Archivio storico dell'arte — 3.1890

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questa pittura tien del fare degli imitatori di Giotto.
Le teste non furon l'istaurate, mentre gli abiti e le
mani del Bambino e di S. Illario furono orribilmente
rifatte.

Viene poscia un S. Francesco in piedi a due terzi
di figura con croce grande nella sinistra a guisa di
pastorale. Questa figura è stata molto ritoccata e nel
viso e nelle mani e tutto l'abito fu rifatto intieramente
e furon tolti i segni delle stimate. Il quadro è alto
m. 1 e largo m. 0,55.

Nel quadro seguente alto m. 1 e largo m. 0,87 è
figurata la B. Vergine seduta con Bambino a destra
e nell'alto del quadro a destra di chi guarda è la testa
di S. Giovanni decollato. Viene poscia in riquadratura
alto m. 1 e largo m. 0,80 un S. Antonio di Padova a
.mezza figura dritto avente nella destra un giglio e nella
sinistra un libro con coperta in rosso sopra cui a carat-
tere romano leggesi : Vangelista Balbo fe fare 1-171
die 30 Maro. La testa e le mani non sono ritoccate,
e solo fu rifatto l'abito, il libro ed il giglio. Questa
pittura ricorda il Cristo morto che con detto anno tro-
vasi lì presso e che descriveremo più sotto.

Segue in riquadratura alta ni. 1 e larga m. 0,75
una B. Vergine con Bambino a destra, ed in altra ri-
quadratura della stessa altezza e di quasi identica lar-
ghezza altra B. Vergine seduta con Bambino a sinistra
dello stesso pittore. La testa e le mani di questo quadro
sono ritoccate.

Viene poscia in una riquadratura quasi identica un
S. Bernardino in piedi con viso e mani ritoccati che
nel disegno e nel colorito assomiglia al Cristo, di cui
più sotto avente sulla sommità delle cornici l'anno, 1471,
e si può credere opera dello stesso pittore del S. An-
tonio di Padova sopra descritto.

Viene poscia una finta porta con un ornamento del
secolo xvi opera forse del pittore stesso del quadro su-
pcriore ad essa che qui descrivo.

Dall'angolo di questa parete sopra la detta finta porta
e per la lunghezza di m. 2,50 ed alto m. 1,50 è dipinto
a buon fresco un quadro traendo il soggetto da una pa-
rabola del vangelo. Il Salvatore posto a destra di chi
guarda ò vestito da pellegrino e seguito da sei disce-
poli con cui s'incammina verso un palazzo di graziose
linee architettoniche, sulla porta principale del quale è
un angelo che suona una lunga tromba.

Un pellegrino vestito da frate servita con mantello
bianco salo la scala esterna del palazzo, mentre la scena
si figura in un paese boschivo a piccoli monti. Si ve-
dono qua e là per la vallata più personaggi fra cui tre
pellegrini a piedi e due donne a cavallo che s'incam-
minano verso detto fabbricato, mentre più addietro a
sinistra nel fondo un contadino abbatte un albero con
la scure. Sull'alto del quadro un angelo volante con
cartella in mano in cui leggesi: Gloria, in excelsis Deo.
Fra i discepoli di cui due vestiti da frati serviti sopra
zocca di albero è in piede un S. Giovannino con croce
ornata di tralci d'edera e sotto cui a lettere romane

sta scritto : Qui * seguitur • me ' non \ abulat • in •
tene \ bris ' 1534 • FS. FF. - E più sotto accanto alla
cornice del quadro Frate Stefano in lettere romane,
esplicazione delle lettere sopra abbreviate che facilmente
possano spiegarsi cosi: Frater Stephanus fecit feri.

Segue a questo un altro quadro di mano dello stesso
pittore rappresentante le anime purganti, ma fu sì ter-
ribilmente restaurato da riconoscere a male appena le
tracce dell'antica pittura non restando che il disegno
a dichiararne l'antichità.

Dopo questo viene una finestra moderna a stile ar-
chiacuto cui fan seguito le pitture avanti descritte.

Parete a sinistra. La pietà inopportuna degli attuali
proprietari della chiesuola consigliava a far scrivere sul
principio di quest i parete verso la finestra alcune iscri-
zioni a ricordo dei defunti della famiglia Bolis, forse
sopprimendo con tale pietà le antiche pitture.

All'altezza di un metro dal piano della chiesa è una
riquadratura alta m. 1 e larga m. 0,70 ed in essa il
pittore del quadro forse di S. Stefano vi dipinse a mezza
figura l'apostolo S. Giacomo maggiore.

In altra riquadratura quasi consimile fu a mezza
figura dipinta una Madonna con Bambino nudo seduto
sulla gamba destra accarezzante il viso della madre.
Furono ritoccate in questa figura le vesti e fortunata-
mente non troppo le carni. Lo stile è del secolo xv ed
il disegno abbastanza corretto.

Segue a questo un quadro alto m. 1 e lungo m. 1,80
rappresentante in mezzo la figura di S. Rocco in piedi
sul davanti dipinto sino alla metà delle ginocchia men-
tre il fondo rappresenta una campagna con due fabbri-
cati, uno a destra, uno a sinistra del Santo con piccole
figurine uscenti dalle medesime fabbriche.

Segue a questo una Madonna seduta in riquadratura
della dimensione delle precedenti cioè m. 1 per m. 0,78.
Il Bambino è seduto a destra e per sventura le carni
di Lui e della Madre furono soverchiamente l'istaurate.

Dopo questa rappresentazione ne seguono due altre
col medesimo soggetto e con pochissima variazione e
tutte di pittori del secolo xv. In esse come nelle cor-
nici che le contornano i devoti graffirono i loro nomi
e gli anni in cui visitarono la chiesuola ed io a titolo
di curiosità qui alcuni più intelligibili trascriverò, cioè:
1555 — Bianchi Giuseppe Lugo 4 maggio 1619. —
1557. —1486.— 1548. — Ego. Ugo... de Praga... 1486.

Sussegue a queste Madonne un S. Bernardino in
piedi in una riquadratura alta m. 1 e larga altrettanto
avente nella destra il libro e nella sinistra il raggio.
Poi appresso è una porta chiusa, dopo la quale sullo
stesso piano delle sopradescritte pitture è una grazio-
sissima Madonna con il Bambino in braccio di disegno
correttissimo sotto cui un pittore valente non isdegne-
rebbe di apporre ii suo nome. La Madonna è seduta in
trono col Bambino Gesù nudo nella destra ed è cosa
bellissima oltre ogni dire. Forse la vaghezza del dipinto
meravigliò tanto il barbaro restauratore che per fortuna
non ebbe il coraggio di toccarlo. Però per trovarsi di-
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