Archivio storico dell'arte — 3.1890

Seite: 263
DOI Heft: 10.11588/diglit.18089.32
DOI Artikel: 10.11588/diglit.18089.34
DOI Seite: 10.11588/diglit.18089#0276
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1890/0276
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
LE OPERE DI MINO DA FIESOLE IN ROMA

263

non bolli certo son gli angeli, collo teste cascanti in avanti, e a cui par che si pieghino le ginoc-
chia. Essi sono disposti come nel tabernacolo di Perugia, ma il movimento dei panni, senza le so-
lite linee rette e taglienti, ricorda piuttosto gli svolazzi degli angeli dell'Assunta a S. Maria Mag-

BUSTO DI PAOLO II

(nel palazzo di .San Marco in Roma)

giore. La rappresentazione di Melchisedec ed Abramo è d'esecuzione assai fina, come Mino soleva
faro, ne' lavori destinati ad esser veduti da vicino. Le solite sopracciglia sporgenti in Melchisedec
(come nel Padre Eterno) colle zigome sporgenti e una fisonomia, direi quasi, flebile. Nelle mo-
venze, nelle pieghe, nel trattamento del marmo, non c'è nulla che già non conosciamo per gli
altri suoi lavori del periodo romano. La testa d'Abramo ricorda quella del re inginocchiato avanti
al bambino nel Ciborio di Santa Maria Maggiore. Il Padre Eterno è simile a quello del taberna-



V' ^

— —
loading ...