Archivio storico dell'arte — 3.1890

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LA PITTURA BOLOGNESE NEL SEGOLO XV

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una tavola a caselle segnata OPERA DEL ZOPPO • DA BOLOGNA. La Vergine nel mezzo, san Gio-
vanni Evangelista e san Girolamo a destra, sant'Andrea e sant'Agostino a sinistra. Fra le cuspidi
ad intaglio, sugli archi delle tre caselle principali, entro a circoli, Dio Padre, l'arcangelo Gabriele
e l'Annunciata. Nelle gugliett.e laterali, piccole figure di santi; così nei pilastrini della predella,
che reca negli scompartimenti principali le rappresentazioni del Presepio e degli Apostoli nel
mare di Genezareth. Le figure hanno fronti prominenti, lungo e quadrato il mento, le carni di
un color mattone chiaro: quelle viste di profilo, hanno l'angolo occipitale assai pronunciato. Le
mani sono aperte come zampa di volatile, e terminano assottigliate: non vi mancano che gli
unghioni. Le pieghe hanno addentrameli così profondi e tali spezzature da dar loro la forma di

Tav. 3. — LA DEPOSIZIONE DI CRISTO DI MARCO ZOPPO

(Galleria Nazionale di Londra)

nervature staccate dai manti e dalle vesti: terminano con un ghirigoro di curve, formanti nel
loro incontro come tanti occhielli. Nel fondo della predella, vedonsi piani rotondeggianti, ricolmi,
limitati da roccie rossiccie, che sembrano fasci ricurvi. In conclusione, il pittore dimostra d'es-
sere alquanto padrone della tecnica, ma cade talora in grossolani errori di forma, e ha debole
il sentimento della bellezza. Basti osservare la piccola Madonna nella Natività, della predella, con
quegli scarsi capelli che le solcano la fronte e con quell'enorme mento quadrato per compren-
dere che Marco Zoppo era artista assai materiale e senz'idealità. Gol tempo però il pittore si mo-
dificò alquanto, come si può giudicare anche da altri quadri di lui esistenti a Bologna, non tutti
assegnati allo Zoppo, benché con tutta probabilità gli appartengano.

L'ancona d'incognito autore, che si vede nel Museo Civico di Bologna, nella stanza de'libri
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