. 36).

Anche nella Galleria di Verona si trova un quadro del nostro pittore (N. 89, att. al M. d'Og-
giono): rappresenta due mezze figure di Santi, lavoro piuttosto secondario.

Seguendo il Mùndler, si dovrebbe pure attribuire al Boccaccino un quadro molto piccolo; ma
di una finezza affatto speciale, nella galleria del Louvre: esso rappresenta una Sacra Famiglia,
in mezze figure, su fondo scuro. Il disegno, sebbene alquanto manieriato, è molto accurato, e per
le lunghe pieghe parallele delle vesti e per le piccole teste ricorda più il Barbari che il Boccac-
cino. L'effetto dei colori, la cui unione mostra subito la scuola lombarda, è grande specialmente
per il fondo nero.

Di questo stesso pittore anonimo lombardo conosco finora nelle gallerie private due quadri,
ambedue in Italia. L'uno è quello che possiede la Marchesa Coccapani di Modena, una Sacra Fa-
miglia, con accanto una santa; le figure si vedono fino alle ginocchia; il quadro è molto simile
a quello dello stesso soggetto nel Museo di Napoli. Il secondo, in possesso del generale conte del
Mayno in Milano : è il busto di una santa, la quale nelle sue belle fattezze giovanili mostra chia-
ramente l'influenza di Leonardo. Il proprietario mi comunicò che il quadretto sempre si conservò
in Lombardia.

Da tutto quanto abbiamo detto su questi quadri, è da concludersi che l'autore è un maestro
della scuola lombarda che fiorì circa fra il 1500 e il 1510. Siccome sei dei suoi quadri maggiori
si trovano in Venezia, e fra questi due anche in una chiesa, possiamo argomentare che egli, come
Andrea Solari, Boccaccino e parecchi altri celebri artisti lombardi, abbia cercato fortuna in quella
città, fermandovisi per qualche tempo. I quadri a Milano dimostrano che anche quivi egli fece
un soggiorno alquanto lungo. Non oserei asserire che sia un Milanese di nascita e che in questa
città abbia avuto il suo sviluppo come artista, giacché non risente per nulla dell'influenza di Vin-
cenzo Foppa, maestro che diede l'indirizzo alla pittura in Milano nella seconda metà del se-
colo xv, ma i suoi colori chiari e forti accennano di certo la scuola lombarda. Anche l'influenza
di Leonardo è soltanto esteriore, talché si deve ammettere che non l'abbia sentita se non quando
si era già fatto artista. Per il suo carattere e pel tempo della sua attività egli si avvicina all'Og-
giono e più di tutti ad Andrea Solari, certamente senza punto eguagliarlo. Ma per la sua origina-
lità e per la maggiore indipendenza di fronte a Leonardo, merita di essere menzionato coi suoi
contemporanei della stessa provincia, come al Pedrini, al Conti, al De Predis e in parte anche al-
l'Oggiono. Speriamo che colla scoperta di un quadro recante un nome, o di un qualche documento,
si giunga presto a trovare chi sia questo artista.

Wilhelm Bobe
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