Archivio storico dell'arte — 3.1890

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NUOVI DOCUMENTI

Documenti relativi a Baccio Pontelli.

Suoi Onori, sua Carica ed Opere,
suo Stipendio e Stato Economico.

I.

J487. Novembre 23 da Roma

Lettera di Giovanni Vescovo di Albano Cardinale
Andegavense Legato della Marca; in cui, richiamandosi
il Breve col quale dal Pontefice Innocenzo Vili, Baccio
Pontelli suo Familiare e Mazziere, erasi preposto, come
Ingegner Generale e coll'assegno di 25 fiorini d' oro
mensili, alla revisione delle Rocche e Fortilizi di detta
provincia ed alla direzione principalmente della fabbrica
delle Rocche di Osimo, Iesi ed Offida, si ordina a Nicolò
Calcagni Tesoriere Generale della provincia medesima
che ad esso Baccio, per tutto il tempo in cui ivi dimori,
incominciando dal 28 novembre 1487, paghi col denaro
camerale in ciascun mese l'enunciato stipendio.

Biblioteca Comunale di Macerata. — Collezione di
Bolle e Brevi Pontifìcii, di Lettere dei Legati della Marca
e d'altri documenti risguardanti il governo della mede-
sima, copiati da amanuensi contemporanei ad essi Atti
in sette grossi tomi di carta di straccio, intitolata Me-
morie Patrie. Tomo 2,0 carta 108.a
Inedito.

Jo[annes | ep[iscopu |s albanen[sis] CardinalJis An-
degaven[sis] Marchiae etc. legatus. 1

1 Questi è quel Don Giovanni Balves, Francese, dell'Ordine
di San Benedetto, Abate di San Dionisio, Vescovo Andegavense,
Prete Cardinale del titolo di Santa Susanna, ricordato dal Pla-
tina fra gF innalzati da Paolo II all'onore della sacra porpora.
Leopardo di Ser Tomaso da Osimo erroneamente chiamollo nel "
suo Diario: Monsignor de Baulo Vescovo anteganesse. Altri
pure non bene lo appellò monsignor de Bellunes Anteganes
(Pag. 655 del T.° 2° delle Opere del Vasari edite in Firenze da
G. C. Sansoni). Da ultimo neppure correttamente fu detto Car-
dinal di Baleu da Giosuè Cicconi il quale, nella sua recentissima
opera intitolata Vita e Fatti di BoeeoLino Guzsoni, sulla fede
degli Annali Ecclesiastici del Raynaldo, ricordò la nomina di
Legato della Marca che allo stesso Prelato, con i pieni poteri di
eguagliare al suolo la ribellata città di Osimo e di dividerne il i

Cum Sanctissimus Dominus Noster decreverit in pro-
vincia marchie mittere baccium de pontellis familiarem
suuin et servientem armorum 1 ut revideret arces et

territorio fra i soldati che la espugnassero, fu conferita da Inno-
cenzo Vili il 1° di luglio del 1487.

1 Serviens armorum, secondo il Du Gange, corrisponde al-
l'italiano Mazziere', dignità di corte che spesso andava riunita
coli'incarico della custodia delle Rocche. Gli onori di Familiare
e di Mazziere Pontificio e, più che mai, quel d'Ingegner Generale
dei forti della Marca a cui nel 1487 da Innocenzo VIII fu innal-
zato il Pontelli, fanno naturalmente intravedere come esso, ad-
divenuto già celebre nella Corte del Duca di Urbino, avesse pa-
recchi mesi innanzi alla data di questa lettera prestati altresì
importantissimi servigi alla Sede Apostolica.

E tali servigi, secondo che io penso, assai probabilmente
dovettero consistere negli espedienti adoperati alla buona riuscita
dell'assedio di Osimo che ebbe ad arrendersi il 2 di agosto del-
l'anno testé indicato alle forze pontificie presiedute dal Cardinale
Andegavense e capitanate dall'illustre Trivulzio; e forse anche
nel proseguimento della singolarissima fabbrica della Chiesa Lo-
i etana abbandonata in quell'anno per sempre dal suo architetto
Giuliano da Maiano passato a Napoli al servigio di Alfonso Duca
di Calabria.

La premura di compiere un tale edificio, ordinato non meno
al più splendido culto che alla valida difesa della Santa Casa e
del suo tesoro contro l'empietà e rapacia turchesca, non poteva
non essere se non estrema, specie in un anno come il 1487, nel
cui mese di febbraio si erano scoperti ed intercettati in Lecce
nelle mani di Angelo Guzzoni da Osimo i fogli contenenti le let-
tere ed i capitoli con i quali il suo zio Boccolino invocava l'aiuto
del barbaro Baiazette, promettendogli di renderlo signore del-
l'intiera Marca Anconitana e padrone del terzo delle rendite del
Santuario di Loreto. Non è quindi a dubitare che subito n in
si desse a Giuliano un successore abilissimo principalmente
in fatto di militare architettura, specie se il cammino di ronda
munito di piombatoi, che in questa Chiesa due anni innanzi
avea quegli preso a costruire, nella sua dipartenza non fosse
peranno finito di murare, e se tutto il resto non si fosse tra-
vato nel migliore possibile assetto di guerra. Del resto, sebbene
fino ad ora non sia apparso documento che provi direttamente
essere il Pontelli l'immediato successore del Da Maiano nel di-
rigere il lavoro di codesta Chiesa-Fortezza, l'esservene sol-
tanto uno che esplicitamente ce lo dice Architetto della mede-
sima (De Naturali Vinorum I Ustoria etc. Andreae Baccii), pare a
me sufficientemente bastevole a fare intendere che quell'ufficio
fu a lui affidato non appena il Da Maiano ebbe a lasciarlo.

E per vero : se altrimenti fosse avvenuto, non si saprebbe
trovare con quale verità o proprietà di linguaggio Innocenzo \ III
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