Archivio storico dell'arte — 3.1890

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sare : quello che si ha a ritenere per sicuro si è che le
forme non meno che il colorito rispondono in tutto e
per tutto ai suoi consueti. Tale il regolare e determinato
taglio ovale del viso, dal mento tondeggiante e la piccola
bocca colla immancabile fossetta sovrastante, gli occhi
a contorno marcato e colla fossa lagrimale alquanto accen-
tuata, le masse de' capelli a ciocche compatte, dalle linee
graziosamente mosse, non senza mostrare quel non so che
d'ingenuamente impacciato che va congiunto al dolce

del 1515 corrisponde colla matura perfezione del suo ma-
gistero, come accurato e fino pittore.

I due quadretti ultimamente sopraggiunti, esposti
da parecchie settimane sopra l'effìgie dell'Ecce Homo,
comechè piccole cose da potersi coprire nell'essenziale
col palmo della mano, pure sono ben degne di star in
compagnia dell'altre per l'eccellenza della fattura e la
squisitezza del gusto. La mezza figura del Santo del
deserto è in un atteggiamento somigliante a quello del

aroma del Quattrocento. Quanto al colorito vi è tipico
in ispecie il tono chiaro e freddo delle carni, accordan-
tesi con quello della capigliatura.

Due piccole gemme da ultimo sono state aggiunte
alla corona delle opere lombarde dell'età d'oro e sono
due tavolette di quell'Andrea Solari, del quale il Museo
possiede ormai una così bella serie di opere da costi-
tuirne quasi una sua specialità. In esse infatti si può
seguire il Solari in tutte le sue fasi principali, princi-
piando con una giovanile Madonna col Putto sopra un
parapetto, concepita a modo dei quattrocentisti veneti
e proseguendo mano mano coll'insuperabile Ecce Homo
(dove ancora ci pare in alcune parti di sentire il con-
tatto con Antonello da Messina), colle due mezze figure
di S. Gio. Batt. e Sta Caterina, datate dal 1499, per finire
col suo Riposo nella Fuga in Egitto, nella quale la data

l'anno 1499; mentre dalla sinistra gli si svolge e s'in-
nalza a spira la fettuccia coli' Ecce Agnus Dei, colla
destra e coll'indice teso egli accompagna il motto con
gesto corrispondente. Accurato il modellato di questa
parte del corpo, che si vede a scoperto, mentre nel ri-
manente lo ricopre, oltre la pelle di camello, un panno
variante tra il rosso e il giallo, colore caratteristico per
l'autore. Il viso, per quanto freddo e indifferente nell'e-
spressione e mancante dell'austerità di certi tipi di San
Giov. Batt. di altri artisti dell' epoca, pure rivela la
mano esperta del fatto suo.

Il vecchio S. Antonio Abate invece che gli fa ri-
scontro è una maraviglia tutto «pianto : è una figura
oltremodo pittoresca e nella quale si fa sentire a di-
rittura 1' alito leonardesco, onde il Solari, per quanto
non noverato fra gl'immediati scolari del Vinci, dovette
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