Archivio storico dell'arte — 3.1890

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LA PITTURA BOLOGNESE NEL SECOLO XV

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quadri, il pittore è monotono, perchè quasi inai sa spezzarle e complicarle. Evidenti invece sono
in lui le forti e speciali qualità del plastico. Se di lui rimanessero i dipinti di soggetto mitologico
e classico, che dovevano ornare il palazzo distrutto di Bentivoglio, riconosceremo che l'anima
serena, la nobiltà sua lo facevano un eccellente interprete dell'antico. Basti osservare i due disegni
di lui all'Albertina di Vienna, e rappresentanti l'uno il Giudìzio di Paride (tav. 6) e l'altro i Tu-
bicini (tav. 7) per ammirarne il classicismo line, l'elegantissimo segno.

In molte gallerie si mostrano, come opera sua, pitture indegne del suo nome: e così nella gal-
leria Chartorisky si assegna a lui una cattiva copia, riduzione dell'ancona dei P'elicini della pina-
coteca di Bologna, e in pari tempo uno Sposalizio di santa Caterina,, cosa stentata, che sembra
lavoro d'Innocenzo Francucci da Imola. In Roma, nella galleria Borghese, si additano per opera
del Francia due Madonne e un sant'Antonio, dipinti della sua scuola; alla Vaticana, una Madonna
che ricorda alquanto il Boateri; alla Capitolina, una pala d'altare di pittore probabilmente roma-
gnolo, ben lontano dalla purezza del Francia, in quelle sue figure di santi che sembrano maschere
sceniche; alla Lateranense una Annunciazione pure di pittore romagnolo, con iscrizione apocrifa;
alla Galleria del monte di Pietà una Deposizione con la scritta FERANCIA (sic), dipinto misto di
fiorentino e di bolognese, opera probabile di Raffaello Botticini. A Lucca nella galleria pure gli è
attribuito un quadro, che tiene invece di Tiberio d'Assisi. Al palazzo Bourbon in Francia si attri-
buisce al maestro un'Annunciazione con sant'Alberto, opera del Costa.

Al Campidoglio trovasi però del Francia un'opera dell'ultima sua maniera, la Presentazione
al tempio guasta da antichi ridipinti; a Torino una Pietà (1515), a Ferrara nel Duomo la Inco-
ronazione della Vergine, 1 a Cesena, nella galleria comunale, la Presentazione al tempio, a Mi-
lano nella galleria di Brera XAnnunciazione e nella collezione privata Frizzoni un san Francesco,
a Firenze nella galleria degli Uffizi il ritratto di Evangelista Scappi, a Parma nella galleria la
Deposizione (1515), a Brescia in S. Gio. Evangelista, la Trinità ed angioli, a Forlì due Madonne,
a Lucca, in S. Frediano, la Morte e la Incoronazione di Maria fra i santi Anselmo, Pietro Igneo,
Agostino, David, Salomone. 2

Nel Belvedere di Vienna, una Madonna con san Francesco, santa Caterina e il piccolo san Giovanni:
a Monaco, oltre la Madonna a cui abbiamo accennato, un'altra detta del Roseto, adorante il bam-
bino, di cui si ha un'antica stampa che la indica come già esistente nella chiesa dei Cappuccini a
Modena; a Dresda, oltre l'Adorazione dei Magi citata, il Battesimo del Redentore quadro che
non fu uno dei cento famosi venduti da Francesco III d'Este all'Elettore di Sassonia, e che pure
da Modena pervenne a quella galleria egualmente. Porta la scritta FRANCIA AVRIFEX BON • F •
M • V • Villi. Di questo bellissimo quadro, nella galleria degli Uffizi, fra i disegni non esposti, tro-

1 Di quadri eseguiti dal Francia in Ferrara, il Ba-
rotti (Pitture e Sculture di Ferrara. Ferrara, 1770)
cita: nella Cattedrale, la Coronazione della Vergine;
in S. Maria de'Servi, un quadro con li quattro dottori
della Chiesa, ma come opera creduta di Francesco
Francia ; ne' Cappuccini, la Madonna adorante il bam-
bino, pure come opera, creduta di Francesco Francia;
in S. Maria degli Angioli, S. Caterina da Siena, e i
committenti Alessandro Farulìni e Caterina Macchiavelli
sua moglie, opera che « da molti fu stimata di Tiziano,
ma con più probabilità si tiene da altri per una delle
più diligenti di Francesco Francia; » in S. Silvestro,
un quadro sopra la cantoria rapp. la Vergine, san Sil-
vestro, san Benedetto, san Maurelio e san Gio. Battista.

11 Barotti cita ancora come esistente nell' oratorio della
Scala la ancona di casa Strozzi, ora a Londra, e il
lunettone di essa, ora presso il Lombardi in Ferrara;
ma oggi sono unanimamente ritenute le due pitture per
opera del Grandi. Così il Barotti cita una tavola con

san Rocco e san Sebastiano nel coro della chiesa di
san Salvatore, tavola che ora si vede divisa in due parti
nella collezione Barbi-Cinti in Ferrara, ma che non al
Francia, bensì ad Ercole Grandi appartiene.

2 Siamo assicurati che a Napoli presso il Marchese
Pulce Doria esiste la Madonna del Francia, che fu già
di Lord Dudley, e da cui passò nelle mani della signora
Zarè Thalberg, oggi marchesa Pulce Doria. La pittura
porta al basso la seg. scritta : Iacobus * Gambarus '
Bonon * Per • Franciam • Aurifabrum ' hoc * opus *
Fieri • Curavit • 1495. La Vergine ha nella sinistra
mano un pomo. Il suo manto è azzurro scuro, la tu-
nica rossa, la manica trinciata di velluto cremisi: un
velo le copre la fronte, sino al disopra della soprac-
ciglia, e ricade sulla spalla destra. Sul ginocchio destro
la Vergine ha un piccolo cuscinetto di stoffa rossastra
su cui sta ritto il putto in atto di prendere il pomo
dalla mano materna.
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