Archivio storico dell'arte — 3.1890

Seite: 208
DOI Heft: 10.11588/diglit.18089.20
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18089.25
DOI Seite: 10.11588/diglit.18089#0221
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1890/0221
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
208

NUOVI DOCUMENTI

tavia probabile che nell'un caso e nell'altro si trattasse
di quadri da offrire in dono, e de' due dipinti non è
perciò rimasta traccia negli inventari della galleria Gon-
zaga.

È bensì registrato nel catalogo del 1.627 un ritratto
di Selim, ma senza dubbio l'indicazione deve riferirsi a
quello eseguito da Tiziano nel 1538 pel Duca Federico,
ed oggi miseramente perduto. 1

Non miglior sorte sembra toccata al secondo ritratto,
di cui parliamo, assai più importante del primo, perchè
Tiziano ebbe presente uno schizzo rimessogli dall'am-
basciatore veneziano a Costantinopoli; e il gran Soli-
mano vi era dipinto a cavallo. Oltreciò Tiziano aveva
uno speciale interesse perchè 1' opera riuscisse vera-
mente magistrale: desiderava cioè, con raccomandazioni
efficaci, ottenere finalmente la sua pensione imperiale
sulla camera di Milano, che da più anni gli era fatta
sospirare; e il ritratto di Solimano doveva appunto va-
lergli dal Cardinale Gonzaga, zio del Marchese di Pe-
scara, (piesti autorevoli offici.

I

R.mo Hl.mo S.r mio colendissimo.

In questi giorni prossimamente passati il clarissimo
m. Marin di Cavalli mio cariss. signore e padrone tor-
nato dalla Legatione di Francia mi ha commesso per
nome di V. S. R,ma et 111.ma eh' io le dovesse far in
pittura l'effìgie del Gran Sultano a cavallo et in quel-
l'habito, nel quale egli il più delle volte si ritrova, come
mi mostrò da una carta fatta far in Costantinopoli,
mentre questo molto mag.°o e raro gentilhuomo era
quivi Bailo per la Repubblica.

Io che son desideroso di servire i miei signori ho co-
minciato cotesta pittura, et mi sforzerò di fornirla in
modo che si giudichi che secondo la debolezza delle
mie forze io habbia sodisfatto apieno et all'autorità di
un sì honorato messo, come è sua M.cia Cle.ina, et al-
l' impositione di sì gran mio Sig.re, come è V. S. Rma
et 111.ma. Alla quale ho voluto dare aviso di haver in-
tesa la sua volontà non prima eh' io mostrassi a quel
degno gentilhuomo qualche segno manifesto d' haverla

anco con l'opera che quella ricercava da me. Hora ho finito la
battaglia turchesca, la mando a V. R. et III.""1 S. tal quale ella
si sia. Desiderarci bene che V. III."11* S. m'adoperasse in cosa che
fosse de mia maggiore professione che di fare queste figure pic-
ciole. l'er i quella acceterà il buon animo; et se son stato in
servirla, ne fu cagione la difficultà dell'opera, la quale ricerca
lungezza di tempo. Baccio le mani all' 111."* S. V. et prego N.
S. Iddio che la conservi lungo tempo et faccia si che gli sia
grato questo picciol dono mio et di mio fratello.

Da Venetia alli 9 di magio 1562.

De V. 111.™» et R.ma S.

Servitor
Giacomo Tentoreto pittore.

1 Cavalcaseli,!: e Crowe, Tiziano, la sua vita e i suoi
tempi, I, 411.

ubidita, per farle conoscere la prontezza dell'animo mio
in servirla et agradirla, come io debbo et desidero di
fare in tutto quello eh' io possa. Et a V. S. 111.ma quale
io mi sia tutto offerendomi le bacio la r.ma mano

Di Venetia alli 13 di Settembre mdlxi.

Humil. Ser.

Titiano Vecellio.

II

lll.mo et R.mo S.or mio Col.mo

Ho già ridotto a buon termine il ritratto del gran
Sultano a cavallo da quel giorno, eh' io scrissi a V.
S. 111.ma e R.ma d'haverlo principiato a fare. Così an-
darò di giorno in giorno riducendolo a compimento,
dandoli quella miglior forma eh' io possa per sodisfar
almeno in parte al buon desiderio ch'io ho di servirla,
benché oltra il suo infinito merito quello mi senta haver
così grande nell'animo mio, che ogni cosa ch'io faccia
mi par poco o niente.

Intanto assicurato dalla sua singoiar benignità sup-
plicherò V. S. R.ma d'un favore, il quale io reputerò
grande assai, et a lei sarà di piccolissimo impedimento.
Io ho una provigione di ducento scudi 1' anno, della
quale mi fece degno la gloriosa memoria del gran
Carlo V sopra la camera di Milano durante la mia vita,
la quale ho scosso sempre ; et perchè da due anni in
qua non ho havuto il pagamento delle rate corse per
non haverlo dimandato, hora ch'io mi trovo in bisogno
havrei carissimo d'haverlo con prestezza di tempo, et
non posso haverlo così facilmente non so per che di-
sturbi di ({liei ministri. Però prego humilmente V. S.
R.ma et 111. ma per sua bontà et cortesia a degnarsi di
farsi servire in scrivere all' lll.mo s.re il Marchese di
Pescara suo nipote, quanto caldamente si potesse, che
Sua S.fia Ill.mii ordinasse con instantia che mi fusse
contato quello che m'avanza del tempo corso, perchè
io manderò uno mio procuratore che le comparirà manzi
per me. La qual cosa se dalla benignità di V. S. potrò
impetrare le ne sentirò obligo eterno ecc.

Di Venetia il 26 Sett. del 61.

Umil Ser.

Titiano Vecellio.

Ili

lll.mo et R.mo S.or mio Col.mo

Credo che fin hora V. S. 111.ma habbia ricevuto il
ritratto del gran Sultano, il quale essa mi fece ordinare
et io le ho mandato col mezzo del R.mo Legato di Ve-
netia. Però mi sarebbe carissimo intendere come V. S.
111.ma se ne sia compiaciuta, perchè quanto a me mi è
paruto di far molto picciola cosa per lei, rispetto al de-
siderio grande eh' io ho di mostrarmele affettionatissimo
loading ...