Archivio storico dell'arte — 3.1890

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290 ADOLFO VENTURI

affreschi di santa Cecilia, ai Francia e i secondi al Costa; al Francia la pala d'altare, al Costa
la decorazione della cappella di san Jacopo; a quello la tavola dell'ancona nella cappella della
Misericordia, a questo la predella e la lunetta di essa; nel palazzo Bentivoglio, il Francia adorna
la stanza dove Giovanni II abitavo: per suo uxo, il Costa ed altri pittori lavorano in altre stanze
meno importanti dell'appartamento principesco. Alcuno potrebbe osservare che il Francia era bolo-
gnese, in altre arti eccellente, e da ciò ricavare la ragione della preferenza a lui accordata; ma
difficilmente si può ammettere che lo scolaro fosse preposto al maestro. Egli crebbe certo con la
vivace e nuova generazione di Ferrara: da Ferrara, ove si recò per commissioni di orefice, ricavò
utili insegnamenti; e dai Ferraresi, che tennero il campo della pittura a Bologna ebbe quegli inse-
gnamenti ribaditi. Specialmente da Francesco del Cossa, di cui, benché attenuata, il Francia riflette

Tav. 6. — D I S E G N 0 DEL FRANCIA

(Collezione Albertina a Vienna)

la plastica forza, la larghezza della modellatura, la serietà delle immagini. E con Lorenzo Costa
crebbe e svolse la ferrarese semenza dell'arte: questi discendente di Ercole Roberti, è più aspro
dapprima, più scarso ne' drappeggiamenti; quegli, grazie al suo modello il Cossa e allo studio della
plastica, ottiene una pienezza e una larghezza maestosa di forme, come, mercè l'uso del bulino,
serbò l'amorosa e fine diligenza de' particolari e la rigorosa precisione del segno. Se si confron-
tano i Trionfi del Costa, eseguiti poco tempo prima dell'ancona Felicini del Francia, lo stile dei
due pittori ha minore correlazione di quel ch'ebbe dipoi. I due artisti, lavorando di conserva,
fecero comune tesoro degli studii e delle osservazioni loro, e in questo senso soltanto conviene
ammettere che l'uno ritrae talora della maniera dell'altro. Il Costa più libero, più ardito, più
immaginoso, più ricercatore non poteva a meno d'esercitare un influsso sul compagno; e questi
a sua volta, doveva contribuire a rendere più elette le sue composizioni di quello, più nobili i
sacri personaggi attornianti il trono della Vergine. Nel progresso dei due pittori, il loro esempio
reciproco può contarsi come uno de' principali coefficienti.
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