Archivio storico dell'arte — 3.1890

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PITTURE DI MAESTRI ITALIANI NELLE GALLERIE MINORI DI GERMANIA

VI.

It museo slesiano delle arti figurative in Breslavia.



I quadri conservati in questa galleria appartenevano originariamente a tre diverse collezioni
pubbliche, che, grazie all'iniziativa della Società artistica slesiana, furono riunite nell'anno 1853
ed ordinate in uno splendido museo appositamente costruito. I dipinti italiani provengono, meno
singole eccezioni, dal museo di Berlino, donde passarono a Breslavia nel 1837 per donazione del
re Federico Guglielmo III; pochi altri vennero a Breslavia nel 1884, quando furono divisi fra varie
gallerie alcuni quadri pure del museo di Berlino. Dal 1886 la galleria possiede un catalogo accu-
ratamente compilato secondo i principii della critica moderna da Roberto Kahl; ed in questo sono
registrati circa trenta quadri del fiore dell'arte italiana. Noi qui li passeremo in rassegna, aggrup-
pandoli secondo le scuole a cui appartengono.

Scuola fiorentina. — Fra i pochi esemplari del Trecento, i migliori sono quattro santi, ossia
santa Margherita, santa Caterina, santa Maddalena e san Pietro martire (n. 173-179), che probabil-
mente facevano parte d'una predella d'altare. Il catalogo li dice « della maniera di Taddeo Gaddi » ;
però vi si potrebbe piuttosto vedere nei tipi un'analogia con i lavori del così detto Giottino. Intorno a
due altri dipinti, san Pietro e san Paolo (nn. 177 e 178), prima ascritti alla scuola senese, ora alla
fiorentina, non si può aggiunger altro, se non che sono realmente ritoccati; uè vale la pena di
fermarsi a lungo ad un piccolo altare con la Crocifissione di Cristo con santi (n. 194), brutto lavoro
di nessuna importanza e molto danneggiato d'un pittore di secondo ordine della seconda metà del
secolo xiv, che ha qualche analogia con lo stile di Martino di Bartolomeo, artista che in quel-
l'epoca lavorò in Pisa.

L'arte fiorentina dell'epoca posteriore è rappresentata da quattro ben noti maestri : Domenico
Ghirlandaio, Filippino Lippi, Cosimo Rosselli e il Mainardi. Alla scuola del Ghirlandaio, è attri-
buita una di quelle rappresentazioni del san Girolamo in un paesaggio (n. 189) divenute tipiche
alla fine del secolo xv; il quadretto, veramente grazioso ed amabile, era prima ritenuto di Andrea
del Castagno; però, se anche non è di mano del Ghirlandaio, si può supporre che sia del Mainardi.
Anche in questa, come nelle altre rappresentazioni simili, si vedono inoltre nel paesaggio altre
figure (alquanto ritoccate) e Tobia con l'angelo, ai quali corre incontro il piccolo san Giovanni.
A questo proposito il catalogo fa notare l'analogia del nostro dipinto con un quadretto segnato
come d'autore ignoto nel museo del Louvre (n. 494), in cui, invece di Tobia, si vede sant'Agostino.
Anche in uno Sposalizio di santa Caterina, cui assistono i santi Maddalena, Agostino e Bruno
(n. 180), si vede l'influenza del Ghirlandaio così manifestamente, che il quadro era prima attribuito
al maestro stesso. Quest'ultima attribuzione non è a dir vero sostenibile, e si deve piuttosto rite-
nere che l'autore del quadro sia un pittore umbro che risente l'influenza fiorentina. Finalmente
passava anche in tempo anteriore come opera del Ghirlandaio una Adorazione del bambino (n. 182),
che recentemente fu attribuita al Mainardi, essendo a questo stesso pittore assegnato un quadro
affatto simile nel museo di Lipsia. Però anche questa attribuzione mi sembra erronea ed io ritengo
piuttosto che questo sia uno dei molti dipinti d'autore anonimo della fine di quel secolo, nei quali
si vede una strana mescolanza degli stili di grandi maestri; e come nelle opere di Raffaellino del
Garbo, alla cui altezza però non giunge l'autore del nostro quadro, vi si vede contemporaneamente
l'imitazione di Filippino Lippi, e di Lorenzo di Credi. Un'opera autentica del Mainardi, una Nascita
di Cristo, è di recente entrata a far parte della galleria e non è ancora registrata nel catalogo.

Originale e affatto caratteristica è una Adorazione del bambino di Cosimo Rosselli (n.]171):
Maria in veste rossa sta inginocchiata innanzi al bambino che, giacendo sul di lei manto, le tende
le braccia; da sinistra si avanza il piccolo san Giovanni, a destra siede immerso in meditazione
san Giuseppe col capo appoggiato su .di una mano. Invece una Madonna con santi (n. 188) è
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