Archivio storico dell'arte — 3.1890

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LA PITTURA BOLOGNESE NEL SECOLO XV

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Una delle prime pitture del Francia è il santo Stefano della galleria Borghese in Roma: esso
sembra una figura preparata col bulino, tanta è la precisione del segno, e sembra latta di smalto,
tanta è la vivezza del colorito. In quest'opera il maestro riesci più espressivo e vero che in altre
posteriori, per la compunzione profonda, per l'intensità della preghiera che manifesta il santo
ginocchioni. Un'arte profonda e schietta è pure espressa in altre pitture de' primordi del Francia,
nella Crocifissione, ad esempio, che vedesi nella biblioteca comunale di Bologna: le ligure di san
Giovanni e di san Girolamo appiè del Crocifìsso staccano con un contorno netto sul fondo ad alti-
piani, cinti da colli azzurri, sparsi di castelli, di case e di templi. Così la Sacra Famiglia eseguita
accuratamente pel senatore bolognese Bartolomeo Bianchini, ora nella R. Galleria di Berlino (tav. 4),
e quella già nella galleria Zambeccari, ora nella galleria di Monaco (tav. 5), appartengono al primo

Tav. 7. — DISEGNO DEL FRANCIA

(Collezione Albertina a Vienna)

periodo dell'artista, e si distinguono per la grande delicatezza, per la ingenuità soave dell'espres-
sione. Fra le sue pale d'altare esistenti a Bologna più castigate e di maniera più antica, è qui da
annoverarsi quella che adorna una cappella della chiesa di S. Mari ino rappresentante la Madonna
col Bambino e con angioli, e coi santi Rocco, Francesco, Antonio e Sebastiano. È un'ancona che
sembra più timida, tanto nel segno che nel colore, a paragone delle splendidissime de' Felicini,
nella galleria bolognese, e del Bentivoglio a S. Giacomo Maggiore.

Il Francia lasciò travedere nelle sue pitture quell'affabilità, quel decoro, quella gravità di
costumi per cui così lo loda Nicolò Buzio da Parma: « Et me etiam Fabri, Aurifìces, Sculptores
« atque Pictores nominandissiini, inter quos unus omnium est mihi clarissimus Franciscus Francia
« nuncupatus: cui in sculptara Phidias et Praxiteles si viverent palmam cederent; in piclura simi-
« liter Parrhasius, Zeusis et Apollodorus ab eo in certamine superatos proflterentur. Quinimmo et
« ipse Apelles, qui omnes prius atque futuros (teste Plinio) superavi!, hoc idem non abnegarci. Hic
« profecto ingegnosus, affabilis, decorus: et gravitate inorum exornatus ». 1 I suoi quadri non pre-

1 1''. Bartolomeo Bianchino nella vita di Codro, così Huius vero efftgiem oris, vultusque; & lineamenta

scrive del Francia: eorporis mire expressit in aedibus Bentivolorum, amor
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