Archivio storico dell'arte — 3.1890

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LA PITTURA BOLOGNESE NEL SECOLO XY

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bardo, le cui figure hanno contorsioni e smorfie spaventevoli, e ora sembrano apparizioni di spettri,
ora di maniaci furenti. Pietro de' Lianori è materiale ed arcaico; Gian Francesco da Rimini è
debole; Antonio Bartolomeo Maineri, che si firma in un quadro rappresentante il Martirio di
S. Sebastiano; ANTONII BARTH | OLOMEI MAINE | RII BONONIESIS | OPVS-LCCCC 9111, si rivela
un tristissimo artista, al paragone del Costa e del Francia che a' suoi giorni regnavano a Bologna,
incerto ancora delle leggi prospettiche, povero e scuro di colore, esagerato come un barocco nel
segnare hi vene, come enormi cordoni metallici stesi sotto alle carni.

Tav. 1. — SAN GIROLAMO DI MARCO ZOPPO
(Collezione Frizzoni in Milano)

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Un solo pittore, Michele Mattei 1 da molti confuso col Lambertini, segna il periodo di transi-
zione dalle forme antiquate e materiali de' suoi contemporanei all'arte dello Zoppo; benché non
precorra di molto lo Zoppo, come potrebbe supporsi esaminando lo stile de' suoi dipinti. Conser-
vasi di lui, al Museo Civico di Bologna, una tavola a caselle (n. 194), in cui mentre si scorgono,
ad esempio, ne' panni, intorno al ginocchio delle figure, pieghe in giro, come diramantisi da un

1 Di Michele Mattei leggesi nella Minervatia Bonon.
Cimurri Anajternata, sea Bibiiotlieea Bononiensis (Bono-
niae, 1641), a pag. 241 :

1440. Michael Matthei Pictor non incelebris; e cuius
prodiere pennicillo plura non indecora; inter quae vi-
demus Altare 1)1). de Arengberia in 1). Martini Maioris

Basilica ex postremis illius laboribus de anno 1469 atqui
porticum fere integram Ecclesiae S. Matthei in foro Pi- _
scario ex primis anno 1444 &.

Che Michele Mattei sia di Bergamo, lo dice Corrado
Ricci nella sua Guida di Bologna.

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